Il concetto ha conquistato l'interesse del pubblico solo
di recente, grazie ai best-seller di Daniel Goleman "Intelligenza
emotiva" (Rizzoli 1997) e "Lavorare con Intelligenza
Emotiva" (Rizzoli 1999), benché la letteratura
scientifica se ne occupi già da circa un decennio
.
Ma
che cos'è quest'intelligenza emotiva?
E'
una miscela equilibrata di motivazione, empatia, logica
e autocontrollo, che consente, imparando a comprendere i
propri sentimenti e quelli degli altri, di sviluppare una
grande capacità di adattamento e di convogliare opportunamente
le proprie emozioni, in modo da sfruttare i lati positivi
di ogni situazione.
Il
termine intelligenza emotiva usato da Goleman si riferisce
alla "capacità di riconoscere i nostri sentimenti
e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire
positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto
nelle relazioni sociali". Sono abilità complementari
ma differenti dall'intelligenza, ossia da quelle capacità
meramente cognitive rilevate dal Q.I., che rappresenta l'indice
generale delle facoltà cognitive.
Tra
queste abilità complementari rientrano ad esempio
la capacità di motivare se stessi e di continuare
a perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni; la
capacità di controllare gli impulsi e rimandare la
gratificazione; la capacità di modulare i propri
stati d'animo evitando che la sofferenza ci impedisca di
pensare; la capacità di essere empatici e di sperare.
Più in generale, alla base dell'intelligenza emotiva
ci sono due grosse competenze, caratterizzate rispettivamente
da abilità specifiche.
COMPETENZA
PERSONALE Determina
il modo in cui controlliamo noi stessi
Consapevolezza
di se
Comporta
la conoscenza dei propri stati interiori -preferenze,
risorse e intuizioni
Consapevolezza
emotiva: riconoscimento delle proprie emozioni
e dei loro effetti
Autovalutazione
accurata: conoscenza dei propri punti di forza
e dei propri limiti
Fiducia
in se stessi: sicurezza nel proprio valore e
nelle proprie capacità
Padronanza
di se
Comporta
la capacità di dominare i propri stati interiori,
i propri impulsi e le proprie risorse
Autocontrollo:
dominio delle emozioni e degli impulsi distruttivi
Fidatezza:
mantenimento di standard di onestà e integrità
Coscienziosità:
assunzione delle responsabilità per quanto
attiene alla propria prestazione
Adattabilità:
flessibilità nel gestire il cambiamento
Innovazione:
capacità di sentirsi a proprio agio e di
avere un atteggiamento aperto di fronte a idee,
approcci e informazioni nuovi
Motivazione
Comporta
tendenze emotive che guidano o facilitano il raggiungimento
di obiettivi
Spinta
alla realizzazione: impulso a migliorare o
a soddisfare uno standard di eccellenza
Impegno:
adeguamento agli obiettivi del gruppo o dell'organizzazione
Iniziativa:
prontezza nel cogliere le occasioni
Ottimismo:
costanza nel perseguire gli obiettivi nonostante
ostacoli e insuccessi
Ma
allora voi siete intelligenti emotivamente parlando?
Siete
in grado di capire e controllare i vostri sentimenti, di
entrare in empatia con gli altri, di trovare l'equilibrio
fra casa e lavoro, fra piacere e dovere, di essere ottimisti
e realisti?
Se
vi abbiamo colti in fallo, siamo pronti anche a tranquillizzarvi,
perché l'intelligenza emotiva, a differenza del QI,
può essere potenziata per tutta la vita e tende ad
aumentare in proporzione alla consapevolezza degli stati
d'animo, al contenimento delle emozioni che provocano sofferenza,
al maggiore affinamento dell'ascolto e della sensibilizzazione
empatica.
La
maturità stessa riguarda il processo attraverso il
quale si diventa più intelligenti circa le nostre
emozioni e le nostre relazioni.