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Era l'anno verdazzurro 1999 dell'era orsettiana; nelle città degli abissi risuonava da molti giorni una musica molto triste.
Ogni giorno il Re del Mare, il delfinorso Poseidorso, si affacciava al balcone della reggia di alghe e coralli e con voce possente comunicava alla popolazione le sue preoccupazioni: "il mare è malato molto gravemente, la vita di tutti noi è in pericolo; il destino del nostro meraviglioso regno è segnato, l'inquinamento provocato dagli uomini ci sta lentamente distruggendo, ci vorrebbe un miracolo per salvarci". Dopo il suo discorso il re intonava il blues, accompagnato dalle note malinconiche del sassofono di suo figlio, il delfinorso Natalino e in un immenso coro tutta la gente subacquea si univa a loro. Era notte fonda e Natalino non riusciva a prendere sonno; si mise a leggere un libro di fiabe e leggende scritto dal suo bisnonno Charlie DelfinParker, grandissimo sassofonista dal quale aveva ereditato il talento.
Aprì il libro e la sua attenzione fu catturata da una breve storia che così terminava: "ci sarà un giorno in cui due bambini, uno del regno terrestre ed uno del regno subacqueo, salveranno il popolo del mare, ma dovranno servirsi di una magia e di un ..esercito di orsetti"; il figlio del re si alzò di scatto e corse subito verso la stanza di suo nonno Nettunorso, il grande saggio. La porta era aperta, il nonno lo stava aspettando seduto di fronte alla scrivania, sulla quale era aperto -alla stessa pagina!- un libro identico a quello che aveva appena letto: "mio padre aveva previsto che tu, nipote mio, saresti divenuto il salvatore del nostro mondo; l'unico modo che abbiamo per fermare l'inquinamento scellerato è cercare di modificare i comportamenti degli uomini; le leggi divine non ci permettono di comunicare con loro, tranne che in un caso: un bambino dei nostri potrà eccezionalmente stabilire un contatto con un bambino del popolo umano; i fanciulli possiedono l'energia cosmica allo stato puro: perciò solo essi, a differenza degli adulti terrestri, sono in grado di recepire una nostra richiesta fraterna di aiuto; dai, va a dormire, Natalino, la fantasia viaggerà con i tuoi sogni per portare il messaggio ad un amico speciale: egli conosce e ama il profumo del mare ed ha un nonno che mi assomiglia molto poiché ama scrivere racconti e poesie. Natalino obbedì, si mise a letto e si addormentò profondamente: sognò di trovarsi a casa di un suo coetaneo terrestre, di nome Giulio; egli era nato ed abitava in una piccola città sul mare Adriatico, in Italia. Entrambi ascoltavano rapiti la voce del nonno di Giulio, Bruno, che narrava l'antica e moderna leggenda del Delta: "Il figlio del Sole, Fetonte, aveva finalmente ottenuto dal padre il permesso di guidare il carro e di sorvolare l'Italia, senza troppo allontanarsi da casa. Con l'entusiasmo del giovane aveva iniziato la sua corsa meravigliosa tenendo ben strette le redini e seguendo, per non perdere l'orientamento, il corso del fiume che attraversa la grande valle. Quando arriverai al mare - gli aveva detto il padre - torna indietro per la stessa strada, non sbaglierai di certo! Fetonte aveva obbedito, ma continuava a farsi sempre più audace con evoluzioni difficili ed ancor più rischiose. Durante una di queste perse il controllo del carro: all'improvviso il fiume si divideva in tanti rami: quale scegliere per arrivare al mare? Un attimo di incertezza fu sufficiente: il carro precipitò nell'Eridano. Le redini si spezzarono; il carro s'infilò tra la sabbia del fiume, mentre i cavalli, trasportati dalla corrente, nuotavano verso il mare. Fetonte invocò allora l'aiuto del padre. Ed il sole corse alle foci del fiume, si abbassò come non mai tra i rami del Delta, indugiandovi a lungo, per ricercare i cavalli del suo carro e trarli in salvo. E fu così che da allora, ogni giorno, al tramonto, il Delta si incendia di colori meravigliosi e le acque del fiume si increspano, rabbrividiscono davanti alla maestosa bellezza del sole che sembra immergersi dentro di loro". Nonno Bruno chiese: "vi è piaciuta, ragazzi?" I due bambini risposero in coro: "siiii!!" e corsero ad abbracciarlo. Nonno Bruno li salutò dicendo: "adesso giocate pure, divertitevi; io vado a riposare, ciao."
