Sabato, 17 Aprile 2010 16:05

Talento e Intuito - di Nello Ceccon In evidenza

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TALENTO e INTUITO di Nello Ceccon
 
"Che cos’è l’intuito? È ciò che avviene tra due pensieri"
Rick Jarow



Spesso si legge nelle brochure di presentazione di aziende frasi simili a questa “Il prodotto (o servizio) nasce da una intuizione del suo fondatore…”  da una breve analisi sul motore di ricerca di Google sulle stringhe qui sotto indicate, troviamo:
“intuizione del fondatore” 717 risultati in lingua italiana
"intuizione del titolare" 190 risultati in lingua italiana
 
Presentazioni di questo tipo possono fare riferimento semplicemente ad un modo di dire, ma spesso rappresentano quello che è veramente successo. La nascita di un imprenditore ha generalmente un terreno fertile di partenza, che spesso sono una o più esperienze lavorative, e poi … da qualche cosa che non è molto razionale, che ha a che fare con il talento e l’intuizione. L’imprenditore quasi sempre ha una certa esperienza lavorativa pregressa, è stato influenzato da fattori ambientali nel contesto in cui ha vissuto e ha messo in azione il talento che ha sviluppato nella sua formazione, spesso poco scolastica ma invece molto pratica, e naturalmente ci sono altri ingredienti che sono spesso unici e difficili da contestualizzare. L’intuizione è la sintesi di tutto questo, è una spinta che va al di là del pensiero logico deduttivo, e ha invece molto a che fare con il talento e la passione.
 
Vediamo intanto di fare una connessione tra talento e intuito. La maggior parte delle scoperte che hanno portato ad un avanzamento delle conoscenze nell’umanità racchiudono sicuramente un mix di questi due elementi, che non sono propri solo delle scoperte antiche, come la famosa mela che cade in testa a Newton, ma anche recenti, dall’intuizione della struttura a catena degli aminoacidi di Linus Pauling a quella della configurazione a doppia elica del DNA di Francis Crick. Quest’ultimo scienziato si è semplicemente rifatto ai dati analitici, alle fotografie di un’altra ricercatrice,  Rosalind Franklin, che nonostante avesse avuto tutti gli elementi nella sua ricerca, non era riuscita a trovare “l’idea” che sintetizzasse tutte le sue ricerche.
 
insight-1.jpgUna idea intuitiva può fare cambiare la vita, se è messa insieme ad altri ingredienti, come lo spirito di avventura, la capacità di divulgazione, la volontà di affermazione ed altro; l’intuito rimane però un elemento molto frequente nei casi imprenditoriali di successo.
 
Come è già stato citato nel capitolo sull’Imprenditorialità e Sviluppo (Castellano), è molto probabile che la scarsa propensione all’avvio di attività imprenditoriali delle figure con solida preparazione tecnico-scientifica (ingegneri, medici, biologi, etc.) in Italia sia dovuta anche ad un eccesso di formazione “logico deduttiva” a discapito dello sviluppo del processo intuitivo e creativo. L’approccio rigidamente razionale ai problemi può essere la soluzione corretta in ambienti stabili, fortemente strutturati e gerarchicizzati, ma spesso risulta disastroso nei momenti di grandi cambiamenti, nelle strutture reticolari, e con enormi flussi di informazioni che, per quanto alimentino l’aspetto razionale, diventano in realtà fonte di processi caotici.
 
Nel capitolo dell’Organizzazione Innovativa, si parla della capacità che deve una persona nel pensare e formare strategie, il pensare al di fuori delle regole per portare innovazione. Questi elementi richiedono alla base un approccio prima di tutto intuitivo e di sintesi, e successivamente analitico. Alla fonte di molti successi industriali c’è spesso una intuizione lungimirante e apparentemente controcorrente.
 
L’intuito è una qualità che può essere sviluppata nel genere umano, e che ha contribuito in notevole maniera al progresso dell’umanità nel medio e lungo termine. Se poi viene contestualizzata in una formazione tecnico-scientifica, si possono ottenere risultati eccellenti. Il pensiero laterale, un concetto oramai abbastanza diffuso nelle aziende d’avanguardia, ma non è altro che una manifestazione delle capacità intuitive che una persona può esprimere. Ci sono altri modi per fare uscire le intuizioni, come ad esempio durante attività sportive, oppure attraverso la visualizzazione attiva e l’uso delle metafore, o addirittura la meditazione, oramai utilizzate sempre di più dalle aziende d’avanguardia per liberare le potenzialità dei propri talenti. Altri modi ancora, come l’utilizzo dei sogni per le attività giornaliere o l’utilizzo dei segnali forniti della natura, sebbene siano state  ampiamente utilizzate nel passato, al momento sono di difficile applicabilità, più che altro per le resistenze culturali, piuttosto che per l’effettiva possibilità di impiegarli in contesti normali d’impresa.
 
Ma proprio gli imprenditori più audaci si lasciano guidare da fatti che sembrano apparentemente fortuiti, le così dette “occasioni prese al volo”.
La formazione ha un ruolo chiave nello “svelare” i talenti e le capacità intuitive nelle persone, ma sembra che l’educazione a compartimenti stagni tipica delle Università italiane, non permetta lo sviluppo in parallelo di competenze logico-scientifiche e le esperienze intuitivo-creativo. Una sfida per le Università sarà quella di fornire eccellenti competenze tecnico-scientifiche, insieme ad altre esperienze relative allo sviluppo del potenziale umano – per inciso, questo ha poco a che fare con la cultura Umanistica così come viene intesa in ambito accademico Italiano.
 
In Italia ci sono ancora pochi esempi di formazione completa, assolutamente non comparabili con la Google University, che vanta docenti specializzati in scienze teosofiche, e ha in tutto 4 aree di studio: sviluppo mentale, sviluppo emozionale, salute spirituale e contentezza e comprensione della nozione buddista dell'altruismo (Repubblica, Articolo di Paolo Pontoniere, 19 gennaio 2009). Per citare un caso italiano di successo, ManagerZen è sicuramente quello più noto. Attualmente in collaborazione con l’Università di Udine sta organizzando un Master di Evolutionary Management, dove insieme ai metodi classici di studio teorico, si fanno lavori esperienziali con la meditazione.
 

Nello Ceccon

contributo tratto dal capitolo "La motivazione dei talenti nell’impresa" di Nello Ceccon nel libro "talenti per il futuro" a cura di Massimo Merlino

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Letto 15018 volte Ultima modifica il Giovedì, 11 Aprile 2013 08:51

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