Teatro Novelli - Grand Hotel di Rimini
19 - 20 - 21 Ottobre 2002
Con l'apporto scientifico di
Nazioni Unite, Unione Europea
Fondazione Gorbaciov
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministeri: Affari Esteri,
Attività Produttive,
Beni e Attività Culturali,
Regione Emilia Romagna
Con la speciale partecipazione
dello Stato del Kuwait
sotto l'Alto Patronato del
Presidente della Repubblica
"La comunanza nell'incertezza e la relazione di inseparabilità di ogni essere l'un l'altro, sono il vincolo concreto della nuova identità umana. Difficile, ma non aleatoria, la lotta con la causalità impegna l'intelligenza universale nell'individuazione di una "ecologia dell'azione" utile per ognuno e in cui ciascuno possa riconoscersi.
La novità d'oggi è che l'esigenza d'armonia è divenuta mondiale. Non appartiene più solo alla sfera del religioso o della singola persona, ma è divenuta globale contro i nuovi odi.
Fedele o meno che fosse all'eredità del proprio Ottocento positivo, Arturo Graf, agli inizi del secolo passato, sosteneva l'utilità di istituire una "cattedra d'ignoranza" che "ricordasse le molte cose che non sappiamo" e che "mantenesse vivo e vigile il senso di antichi e nuovi problemi". Similmente Edgar Morin per il secolo in cui siamo entrati, esorta a inventare "una facoltà dei problemi mondializzati". Non sappiamo ancora "collegare le conoscenze" e porci in relazione in quanto comunità di un pianeta in cui ognuno è condizionato dalla stessa generale possibilità di speranza o di distruzione.
Nonostante le incertezze, "Il corno di Heimdall" suona per chiamare individualmente alla responsabilità verso il futuro. Invoca i costruttori d'armonia a formare una rete contro la brutalità. Un'economia senza responsabilità per la Natura minaccia non solo il divenire dello sviluppo, ma ogni divenire contestuale all'uomo.
Una tecnologia abbandonata al proprio fondamentalismo divora l'energia e ogni crescita, rende incommestibile il frutto della Terra. Ogni monocultura generalizzata che scaccia le particolarità, crea diaspore e oppressione. Così l'Europa senza Africa è inconsapevole delle proprie radici. Allora l'armonia non può essere una credenza, ma una ricerca reciproca e un fondamento comune, un destino di interdipendenza. Una forza e non uno strazio della saggezza.
Non occorre inoltrarsi di troppo nella zona della teoria, distrarsi di molto dalla prassi, per accorgersi che sul mondo di oggi premono due forze apparentemente impossibili da conciliare e che invano tentano di accordarsi in immagine come l'"arco" e la "lira" di Eraclito. Da un lato, la tendenza ad incrementare al massimo i motori del capitalismo avanzato che innalza inesausto la posta del proprio sviluppo e consumo delle energie della terra, moltiplicando tuttavia, con l'audacia titanica, anche la comparsa di mostri e di furie disarmoniche. Dall'altro la tendenza più netta a una globale domanda d'armonia che sorge dalla sofferenza della singola persona, dagli umani rapporti, e attraverso la comunità terrestre raggiunge un nuovo senso storico del globo.
È dunque in siffatta situazione che si prospetta un mutamento radicale di visione. Cominciato trent'anni fa con una coraggiosa ridefinizione della natura e dell'universo, raccoglie oggi tutti i lembi del sapere disgiunto e disseminato, annunciando una sorprendente figura di conciliazione e di armonia. Tale si è dato, dalla medicina alla biologia, dalla fisica evolutiva all'ecologia, alla cosmologia, alla psicologia, alla sociobiologia alla bioenergetica, l'avvento delle cosiddette "scienze della complessità" che possono tollerare altrimenti la definizione di scienze d'armonia.
Aveva ragione Fritjof Capra nell'ambito del dialogo con David Steindl-Rast svoltosi all'Elmwood Institute nel 1985 intorno ai rapporti fra scienza e religione, a profetizzare "un perfetto accordo" nella luce delle dinamiche sempre presenti all'interno dell'universo. Un grande specialista di stilistica e semantica storica come Leo Spitzer, in un eccezionale studio dedicato all'idea di "armonia del mondo", ha parlato di "concetto globale" che deve essere ricercato "in tutti gli anfratti e in tutti gli angoli delle nostre lingue e delle nostre civiltà". Una sorta di prefigurazione di quella riunione fra sapienza e responsabilità che definisce oggi, in una cornice ampliata, il percorso complesso dei nuovi confronti tra scienze, nonché le nuove configurazioni multidimensionali, oltre quelle ordinarie.
C'è insomma una domanda d'armonia che proviene dal singolo, attraversa le comunità, i popoli e concerne,
in ultimo, la creazione di una situazione sostenibile di "cittadinanza terrestre". L'umanità,
le economie del mondo, le filosofie, le arti possono rispondere secondo nichilismo, come hanno
generalmente fatto nel secolo trascorso, oppure secondo responsabilità: deviando il corso delle forze
spirituali per tessere una lucida rete di creatori d'Armonia."