Un decreto del ministro dell'ambiente ha introdotto già nel 1998
la figura del mobility manager: tale decreto prevede che tutti gli Enti
con più di 300 dipendenti (o 800 se lavorano in varie sedi),
debba nominare un mobility manager per gestire gli spostamenti da e verso il luogo di lavoro...
Come ottimizzare gli spostamenti?
Car pooling, car sharing, taxi collettivi, navette ed autobus a chiamata sono alcuni
dei mezzi a disposizione del mobility manager per ottenere i risultati
desiderati: la legge prevede anche la possibilità di concedere
in comodato d'uso gratuito biciclette a pedalata assistita, scooter elettrici
o abbonamenti gratuiti ai trasporti pubblici.
Attualmente, in verità, non si è fatto molto per applicare il decreto: risulta
infatti che, rispetto ai 3500 manager previsti, ne sono stati nominati soltanto 327.
Tra le città italiane che hanno dimostrato vivo interesse per il progetto, si segnalano
in particolare Perugia, Terni e Mantova (nominati tutti quelli previsti), Roma e Torino.
In città, mediamente, 80 auto su 100 vengono utilizzate al massimo per un'ora al
giorno trasportando 1,2 persone. E' evidente che
i casi in cui un'automobile trasporta 2 o più persone sono una rarità: per lo più
ciascuno usa un'automobile per muoversi da solo.
Per porre rimedio ad un uso decisamente irrazionale del trasporto privato
esistono alcune soluzioni immediatamente applicabili...
Car Sharing
Significa, letteralmente, condivisione dell'auto.
Tale sistema è già stato applicato con successo negli Usa, in Canada, in Giappone ed in
diversi paesi europei (Svizzera, Germania, Francia, Olanda).
Abbonandosi al servizio, gli utenti hanno a disposizione un'auto
per il tempo in cui la utilizzano effettivamente, dopodichè il
mezzo viene lasciato in apposite aree di parcheggio, a disposizione di altri utenti.
La tariffa pagata è in rapporto al tempo ed ai chilometri percorsi.
Questo sistema è ideale per chi ha percorrenze inferiori ai 15.000 km/anno...
Car pooling
Se siamo dipendenti di una stessa azienda, probabilmente avremo non solo
la stessa destinazione, ma, più o meno, gli stessi orari.
Mettendoci d'accordo potremmo utilizzare una vettura per più persone, anzichè muoverci
ognuno con la propria.
I vantaggi dal punto di vista della congestione del traffico
e dell'impatto ambientale sono facilmente intuibili...
Autobus a chiamata
E' possibile conciliare la comodità del trasporto individuale
con un sistema collettivo a basso impatto ambientale?
Il dial bus (utilizzato già in diverse città italiane)
è proprio quello che ci vuole. Funziona così:
l'utente comunica luogo di partenza e destinazione ad un call center,
dopodichè un sistema computerizzato assegna i veicoli
a disposizione ottimizzando i tempi e la comodità degli utilizzatori.
E', in sostanza, una specie di "autobus porta a porta" prenotato telefonicamente.
Taxi collettivo
Facile da realizzare...
Può essere organizzato come un servizio di navette con itinerari prefissati
e fermate "flessibili": si potrebbe scendere o salire sia a richiesta,
sia in punti prefissati. La frequenza delle "corse" potrebbe essere determinata
a seconda degli orari ed i mezzi utilizzati dovrebbero disporre di
8/10 posti.
Naturalmente per organizzare, promuovere e gestire tutte queste soluzioni, un
mobility manager diventa un "must"...