Mercoledì, 11 Aprile 2007 19:17

Perche' l'arte del sottrarre

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Il ManagerZen Cafè del 2007 si sviluppa sia a Roma che a Milano attorno a questo tema. Ma cosa significa? Sottrarre cosa a cosa? Ecco la risposta di Erika Leonardi...

di Erika Leonardi

Il ManagerZen Cafè del 2007 si sviluppa sia a Roma che a Milano attorno a questo tema. Ma cosa significa? Sottrarre cosa a cosa? Ecco la risposta di Erika Leonardi...

...perché oggi siamo soggetti  a ricorrenti ed superflue sollecitazioni dalle origini più varie: notizie, indicazioni, proposte, novità, informazioni, oggetti, tecnologie...

...e allora è meglio essere padroni di tutto ciò, piuttosto che vittime sacrificali!


Se in passato era vincente chi aveva un buon metodo per “trovare”, e quindi cercare e raccogliere, oggi ha successo chi invece è capace di selezionare, fra le tante, quelle poche cose buone utili al proprio fine. Basti pensare, ad esempio all’uso di Internet.
Chi faceva ricerca scientifica in passato doveva essere bravo a scandagliare; e soltanto dopo giorni e giorni passati nelle polverose biblioteche, a leggere indici di annate di riviste e di libri, poteva urlare un Eureka di gioia quando trovava una sola indicazione pertinente.
Oggi, introducendo le corrette parole chiave nel motore di ricerca, accade che... a trovare sono bravi tutti! In un attimo si è inondati di notizie e indicazioni; e, se non si è padroni di un metodo per selezionare, si corre il tragico rischio di.... annegare, anziché di navigare!

E nel selezionare bisogna togliere, eliminare, scartare, metter via quello che è di troppo. Facile? Non sempre. Si ha paura di cestinare qualcosa che invece poteva rivelarsi utile. E si teme di pentirsene amaramente dopo, quando è troppo tardi.
Il termine sottrarre evoca anche altre immagini. Ad esempio rubare... il portafoglio al malcapitato! Oppure togliersi gli abiti... con la sensualità della Kim Basinger di 9 settimane e mezzo!

Ecco che diventa importante essere padroni dell’arte del sottrarre. Ma perché arte? Perché non è semplicemente una tecnica: ci vuole certamente la conoscenza settoriale, ma anche, e soprattutto intuito e sensibilità. In tutti gli ambiti, da quelli rigorosamente scientifici a quelli artistici, vige la regola del giusto equilibrio degli elementi: l’eccesso può diventare altrettanto dannoso quanto la carenza.
Oggi per rispondere a questo suggerimento occorre essere determinati e avere il coraggio di agire, padroni delle nostre scelte!

Può accadere che il nostro mal-essere, possa avere origine da tanti “troppo”, che a loro volta provengono da mistificazioni perpetuate a danno di noi stessi. All’origine di stati di ansia, malinconia, inquietudine, angoscia o stress, ci possono essere eccessi di un qualcosa. Pertanto risulta risolutivo cancellare dalla nostra vita obiettivi che non sono pertinenti alla nostra indole... rimuovere ciò che turba il nostro equilibrio interiore... liberare la nostra visuale da attese prive di significato, presenti solo perché evocate da altri... Questo esercizio porta a scoperte stupefacenti: una nostra nuova identità, che era invece celata da orpelli che ci facevano apparire ciò che ci imponevamo di essere e non la nostra vera natura.

Non è affatto semplice. Il rischio nello scartare qualcosa di buono, deve essere bilanciato da qualcosa di molto forte. C’è la ragione che può farci da guida. Ma la guida più autentica è una sincera capacità di ascolto, in primis, verso noi stessi.

Accettare un nostro mal-essere solo perché non vogliamo “sottrarre” quello che è di troppo, è perdere occasioni di estremo valore. Ci ricorda Aldous Huxley: “La realtà non è ciò ci accade, ma ciò che facciamo con quello che ci accade.”
Letto 9694 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39