Venerdì, 07 Luglio 2006 10:01

Tutto Accade Oggi In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)


di Sebastiano Zanolli
Vi siete accorti che tutto accade oggi?
E’ un riflessione che mi rapisce di sera. Prima di andare a dormire.

sebastianozanolli.jpg

Vi siete accorti che tutto accade oggi?
E’ un riflessione che mi rapisce di sera. Prima di andare a dormire.
Quando mi accorgo che ieri è andato per sempre e nulla lo farà tornare né cambiare.
Quando sento che domani è solo una speranza. Una ipotesi. E lo vedo evanescente e tremolante come la fiamma di una candela.
Sospeso, quindi, tra un souvenir e una schedina del lotto non giocata.
Oggi si è vecchi a quarant’anni, si è troppo inesperti a trenta.
Tutta la vita si gioca secondo il sentire comune nei dieci anni di mezzo tra questi due cataclismi anagrafici.
Dobbiamo fare tutto li. Diventare ricchi e famosi, soddisfatti e felici, rockstar e genitori assennati.
Troppo giovani e troppo vecchi per entrare negli spot che richiedono solo capacità di acquisto.
Non posso fare a meno di credere che tutto sommato mi è andata bene.
Sono ancora qui per raccontare quello che mi è successo e a immaginare ciò che mi succederà.
E pensare che secondo un bel po’ di libri di management sono già una di quelle risorse che teoricamente non conviene più.
Troppo costoso rispetto ad altre, troppo irrigidito per la velocità del mondo, troppe rughe per venire fuori bene nella foto aziendale o rilasciare interviste.
Ma solo pochi anni fa ero troppo giovane per avere competenza, troppo bambino per esprimere serietà, troppo rivoluzionario per potersi fidare.
Già, sono proprio fortunato. Questi discorsi, per ora a me nessuno li ha fatti.
Ma me li aspetto, prima o poi.
E’ per questo che non mi basta sentirmi fortunato e continuare a ruminare senza espormi...
Quello che voglio è riavere il presente.
Quello che desidero è ricordare continuamente che la partita delle qualificazioni è ora.
Anche a quaranta, anche a cinquanta, anche a sessanta e probabilmente anche a settanta come lo è a venti o a trenta.
Solo ora.
Sempre ora.
E non c’è prima e non c’è dopo.
C’è ora.
L’unica, specialissima, esclusiva, formidabile possibilità è ora.
Ma ascoltate un po’…
Siamo in un mondo ridisegnato dalle nuove tecnologie.
Siamo il centro e la periferia di una nuova struttura sociale che si chiama worldwideweb e non c’è da maledirla ma da abbracciarla.
Internet è qui ed è qui per restare.
Ha portato ipervelocità, iperconoscenza, iperconfusione, iperperdita di sicurezza.
A ciascuno la sua fetta di caos ed opportunità e senza caos non vi è mai opportunità.
Non so se siano legati, ma so che quando si presenta uno, come fulmine e tuono, è presente anche l’altro.
Ora, se avete notato la discesa nell’abisso della deresponsabilizzazione a cui siamo invitati e condotti per mano dai giornali e dalle televisioni, emanazioni del potere della pubblicità, potete seguirmi altrimenti penso sia il caso di lasciarci qui.
Riappropriarci della possibilità di dire la nostra, di collegarci, di bypassare filtri e censure politici, culturali, sociali e commerciali è a portata di mano.
Ed è la prima volta su questa scala.
Internet lo permette. Per ora. E speriamo che duri.
Certo, c’è chi ne è escluso, ma ne verrà incluso presto se gli inclusi odierni decideranno di fare la cosa giusta.
E la cosa giusta è connettersi, connettersi, connettersi.
La cosa giusta è dire la propria, ascoltare, agire.
Non accettare che le cose siano solo come sono e sapere che la massa critica di persone da muovere per cambiarle è a portata di mano.
E questo si può fare sempre, ad ogni età, senza cedere alla moda che ci vuole spremibili solo negli anni che finiscono con “enta”.
Insomma la novità è che non siamo più solo comparse a tempo se decidiamo di non esserlo più.
Nella società, nelle aziende, nelle città, nei quartieri, negli ospedali, nei comuni, nelle famiglie…
Possiamo saltare a piedi pari i burocrati, i fannulloni, i portaborse, i funzionari corrotti…
Possiamo sbugiardare chi falsa le verità.
Chi ci propina informazione prezzolata e precotta.
Possiamo fare arrivare ovunque le nostre proposte e da ovunque accoglierne di nuove.
Possiamo incidere sulle decisione delle organizzazioni di cui facciamo parte.
Il mondo è piccolo se decidiamo di stare in contatto.
Tanto piccolo da entrare in uno schermo.
Tanto piccolo da cambiare cliccando su un’icona.
E tutto accade oggi.
Per ciascuno di noi, tutto accade oggi.
E’ oggi che va deciso, è oggi che si agisce.
Domani è troppo tardi per salvare il futuro.
Ieri serve solo come monito.
Siamo eterni potenziali, anche se troppo giovani o troppo vecchi per le pubblicità o i videoclip.
Anche se non vedete nessuno come voi occhieggiare dai giornali di moda e il vostro stile non è quello giusto.
Giusto poi per chi?
Oggi potete scrivere il vostro urlo e lanciarlo nelle rete dove altri, come voi ,lo stanno aspettando e oggi potete ascoltare quello di altri “voi”, che hanno visto dove stiamo sbagliando e dove stiamo facendo giusto.
Oggi si può fare.
Oggi potete far sapere che esistete e che siete li per giocare e non solo per mangiare i popcorn e bere la cola che vi vendono all’entrata.
Potete anche riscrivere le regole del gioco se avrete abbastanza forza, costanza e buona volontà.
Potete riprendervi il potere, se mai lo avete avuto, o inventarvelo dal niente.
Ma non aspettate, non c’è da pensarci.
Ci penserete mentre siete in viaggio, perché quello dell’interconnessione è l’unico viaggio possibile per chi ha deciso di rimanere in questo tipo di società e la vuole rendere migliore per sé e per gli altri.
Non abbiate paura di ciò che ancora non conoscete, perché ciò a cui potremmo porre rimedio collegandoci è estremamente più spaventoso e rischioso.
Non fatevi dire perché non potete essere quello che pensate.
Uscite al balcone e dite, fate e rifate.
Ma fatelo oggi.



Sebastiano ZANOLLI
www.unasoluzioneintelligente.it
Letto 14764 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39