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L'incontro uomo-donna , generazione trenta/quarantenni, in questi tempi è diventato molto problematico. Sono cambiati i ruoli, le regole del gioco.
Noi donne da esseri innocui, impotenti, prevedibili e sottomesse siamo diventate capaci di.
Questa nuova autonomia pone l'uomo in uno stato di grande inquietudine, di crisi, la donna non è più vista solo come mamma, diventa anche una compagna, un "qualcosa altro da sé", difficile da controllare e di cui si teme inspiegabilmente il sopravvento.
Così arriva l'ambiguità nel sentire. Da una parte l'uomo afferma di cercare ed è attratto da una persona autonoma, su cui poter contare, che non dipenda da lui economicamente o altro, ma contemporaneamente non appena scopre e trova questa nuova specie di donna, si autonoma, ma allo stesso tempo pur sempre sentimentale, si sente destabilizzato, spiazzato.
Generalmente preferisce un rapporto insoddisfacente, ma ordinato e prevedibile che lo lascia inevitabilmente al freddo e insoddisfatto. Allora si impegna a costruire la sua coperta patchwork con toppe di colori e materiali diversi, colori brillanti passionali, colori tenui teneri, tessuti morbidi e fili cangianti da tessere e poi strappare, ma pur sempre da incollare nella struttura all'interno di quei buchi.
Tessere insieme, dominando gli spaesamenti che nascono da gesti e attimi di vita quotidiana, i conflitti fisici e psicologici. giorno dopo giorno, impegnandosi a creare una trama perfetta, quantomeno unica, mai tessuta prima, che vuole il suo svolgersi e non chiede alcun ordito che la circoscriva, tantomeno quello ereditato dalla mamma, è faticoso, è troppo impegnativo, è estenuante e soprattutto non ci sono punti di riferimento. Occorre lanciarsi nel vuoto, volare su un aeroplano che si costruisce strada facendo, essere e agire di conseguenza in sintonia col proprio sentire e il sentire dell'altra.
Ecco che allora, dopo aver a lungo lottato per raggiungere la pari dignità di esseri umani, dopo essersi impegnati in percorsi di crescita personale (tanto per citarne uno ora il rebirthing va per la maggiore), dopo aver sgominato nemici e trappole mortali, appare l'ultimo e quasi invalicabile confine: l'insostenibile paura dell'essere. Oltre quel confine il passaporto e i visti non occorrono più.
L'INSOSTENIBILE PAURA DELL'ESSERE
ORDINE ESTERNO SALVARE LA FACCIA, PERBENISMO, DOVER ESSERE, DOVER APPARIRE, BISOGNO DI ORDINE, DI REGOLE, PAURA DI PERDERSI NEL CAOS
DISORDINE INTERNO CONFUSIONE, ACCATASTARE, NON DARSI REGOLE, DOVER SCEGLIERE COSA BUTTARE COSA TENERE, TENERE TUTTO DENTRO, PAURA DI RINNOVARE, ABBANDONARE IL CONOSCIUTO
TUTTO A POSTO NON VITA
VITA FATTA DI CONTRASTI
ACCETTARE IL RISVOLTO DELLA MEDAGLIA
LEGGERE L'INTEGRAZIONE
FATTA DI CONFINI NETTI MA MORBIDI
MATERIALE
SPIRITUALE
DUE VIE PER LA STESSA COSA
RAGGIUNGERE L'UNO
RICONOSCERE LA SACRALITA' E ONORARLA
ABBASSARE L'ORGOGLIO
ACCRESCERE L'AUTOSTIMA
AIUTARSI , AIUTARE, VOLER FARSI AIUTARE
NON AVER PAURA DELL'IGNOTO
FARSI PERVADERE DALL'IGNOTO E RIEMPIRE/SVUOTARE
IMPEGNO
COSTANZA
APATIA PIGRIZIA
DIFESE ESSENZA
PAURA DI NON ESSERE CAPITI
PAURA DI ESSERE MANIPOLATI, STRUMENTALIZZATI
PAURA DI RIPETERE GLI ERRORI DEGLI ALTRI GLI ERRORI DEI GENITORI GLI ERRORI NOSTRI
NON RICONOSCERE DIFETTI
NON VOLER ACCETTARE IMPERFEZIONI, I LIMITI
VIE DI FUGA
PROCRASTINARE
PRENDERE TEMPO
RINVIARE
AFFRONTARE
PENSARE AGIRE SENTIRE
LOTTARE
CORAGGIO
DIFENDERE LE PROPRIE OPINIONI
ACCOGLIERE LA GIOIA, ACCOGLIERE IL PIACERE
DOLORE, VIVER IL DOLORE, SCIOGLIERE IL DOLORE
SAPER ASPETTARE
SAPER RICONOSCERE, RICONOSCERSI
INCONTRARSI,
ANDARE VERSO, ANDARE OLTRE
ACCETTARE LA MORTE
ACCETTARE L'AMORE
LOTTARE
AVERE LA FORZA
DISPREZZARE LA DEBOLEZZA
ACCETTARE LA DEBOLEZZA
CAPIRE LE SFUMATURE
SCALARE GRADUALMENTE LE MARCE
REAZIONE STIMOLO ACCELLERARE, DIMINUIRE
DARE E SAPER RICEVERE PROTEZIONE, AFFETTO
CONTENERE
LASCIAR ANDARE
TOLLERARE
STIMOLARE
NON ABBANDONARE
SAPER ABBANDONARE SE NECESSARIO
ACCOMPAGNARE
SEGUIRE
SAPER ESSERE SAPER FARE
CONOSCERE CONOSCERSI
MERAVIGLIARSI STUPIRSI
SCOPRIRE
RIVELARE
DARE PRENDERE
RESTITUIRE
AMARE
da Stefania Iannuzzi, formatrice
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