- LIBRO: "Convivialità" di Ivan Illich
- ARTICOLO: "Società matriarcali e Resp. sociale delle imprese" redazione MZ
- MANAGERZEN: merc. 22 giugno - inaugura ManagerZen Friuli !
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- LIBRO: "Convivialità" di Ivan Illich
In questo libro Illich sostiene la tesi che lo strumento industriale ha sorpassato una soglia critica oltre la quale diventa controproduttivo generando impotenza. Illich porta vari esempi in cui l'eccesso di velocità con la quale sta viaggiando la nostra società postindustriale sta creando una delle più profonde crisi economiche mai esiste prima. Mi pare di cogliere in lui un bisogno di porre dei limiti a questa iper-accelerazione verso la quale stiamo andando incontro, e porta anche esempi di come si dovrebbe ritornare a ritmi di vita più consoni all'uomo, dove prevalga una corretta lentezza (vedi anche il saggio "La scoperta della lentezza" di Paolo Rumiz sulla rivista Diario anno 1978 in cui il protagonista, attraverso un viaggio in bici da Trieste a Vienna col proprio figlio, riscopre l' autenticità della vita reale e molte altre cose che cambieranno per sempre la sua vita). Il tema centrale di Illich è quello di costruire una società "conviviale" capace di riappropriarsi di quei valori perduti senza peraltro perdere efficienza ed autonomia. Quello di Illich è uno dei punti di riferimento per una nuova ecologia politica che tuteli l'equilibrio della vita umana.
By Roberto Repetto
- ARTICOLO: "Società matriarcali e Resp. sociale delle imprese" redazione MZ
Nelle società matriarcali non c'era supremazia delle donne sugli uomini, di villaggi su altri villaggi.
Non c'era scontro e contrapposizione, ma armonia tra tutti gli elementi: il rispetto della terra e dei suoi frutti, la cura della famiglia, la prosperità dell'intera comunità, il lavoro pacifico di uomini e donne, lo scambio con gli altri.
L'atteggiamento "femminile" è quello cioè della cura e del rispetto di tutto ciò che sta intorno: atteggiamento che si sposa perfettamente con la resp. sociale delle imprese che richiede la salvaguardia dell'interesse di tutti gli stakeholder interni ed esterni all'impresa... di nuovo tutto ciò che sta intorno. A differenza degli uomini (ex-cacciatori solitari) che guardano dritto davanti a sè, così come l'impresa governata da uomini si muove lungo una direzione sola, verso il conseguimento dei propri obiettivi.
Solo l'integrazione armonica di entrambe le componenti "maschile e femminile" può portare ad una nuova e sana concezione di impresa.
Non per promuovere una società femminista o per tornare al passato, ma per dimostrare che un alternativa è possibile e che le donne possono tornare ad offrire il loro prezioso contributo..
- MANAGERZEN: merc. 22 giugno - inaugura ManagerZen Friuli!
Sorpresa estiva! Mercoledi 22 giugno alle ore 20.00 si inaugura ManagerZen Friuli: il gruppo locale coordinato dagli udinesi Piera Giacconi, Alessandro D'Orlando e dal nostro Vice-presidente Raffaele Bulfoni, ha organizzato questa serata per incontrare amici e soci del friuli ed offrire un primo interessante workshop dal titolo "Liberare le forze nascoste di un gruppo".
Il laboratorio proposto da Alessandro, psicologo del lavoro e formatore aziendale, si basa sul metodo di Bert Hellinger delle Costellazioni familiari e sistemiche.
La serata è ospitata da "la voce delle fiabe" di Piera. Non mancate.. mandi!
giovedì 23 giugno 2005 ore 21.00
Casa della Cultura - via Borgogna 3 - Milano
prove aperte dello spettacolo "CASA DOLCE CASA"
Atto unico sulla violenza domestica alle donne
"Si vogliono analizzare i meccanismi culturali, sociali e psicologici sottostanti il fenomeno della violenza domestica. L'obiettivo è di sfatare i luoghi comuni sul tema a partire dal tentativo di circoscriverlo a realtà sociali degradate"
testo di Fanny Dalla Valle, psicologa e attrice e di Samantha Gamberini formatrice esperta di problematiche di genere.
In scena: Fanny Dalla Valle, Paolo Vergnani
musiche originali eseguite dal vivo dagli autori Marcello Bruno e Pino Pio Arborea
regia di Marco Marchegiani e supervisione di Francesco Brandi
Lo spettacolo è stato realizzato dal gruppo Emilia Romagna di Amnesty International insieme a teatrodimpresa nell'ambito della campagna MAI PIU' VIOLENZA SULLE DONNE
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INCA
"Oggi nella cultura è prevalente l'elemento maschile con le sue caratteristiche individualiste, dominanti, materialistiche e consumistiche che portano l'essere umano verso la sua distruzione.
Per cambiare questi atteggiamenti è importante conoscere la vita delle donne sagge Mamakuna che nell'antico popolo Inca realizzò un rapporto di cooperazione tra donne e uomini.
Nella cultura andina nel corso dei millenni si è creata una conoscenza e coscienza femminile.
L'importanza del femminile è stato riconosciuto dagli andini fin dai tempi antichi e nelle leggende della tradizione religiosa andina che da sempre vengono tramandate oralmente, si narra che il primo essere umano che apparve sulla terra fosse una donna.
Nell'antico impero Inca esisteva una istituzione educativa di alto livello che istruiva le donne: Ajlla wasi, la scuola del sapere, condotta da donne sagge: Mamakuna.Le Mamakuna erano una parte attiva, nobile e creativa della società Inca dove già le donne vivevano con autonomia economica, libertà sessuale, praticavano la medicina, l'agricoltura, modellavano il vasellame ed oggetti di uso religioso, lavoravano i campi, si sposavano e avevano dei figli.
Si è così sviluppata nei secoli una cultura che comprende, rispetta e valorizza il mondo femminile.
Il principio maschile ha un ruolo complementare a quello femminile, dove il femminile e il maschile si completano pur nelle loro assolute diversità.
Non si parla di parità o disparità dei sessi ma di ruoli nettamente diversi, e dove il femminile è forza trainante per l'uomo: forza creatrice e generatrice di idee e passioni. Alla donna compete la spinta evolutiva dell'umanità che l'uomo accoglie e fa sua.
Dobbiamo riscoprire e utilizzare questi poteri che la natura ha donato alle donne, solo così si potrà creare una società in perfetto equilibrio di amore, fratellanza e armonia con la Madre Terra."
Hernan Huarache Mamani
autore di "la profezia della curandera"
Ha fondato l'Università per la pace e per la vita