Giovedì, 03 Luglio 2008 20:59

Un Lungo weekend di tempura In evidenza

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incontro soci 2008 managerzen
Dal nostro inviato tutto speciale, Lungo, il resoconto dell'incontro annuale dei Soci Managerzen, tenutosi a Rimini il 13 e il 14 Giugno scorso.


Prologo - Lungo
Non appena la bambina finì di disegnare la coda, scrisse con precisione il nome, ci mise una freccetta per non rischiare ambiguità e se ne andò.


Lungo diede un’occhiata intorno a sé, dal foglio della lavagna sul quale campeggiava solitario. Una stanza grande, tanta luce, un tavolo enorme pieno di matite e pennarelli colorati. Silenzio, cielo inquieto e alberi fruscianti dietro i vetri delle grandi finestre. “Sarà una scuola” – pensò – “del resto mi ha creato una bambina…”



1° giorno – mattina – le diversità
Lungo viene svegliato da un turbinìo di voci e di colori in movimento. Una dozzina di persone si agitano di fronte a lui. Non bambini, però. “Saranno ripetenti”, pensa Lungo. Via il tavolo, sedie in circolo e in un attimo iniziano le presentazioni.

Federica, la Presidente, ingegnere Zen folgorata sulla via di Viserba, a caccia di conferme e di epifanìe.

Domenico, “predatore di tendenze”, ribadisce proprietà di uffici sottostanti e necessità di svolta epocale.

Marco, copy pubblicitario, frequenta MGZ perché abita vicino, per amicizia, perché ci crede.

Paride, new entry, energia da vendere in tutti i sensi, alla ricerca di visionaria concretezza.

Jader, nel nome un destino, forma-attore-edutainer, vita variegata e passioni monolitiche.

Daniela, managerdonna, racconta della vita in un’azienda grande, decisioni dure e passioni morbidissime.

Letizia, managerdonnabis, insegue contesti professionali in cambiamento e sogni di teatrali cambi di scena.

Roberta, avvocato, uno slalom tra studi giuridici, carriere pubbliche, varie specializzazioni per raggiungere il traguardo, essere mind mapper.

Maria, professional giurista, allergica all’inglese ma aperta alle “contamination”, curiosità contagiosa e grande voglia di esserci.

Carla, sorriso radioso ed efficace alacrità che ci raccontano come dev’essere lavorare in MGZ.


Suonano alla porta. Entra Claudia. Si siede, ascolta tutti, poi ci dice di lei. E’ “grande”, tanta esperienza, passione spesa dentro e fuori dall’azienda, trafigge con sguardi e parole attenti, lucidi, partecipi.

Il giro si è concluso (“Io mi chiamo Lungo e sono nato ieri” prova timidamente a dire il Nostro). Insieme al racconto di sé, altri spunti cominciano ad emergere, si alza qualcuno e Lungo, con un po’ di mal di mare, viene spodestato dal suo osservatorio privilegiato, il foglio girato e si comincia a scrivere alla lavagna.


Network, sì questo è sicuramente un valore, è la nostra voglia di intrecciarci e di tessere nuova “stoffa” con altri che non conosciamo ancora.
Però intesa come lobby, dobbiamo finalizzare maggiormente il nostro impegno di stimolare ”mercato” e di fare cultura, una rete di professionisti della produttività che passa per il benessere.

E allora perché non parlare di coopetition, la cooperazione che sposa la competizione e la rende a “somma diversa da zero”.

Lungo non ci capisce più niente, dal retro della lavagna avverte la fibrillazione che cresce, i vissuti, le aspettative, i sogni, individuali fino a un attimo prima, che iniziano a vibrare di note sempre più in armonia. “Però adesso esagerano” – pensa un po’ costernato, quando sente uscire da qualcuno del gruppo coopetization,  perché non può mancare la partecipazione, e allora perché non partecipassion, perché quello che ci muove è principalmente il cuore.
Finalmente qualcuno propone di interrompere, è ora di mangiare e ci attende, in una trattoriola vicina, il “pranzo degli operai” e poi di nuovo al lavoro!
“Almeno mi riposo un po’ le orecchie” – pensa Lungo per consolarsi di restare solo. E una mano gentile, magicamente quasi, gira in avanti il suo foglio e lo rimette al suo posto in pole position.



1° giorno – pomeriggio – il contributo
Tornano dopo tre ore, più rilassati, troppo rilassati, serpeggia una voglia di pennichella ma rigorosamente Zen, cimancherebbealtro.
E a questo punto Roberta prende in mano la situazione e introduce tutti nel magico mondo delle mappe mentali, l’emisfero destro del cervello alla riscossa. In mezz’ora spiega sinteticamente la filosofia e subito dopo, in sei semplici mosse, manco fosse un’insegnante bonsai di karate, mette in grado tutti di fare i newmapper.