Il sogno continuava con i due che giocavano allegramente col più simpatico amico di Giulio, un orsetto di peluche che somigliava in modo straordinario proprio a Natalino (a parte la pinna al posto delle zampe posteriori) e aveva persino lo stesso nome; a un certo punto il delfinorso estraeva dalla tasca un sacchetto che conteneva una polverina magica e diceva a Giulio: "devi dare questo sacchetto al tuo Natalino; lui sa già che cosa fare..". Era l'alba e uno sprazzo di luce arancione illuminò il viso di Giulio, che si svegliò; egli aveva fatto lo stesso sogno del piccolo delfinorso e con grande stupore vide il suo amico di pezza che si muoveva verso di lui e..parlava! "Non aver paura, Giulio, dammi la mano, stringila forte forte alla mia zampina..e adesso chiudi gli occhi e pensa intensamente a me che sto volando!". Passò qualche minuto e l'orsetto cominciò a volteggiare nell'aria e a tutta velocità uscì dalla finestra, volò in alto dove il cielo è più azzurro e di notte brillano le stelle, volò tanto in alto che sembrava un puntino tra le nuvole. Giulio, che osservava la scena a bocca aperta, udì una musica malinconica provenire dal cielo: era il suo Natalino che stava cantando il blues del mare; poi il cielo si riempì di uccelli, anzi erano..stormi di orsetti di peluche che, richiamati dalle note incantate, si libravano nell'aria e piroettavano attorno a Natalino. Erano i teneri amici di tutti i bambini del mondo che stavano ricevendo istruzioni dal loro comandante: "ecco, tenete questo sacchetto di polvere magica, ce n'è per tutti (il sacchetto continuava a moltiplicarsi..), adesso volate alle vostre città e spargete la polverina nell'aria; con l'aiuto del vento ogni uomo ne respirerà un granello e la magia sarà compiuta: nella mente e nel cuore di ogni terrestre ci sarà finalmente posto per il rispetto e l'amore verso l' ambiente marino. Passò un giorno che sembrava un'eternità; gli abitanti del regno di Poseidorso si erano raccolti tutti attorno alla reggia a pregare che la profezia di DelfinParker si avverasse; nel silenzio generale si affacciò al balcone il Re del Mare assieme al figlio: "fratelli, sto per darvi una notizia meravigliosa: il mare si salverà, perché gli uomini stanno iniziando ad amarlo; hanno costruito le spetroliere per togliere il petrolio dal mare e trasformarlo in plancton e le snavi, che puliscono le onde mentre le solcano; mi comunicano che molti umani malvagi sono stati imprigionati per avere avvelenato gli oceani e che da oggi insegneranno nelle scuole agli studenti il rispetto per la natura. Se la profezia si è avverata dobbiamo ringraziare Natalino, i nostri amici orsetti della terra e un bambino italiano di nome Giulio!! Dalla folla si levò un urlo di gioia; una luce abbagliante illuminò l'universo acquatico, il figlio del Re fu portato in trionfo e si celebrò una festa grandiosa. Le foci del Po si incendiarono di colori ancor più meravigliosi. E Giulio? Eh, c'è scritto nel libro di DelfinParker che imparerà a suonare il sassofono e dirigerà un'orchestra di grande successo, la "Natalino Fantasy Big Band"; il titolo del loro brano più famoso? "Il blues del mare", naturalmente. |