- DVD: "Anam il senza nome" - L'ultima intervista a Tiziano Terzani
- ARTICOLO: "Le competenze dell'azienda-essere" di Roberto Gialdi
- MANAGERZEN: Dalai Lama a Rimini: un caso o una scelta?
- RUBRICA: "Anche altre ipotesi" di Eugenio
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- DVD: "Anam il senza nome" - L'ultima intervista a Tiziano Terzani
Il 27 e 28 maggio 2004 Terzani rilascia al regista milanese Mario Zanot una lunga intervista filmata che diventerà poi un film: "Anam, il senzanome". Due mesi dopo (il 28 luglio), proprio mentre tutte le sue opere vengono ristampate in edizione economica, si spegne nella sua casa all'Orsigna, piccolo borgo sull'Appennino pistoiese" (dalla biografia su www.tizianoterzani.com)
Il film-intervista fu trasmesso lo scorso anno in TV e da qualche mese è disponibile in libreria il DVD.
Una visione da non perdere per la profondità dei contenuti, per il messaggio di pace e per il grande, grandissimo insegnamento che Terzani ci offre: le parole di gioia e di pace di un uomo che sa di essere ad un passo dalla morte e che riesce ad abbracciarla con il sorriso. Parla di Dio, della vita, dell'economia, di rifiuto della mortalità come vera malattia incurabile degli uomini.. con la sua forza, la sua autoironia e la leggerezza. Un ultimo regalo che ci ha voluto lasciare, grazie all'insistenza e la determinazione di Mario Zanot.
Su questo speciale del Corriere è possibile vedere alcuni brevi filmati audovisivi tratti dal DVD e dal video
"Un Kamikaze per la pace". http://www.corriere.it/
"Ricordando Tiziano Terzani" è il titolo dell'incontro che si terrà a Roma Martedi 19 luglio alle ore 18.00 - la Feltrinelli Libri e Musica (galleria Alberto Sordi). Intervengono il regista Mario Zanot e il fotografo Vincenzo Cottinelli.
Un ultima curiosità. Tiziano Terzani prima di intraprendere la carriera di giornalista è stato per 5 anni manager in Olivetti:
"Avevo scelto l'Olivetti, perchè a quel tempo un giovane come me che veniva da una famiglia povera e che voleva impegnarsi
socialmente aveva la scelta tra l'Olivetti e il Partito Comunista..." (dall'intervista di Francesco Bertolini - Il manager e l'arcobaleno). Un Olivettiano!
- ARTICOLO: "Le competenze dell'azienda-essere" di Roberto Gialdi
"..Non dobbiamo poi dimenticare gli aspetti organizzativi. Se, infatti, in un'ottica gestionale l'azienda-essere è imperniata sull'inchiesta feed-back, sul piano organizzativo l'elemento caratterizzante è la struttura gerarchica reticolare. Ciò significa che queste stesse competenze emotive devono essere possedute da tutte le persone che costituiscono la rete: "la capacità di lavorare con profitto come elemento di una rete di connessioni reciproche" è un'importantissima applicazione professionale dell'intelligenza emotiva (Goleman, 2004a, 182). Il che accomuna, ancora una volta, lavoratori e manager nell'esercizio delle competenze professionali tipiche dell'intelligenza emotiva. .."
- MANAGERZEN: Dalai Lama a Rimini, un caso o una scelta?
No, non è un caso: due motivazioni forti e distinte hanno trovato una naturale convergenza nella città di Rimini. Da un lato l'amicizia del territorio riminese con il popolo di tibetano: iniziata sin dagli anni ottanta e che, grazie all'opera sistematica di divulgazione dell'Associazione Italia Tibet, ha visto Rimini in prima linea in Italia per quanto riguarda l'amicizia e la solidarietà per il Tibet sia dal punto di vista culturale e umanitario, sia dal punto di vista politico. Amicizia sfociata nel 1994 con il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama.
Dall'altro il desiderio di rompere gli schemi: la scelta di Rimini come piccolo centro potenzialmente destinato a meta preferita della nuova economia creativa. Città in cui possono convivere le famose 3 T - Tecnologia, Talento e Tolleranza - di Richard Florida, e che vede Rimini al 9° posto in Italia, dietro alle grandi città..
Per "Io sono qui" abbiamo scelto una città diversa: "decentrata, spontaneamente orientata al benessere, alla qualità della vita, alla solarità delle persone, all'integrazione"
"È vero, viviamo nella civiltà dell'immagine, come si dice. Il che vuol dire, per molti, investire il più possibile nel teatrino delle maschere e dei simboli, nella speranza di sedurre l'inconscio e l'immaginario della gente per vendere pigiami, o schiume da barba.
Ma ci sono anche altre ipotesi, per esempio puntare all'immagine come epifania di un valore che si è raggiunto davvero, nella persona e nella produzione. ..."
Piccola autocelebrazione con una nota per il giornalista di Libero, Lorenzo Mottola:
"Ethics in Business" in cui S.S. Tenzin Gyatso incontra gli imprenditori italiani, non è incontro di managerzen, ma qualcosa molto molto più speciale, a cui ManagerZen ha l'onore di collaborare!.. In ogni caso grazie per lo spazio dedicato alla nostra associazione!
New age e ufficio, nasce il mito del managerzen
"... se dall' America reaganiana arrivava il modello del pescecane di borsa senza legami e con l'ossessione per il denaro, dal Tibet oppresso giunge il suo antagonista: il manager zen.
La filosofia orientale, e in particolare quella buddista, è alla base di questo nuovo movimento e in ogni angolo della penisola sono nate associazioni che cercano di insegnare come applicare gli insegnamenti dei monaci tibetani alla vita lavorativa.
Una di queste è Manager Zen, un'organizzazione nata col preciso obiettivo di proporre un diverso approccio alla cultura aziendale.."