L'interesse verso la finanza etica in Italia sta diventando sempre più evidente. La presenza di un mercato di fatto ancora inesplorato sta
portando i principali operatori finanziari a concepire prodotti etici sempre più evoluti con due obiettivi primari: soddisfare un bisogno crescente
di finanza etica da parte degli investitori e contestualmente saturare il mercato rendendo più difficile agli operatori esteri sbarcare in forze nel nostro Paese.
Oltre agli strumenti di raccolta, tuttavia, vi è un altro settore nel quale la competizione sta per partire ed è quello delle banche etiche.
Finora nel nostro Paese il concetto di Banca etica si sovrapponeva allo stesso nome. Banca Popolare Etica, infatti, era l'unico caso in cui la società civile,
attraverso un percorso lungo e articolato, ha costruito un Istituto di Credito esclusivamente orientato da criteri etici rigidi e finalizzato a promuovere lo sviluppo
compatibile, il microcredito e in generale indirizzare le risorse finanziarie raccolte dai propri clienti (principalmente soci) verso uno sviluppo del sociale.
E' importante sottolineare come Banca Etica fondi le proprie radici sulla società civile, aspetto questo che la rende a volta lenta nelle proprie decisioni ma
sempre rigorosa nell'applicazione dei principi da cui trae essa stessa origine.
Accanto a Banca Etica esisterà un altro soggetto che formalmente è definibile come una banca etica ma che ha come ragione
sociale il nome di Cosis S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione di Cosis S.p.A., finora Merchant bank etica, presieduto da Stefano Zapponini, ha deliberato
in data 6 febbraio 2002 il primo passo per trasformarsi in banca etica e dunque poter operare in modo più efficace a supporto, soprattutto nel mezzogiorno
d'Italia, delle organizzazioni non profit. Vale la pena sottolineare un'importante differenza. Cosis S.p.A. è una società per azioni che vanta tra i propri
azionisti la Fondazione Europa Occupazione (77,88%) diretta emanazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, Italia Lavoro S.p.A. (12,98%),
Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia (4,33%), SAIAT (Gruppo Telecom 2,16%) Autostrade S.p.A. (1,59%) e Banca di Roma (1,06%).
Nel corso dello stesso CdA, inoltre, sono stati approvati 4 nuovi progetti legati al Bando Fertilità per un ammontare di oltre 2 milioni di euro e sono stati
ammessi altri 42 progetti. Dei quattro progetti approvati uno è stato l'ampliamento di un precedente finanziamento a favore dell'ARCI che già dispone di
un contributo per 1,1 milioni di euro diventato ora di 1,73 milioni di Euro per la riorganizzazione della finanza.