Il cambio di passo è percepibile, un’energia nuova si è impadronita del gruppo, ora c’è solo da capire su cosa applicare questo nuovo strumento “di pensiero e di azione” ancora fiammante.
Da dove partire? Partiamo da noi stessi, da quello che siamo ora, per scegliere e condividere quello che vogliamo diventare. E quindi Federica distribuisce la Mission di ManagerZen perché ognuno possa indicare il punto che ritiene più utile e quello che maggiormente gli piace. La classifica è presto fatta, al primo posto “fare incontrare manager e imprese che condividono valori d’impresa e valori personali”.

E’ questo il nucleo, la radice di MZ ®Evolution Sostenibile, il nuovo progetto, la frontiera da esplorare, l’obiettivo da centrare, il palcoscenico che vorrà vedere tutti, con diversi ruoli, attori protagonisti.
Trovato il centro, ovvero il punto di partenza, la mappa può partire. Terzetti spontanei si aggregano, monopolizzano fogli A3 e matite colorate, si spostano di tavolo per non essere copiati.


Lungo sbircia dal suo osservatorio privilegiato e si gode la scena.
Le volute colorate del pensiero radiale spuntano su ogni foglio, alcune scarne e potenti come haiku giapponesi, altre ramificate e tappezzanti come organismi che non riescono a smettere di moltiplicarsi.



Quali gli obiettivi del nuovo progetto, i valori su cui si fonda, le regole da condividere, i mezzi e le risorse da mettere in campo. Quali i desideri, le paure, i vincoli, le potenzialità.
Le mappe mentali rivelano la propria potenza, organizzano gli spunti che emergono in ogni gruppo e strada facendo si modificano, “cancella quel ramo e aggiungilo dall’altra parte”, la visione d’insieme, i colori, le parole chiave chiariscono il pensiero e lo arricchiscono di suggestioni visive. Ci si diverte mentre si lavora sodo, lo spirito di Managerzen evocato si è impossessato di tutti i presenti.
Alla fine dell’esercizio ci si aggiorna alla mattina dopo. Stanchi ma felici, ci avviamo temerari alquanto per compiere un’altra impresa al piano di sotto: preparare la cena.



Lungo resta solo in compagnia delle mappe e cerca di sbirciarle, perché non ha ancora capito chi è l’assassino. Da sotto arrivano chiacchiericci e risate, il profumo di una frittura si insinua dalle scale, a un certo punto spunta Domenico, un’espressione più radiosa del solito e Lungo riesce a cogliere quello che va borbottando tra sé e sé: “Ragazzi, che tempura!!”


2° giorno – mattina – la convergenza

Domenica mattina un sole caldo e accogliente riempie ogni angolo della Managerzen-Area e fa risplendere il terrazzo, tolda della nave sempre in viaggio alla scoperta di nuovi lidi.


Verso le 10 ecco di nuovo il gruppo ricomporsi, per affrontare l’ultima sessione, la mirabile sintesi del progetto MZ ®Evolution Sostenibile a partire dalle mappe disegnate il giorno precedente.
Letizia guida la sessione, con Roberta alla lavagna pronta a “mappare” ogni piccolo o grande risultato del confronto serrato e denso al quale ci troviamo di fronte.





E’ davvero la gestione di una sessione di “change management”, critica per l’incertezza che il “nuovo” in quanto tale genera e allo stesso tempo potente per il potenziale di energia che esprime.
Solo un metodo “olistico” come la mappa mentale può essere in grado di portare a sistema le variabili in gioco, perché l’entropia è altissima e il carico emotivo, di “vissuto” di ogni contributo molto elevato.
Alla fine il risultato viene raggiunto: condivisi gli obiettivi, alcune regole fondamentali di funzionamento, strumenti e servizi da mettere in campo.


E, soprattutto, concordato un piano d’azione per il quale ognuno dei presenti, e tutti quelli di voi “assenti” che lo vorranno, si fa carico di un pezzetto del progetto e partecipa alla ®Evolution.
In ottica di sostenibilità, per dare e ricevere.

Lungo capisce che l’incontro sta per finire, baci e abbracci, speranze di incontri futuri e  promesse di immediati contatti virtuali.
Dallo sguardo sembra che anche lui abbia imparato qualcosa: Roberta lo fissa per un attimo e vicino a lui comincia a disegnare la mappa di un sogno, il sogno di Lungo, per fare in modo che diventi realtà...


 
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realizzate da Roberta Buzzacchino
sulla MZ ®Evolution Sostenibile

Letto 9963 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39