Tre sfide decisive per il pianeta Terra s'incrociano all'orizzonte e condizionano le traiettorie dello sviluppo mondiale: il soddisfacimento del bisogno di un'energia a buon mercato, più pulita nei processi, nei prodotti e nei sistemi di utilizzazione; una crescita economica accelerata dei Paesi in via di sviluppo dentro una cornice di libertà democratiche e di autodeterminazione dei popoli; la sostenibilità ambientale come valore dell'eco-efficienza dei sistemi Paese.
Il petrolio non è solamente una risorsa ma uno strumento politico ed economico, è l'anima dell'impero, condiziona le scelte geopolitiche, determina equilibri, genera conflitti. Esso continuerà ad essere il fattore critico delle relazioni internazionali: se nel prossimo decennio la produzione mondiale di greggio raggiungesse il picco massimo, lo sviluppo industriale si troverebbe di fronte a serie sfide.
La perdurante destabilizzazione del teatro mediorientale, dove si trova il 65% delle riserve globali di greggio convenzionale,
condiziona lo sviluppo occidentale e mette in pericolo la stessa capacità dei paesi in via di sviluppo importatori di energia
di raggiungere tassi di crescita adeguati per uscire dallo stato di povertà.
Il prossimo quarto di secolo determinerà la direzione intrapresa dalle maggiori economie globali per risolvere
la questione energetica: ad esse spetta l'arduo compito di rispondere all'inevitabile declino del fossile liquido
e all'individuazione di carburanti alternativi.
È necessario e urgente creare un nuovo ponte di dialogo tra esperti e decisori, tra concezioni tecniche,
politiche e filosofiche, per fissare obiettivi generali di uno sviluppo energetico a prezzi ragionevoli,
a basso impatto ambientale, rispettoso delle ragioni e degli interessi dei popoli dei paesi produttori.
Rileggendo criticamente la politica energetica internazionale sotto l'ottica del fabbisogno reale e degli
interessi dell'economia globale, autorità dell'energia, scienziati, esperti, uomini di libero pensiero di tutto
il mondo si incontreranno a Rimini per sottoscrivere un Protocollo fondamentale di proposta e d'intesa,
rivolto sia ai consumatori di energia, sia ai paesi produttori.
L'intento è quello di sconfiggere le sirene dell'apocalisse energetica, di conciliare il fabbisogno di sicurezza dell'approvvigionamento del petrolio dei paesi consumatori con quello dei paesi produttori; di fornire suggestioni condivise sulla necessità di una risposta globale e a lungo termine di investimenti nelle fonti energetiche alternative; di conciliare il ruolo dei meccanismi di mercato con quello del governo dell'efficienza energetica, e di ridurre le tensioni politiche internazionali nelle aree del mondo più direttamente coinvolte nella produzione di petrolio.