Venerdì, 18 Giugno 2004 00:00

Dall'impresa macchina all'impresa-comunità

Scritto da  ManagerZen
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Introduzione al tema del 2° Meeting
Da Taylor in poi l'azienda è diventata macchina...


Manager ed ingegneri si sono dedicati con grande passione e zelo alla scienza dell'organizzazione aziendale: all'inizio attraverso l'ottimizzazione della produzione con i flussi dei materiali, le stazioni e i tempi di lavorazione. Poi è stata la volta della pianificazione e dell'organizzazione ingegneristica di qualsiasi funzione e processo aziendale.
Organigrammi funzionali, process reingeenering, job description, sistemi qualità .. un lavoro incessante per smontare e ricostruire la macchina azienda, renderla più efficiente, più veloce, scartarne pezzi inutili, ricomporre, assemblare, codificare.
A quante riorganizzazioni aziendali avete assistito? Ognuna fantastica, geniale, utile, coerente.
Quante di esse hanno portato effettivi cambiamenti, se non qualche passaggio gerarchico, nuovi nomi per gli stessi mestieri, insoddisfazione e "tutto sempre funziona come prima"?

In tutta questa scienza, così come avviene nella scienza medica e in tutte le altre, ci si è dimenticati probabilmente di un fattore: "quello umano"

Le persone non si riconoscono nell'ingranaggio semplicemente perché la loro natura non è quella del "pezzo meccanico". La natura di persona che si tenta di soffocare, di ridurre, di ignorare con ogni mezzo, continua a vivere con tutta la sua forza e la sua semplicità e a cercare vie di realizzazione, significati aggiuntivi e difficilmente si adatta ai cambiamenti imposti.
La persona che lavora si relaziona spontaneamente con le altre persone che incontra sul luogo di lavoro: si arrabbia, ride, scherza, nascono amicizie, nascono relazioni sentimentali, nascono modi di fare e di dire unici di quell'insieme di persone, di quella comunità.
L'impresa, che lo si voglia o no, è a tutti gli effetti una comunità di persone che lavorano insieme: riconoscerlo è il primo passo per aiutarne la crescita, lo sviluppo e l'evoluzione.

Il secondo passo potrebbe essere quello d indagare la natura della "comunità" e tentare di riportarne i principi nell'organizzazione e nell'impresa.
Si possono prendere come riferimento le "comunità" reali del presente e del passato: i villaggi, le comunità rurali di una volta, altre comunità dove le persone vivono e lavorano a stretto contatto. Che significato ha il lavoro nella comunità e come ci si relaziona all'interno di essa?

Nella comunità il lavoro è necessario per il sostentamento e lo sviluppo della comunità stessa: le persone quindi lavorano e cooperano per il "bene comune", vedono il risultato del proprio lavoro e possono apprezzarlo, l'etica non è vissuta come problema a parte. Il comportamento delle persone all'interno della comunità, ha effetto diretto ed immediato sulla comunità stessa e sulle relazioni interpersonali: chi agisce scorrettamente si autoesclude e nessuno avrà interesse a danneggiare l'ambiente in cui vive.

Molto diverso da quanto accade nell'impresa-ingranaggio nel sistema globale.
Le persone offrono il proprio tempo in cambio di un salario per un lavoro in cui spesso non si riconoscono e che ha come obiettivo il profitto dell'imprenditore.
Si lavora insieme, ma spesso senza conoscere lo scopo iniziale e il risultato finale della propria opera: questo crea frustrazione e senso di inutilità.
Nemmeno le conseguenze dirette e indirette delle azioni e delle decisioni prese in un certo contesto lavorativo, sono del tutto visibili: possono riguardare altri paesi, persone che non si conoscono, altri periodi storici (i danni ambientali di oggi che avranno effetti negli anni a venire): l'etica non è connaturata al sistema e diviene pertanto un grave problema.

Lo stesso Fritjof Capra in "La scienza della vita" parla di impresa come sistema vivente e di "comunità di pratica". Schumaker teorizzava già negli anni 70' una diversa economia basata sulla dimensione "Piccolo è bello"

Ma come dovrebbe cambiare l'impresa per avvicinarsi al modello di comunità? E' una trasformazione possibile o un'utopia? Come si dovrebbe muovere l'impresa che ha come scopo il benessere della comunità stessa? E come ci si relaziona all'interno di essa?

Questo è il tema e queste le domande che ci porremo al 2° Meeting di ManagerZen che si svolgerà il 18-20 giugno presso La libera Università di Alcatraz (PG).

Interverrà Maurizio Spedaletti di Banca Etica e Paolo Romizi di COOP Centro Italia.
Si parlerà di formazione con Federico Batini, Direttore di Pratika e autore di "Comunità di apprendimento". Conosceremo l'esperienza di NPI, la fondazione olandese sullo sviluppo organizzativo che fonda le sue radici sull'idea delle "Com-Unit" in sostituzione delle Business-Unit. In più tantissimi workshop per sperimentare insieme nuovi di modi di rapportarsi agli altri nella vita e sul lavoro.
Tra gli altri nomi, interverranno: Hubert Jaoui - guru della creatività e Jacopo Fo con la sua esperienza della comunità di Alcatraz


Sarà un piacere ritrovarsi… Vi aspettiamo!

Federica Ghetti



"Perché avvenga un cambiamento in qualunque comunità, l'iniziativa deve venire dai singoli. Se l'individuo riesce a diventare una persona buona, calma e pacifica questo automaticamente porterà un atmosfera positiva attorno a lui o a lei…." His Holiness the XIVth Dalai Lama.
Letto 13004 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39