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arrow I cacciatori di teste, ovvero: dov'è l'etica?


I cacciatori di teste, ovvero: dov'è l'etica? PDF Stampa E-mail
martedì 07 dicembre 2004
Care Federica e Donata,
volevo inviarvi un mio racconto...

...frutto di una brutta esperienza che vorrei condividere con tutte le persone che hanno l'ambizione di trovare un lavoro che li realizzi come professionaisti ma soprattutto come esseri umani.

Nella mia ricerca per una opportunità di lavoro alternativa all'attuale mi è capitato di rispondere all'annuncio di una società rinomata e internazionale di cacciatori di teste: Hudson Highland. Questi vantano network mondiale, professionisti qualificati ed un'esperienza unica...

Tutto inizia lo scorso giovedì pomeriggio, vengo contattata al cellulare e mi viene chiesto un colloquio per il lunedì successivo. Faccio salti mortali per cancellare riunioni e telefonate varie, per prenotare treni e parcheggi (ovviamente tutto a mio carico perchè in italia "si fa così"). Spesa totale biglietti, parcheggio, panino in treno: 70 euro + 6 ore di permesso non retribuito...OK pensavo..ne vale la pena, se mi hanno chiamata con tale urgenza vuol dire che il mio curriculum è piaciuto..questi sono una multinazionale, mica la solita società di recruiting all'italiana..

Arrivo puntualissima, anzi..con i 10 minuti di anticipo..mi fanno accomodare in un bellissimo salottino con le sedie in pelle umana che dondolano..penso io..wow! che bella sede...questa sì che è una accorglienza..

Puntualissima arriva una signorina sui trenta..penso io..ha la mia età e porta gli occhiali come me..gran sorriso..bene,bene. Ci sediamo nella stanza delle "torture". A questo punto la signorina attacca con le solite domande per 15 minuti..parla di quanto bella e internazionale è la sua azienda...senza mai alzare lo sguardo..mi chiede praticamente le stesse cose che sono chiaramante elencate nel cv..prende appunti..ancora senza alzare mai gli occhi..

Devo ammettere di essere un pò prevenuta..anni fa ho fatto un master in Human resources e sui bellissimi libri del perfetto selezionatore si dice chiaramente che per capire veramente se il candidato è adeguato è necessario instaurare un rapporto di sguardi e sciogliere il ghiaccio..ok mi dico..forse le nuove teorie emerse negli ultimi anni dicono l'opposto..di evitare il contatto visivo..del resto hanno scoperto che le uova non causano più il colesterolo!!

Dopo 15 minuti di domande superficiali che avrebbero potuto essere evitate leggendo 1 volta il mio cv la signorina Precisione mi chiede qual'è la retribuzione attuale. Gliela dico, senza aggiungere un euro al mio stipendio attuale. La signonina si irrigidisce e sbotta "mi dispiace, ma non la posso presentare! lei ha una retribuzione superiore al settore di riferimento persino per il mercato di milano, figuriamoci per quello emiliano". La mia prima reazione è di sentirmi immensamente in colpa per il fatto di avere uno stipendio decente e di non essere sotto-pagata... poi mi ricordo altre letture interessanti del master...tipo che la retribuzione non deve solo essere commisurata alla posizione ma deve riflettere anche le competenze e l'istruzione acquisita per cui ribatto.."mi scusi ma se la retribuzione era la condizione necessaria perchè non l'avete comunicato prima di convocarmi? sa com'è, avrei evitato spesa e viaggio, visto che qualsiasi fossero le mie competenze non avrei potuto superare la selezione"!...la signorina si innervosisce ed esordisce con un bellissimo "ohhh, mi dispiace che la prenda così..veda questo incontro come un investimento..così ha conosciuto Hudson..noi terremo il suo cv per eventuali altre candidatureeeeeeee". Poi la ciliegina sulla torta "mi dispiace se per lei è stata una perdita di tempo, può comunque approfittare di essere a milano per fare un pò di shopping!!" e mi liquida così.

Ecco..per 10 secondi rimando muta, respiro...conto fino a dieci e decido che è più professionale chiudere questo penoso colloquio con un no comment...SHOPPING? ma per chi mi prende? per una che è vissuta su marte e lo shopping a milano non l'ha mai fatto??? per una che non ha bisogno di lavorare e quindi si può permettere di "bigiare" il lavoro come si faceva alle superiori???

Durante il tragitto di ritorno, ho la testa che mi scoppia..una marea di domande..la prima è "dove ho sbagliato"?..poi ripenso ad altri colloqui..al fatto che fino ad ora ho sempre avuto belle esperienze di selezione, anche quando non le ho superate ho comunque imparato qualcosa..stavolta invece sono stata semplicemente insultata e umiliata...

Allora mi chiedo, io credo che il mondo del lavoro sia una grande palestra emotiva e relazionale..impariamo dagli altri e insegnamo agli altri..se mi è capitato di incontrare una non-professionaista è giusto incassare e lasciar passare senza avere l'opportunità di fornire un feedback? è giusto accettare di essere trattati come numeri anche da chi, come gli head hunters, fatturano grazie a quelli che come me si rivolgono a loro per trovare un posto di lavoro migliore, più umano?

Beh, forse questo è un esempio di "azienda veramente poco Zen..che non rispetta l'impegno e la serietà, e cerca lavoratori "low-cost"...che siano però super-qualificati (con laurea, master, inglese perfetto e il resto).

Vi saluto con affetto.

Rosy '72



 
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