Pare proprio che per i manager in cerca di un nuovo lavoro non saranno più sufficienti avanzamenti in carriera e remunerazioni / fringe - benefits più consistenti...
Un numero sempre maggiore di essi, infatti, considera fondamentale l'esistenza (e l'osservanza) da parte dei nuovi "datori di lavoro", di un codice etico.
Naturalmente, non soltanto perchè si è buoni e bravi lavorando per chi è bravo e
buono, ma perchè sarà senz'altro più difficile che un'azienda che applica i principi
della responsabilità sociale, venga coninvolta in scandali come quelli che recentemante hanno travolto parecchie grosse società negli USA, e che hanno fatto colare a picco un gran numero di manager, amministratori e dirigenti vari (per non parlare di tutti i comuni lavoratori che sono e saranno licenziati senza alcuna colpa)...
"...E' comunque impossibile riuscire a scoprire in anticipo tutto sulla moralità di un'azienda. I candidati meno spregiudicati temono che lavorare per capi senza principi etici possa mettere in pericolo il proprio ruolo, la pensione e la propria autostima..."
Tra l'altro, aver fatto parte di un'azienda con una cattiva reputazione, non aiuta nella ricerca di un nuovo posto di lavoro.
In alcune università americane i docenti forniscono agli studenti di business una lista di domande
da porre agli intervistatori durante il colloquio di lavoro, per scoprire se l'azienda ha un codice etico efficace o meno.
Insomma, se non per amore, almeno per forza, alcune cose stanno cambiando davvero...