- LIBRO: "Il grottesco emergente" di Vittorio Tivoli
- ARTICOLO: "A che gioco giochiamo" di Umberto Santucci
- EVENTO: 1-3 luglio Ravello XX Seminario d'Estate
********************************************
- LIBRO: "Il grottesco emergente" di Vittorio Tivoli
Facendo uso di toni spesso ironici il libro mette a nudo le contraddizioni di fondo di una società che ha generato e sta generando persone senza valori, che basano tutta la loro esistenza su scelte spesso amorali, opportunistiche, in una logica di potere, di supponenza, di arroganza. Il libro, quasi un Diario personale, lancia una sfida: quella del cambiamento a partire da noi stessi e la necessità di accettare quel "quid" misurato di rischio che ogni cambiamento comporta.
Vittorio Tivoli impersonifica magistralmente il viaggio interiore di una manager d'azienda che scopre la sua umanità in un contesto che ha seppellito i veri valori dell'uomo. Lo scrittore affronta con spirito di sacrificio e con umiltà un percorso personale ricco di pensieri, di riflessioni, di situazioni grottesche che possono appartenere e ben adattarsi ad ognuno di noi.
Credo che Tivoli possa a ragion veduta essere definito un testimone importante del nostro tempo e del desiderio di cambiamento delle persone che aspirano ad una nuova società basata su una ricostruzione conviviale come afferma Ivan Illich. E una ricostruzione conviviale esige che sia limitato il tasso di obsolescenza e di innovazione obbligatoria. L'uomo è un essere fragile. Nasce nel linguaggio, vive nel diritto e muore nel mito.
By Roberto Repetto
- ARTICOLO: "A che gioco giochiamo" di Umberto Santucci
Torna Umberto il nostro caro manager ludens con questo bell'articolo sul gioco e sul rapporto tra gioco e lavoro. Ecco un passaggio:
"Che ci faccio io qui? Costrizione o collusione?
Che ci faccio io qui? E' il retropensiero di chi ogni mattina va in ufficio.
Il segreto è riuscire a giocare insieme, fra giocatori, fra chi gioca e chi propone o dirige il gioco, fra capi e collaboratori.
I giochi spesso sono giochi di potere.
Dove non si gioca, il potere è conferito da un'autorità al di fuori del gioco. C'è chi esercita il potere e chi lo subisce (costrizione).
Dove si gioca insieme (collusione) il potere è conferito da tutti quelli che giocano. Ha potere chi gioca bene e vince rispettando le regole condivise" ...
- EVENTO: 1-3 luglio Ravello XX Seminario d'Estate
Non poteva mancare tra le nostre segnalazioni il Seminario d'Estate di Ravello che, in questa ventesima edizione, affronta il tema del contrasto a livello globale, sociale, aziendale e individuale.
Tema di straordinario interesse, soprattutto in questo momento di crescenti contrasti: locali e globali, di generazioni e di generi, di classi e di soggetti, di paesi e di clan, di scuole e di civiltà, di idee e di interessi, di ragioni e di emozioni, di religioni e di eserciti, di stati e di popoli.
"L'intento è di sviluppare un percorso concettuale che parta dalla presentazione del contrasto inteso come antitesi insensata (che senso ha il crescente divario di pochi ricchi sempre più ricchi e molti poveri sempre più poveri?) per arrivare al contrasto inteso come convivenza armonica delle diversità.." Yin e Yan ...Bello!
- NEWS: bandiere del mondo candidate a nobel per il marketing politico? no niente di tutto ciò, solo una campagna pubblicitaria brasiliana... ma davvero meritevole di uno sguardo..
http://www.managerzen.it/news/2005_06_01.htm
- TEATRODIMPRESA: 6 Giugno 2005. Si replica con CINQUANTATRE ! E' uno spettacolo finalizzato a sfatare i luoghi comuni in tema di adempimenti fiscali. L'obiettivo é far riflettere con garbata ironia su alcune criticità nel rapporto tra contribuente e fisco.
Con Judith Pinnock, musiche B-Street Band
Teatro Astra, Bassano del Grappa ore 21 - Ingresso libero!
www.teatrodimpresa.it
********************************************
un saluto solidale a chi è ufficio anche oggi venerdi 3 giugno.. ed un ben ritrovati a chi ci legge lunedi dopo un bel ponte!
Redazione ManagerZen
******************************
Una scatola di colori brillanti
a tutti i lettori di Managerzen
Stefania I.
"Avevo una scatola di colori brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori, alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero
per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco
Per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo
Per la sabbia ardente,
ma avevo l'arancio per la gioia della vita
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per i sogni e il riposo.
Mi sono seduta e ho dipinto la pace."
Tali Sorek