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Friday 23 May 2003 |
Cara Redazione di Manager Zen,
sono un "frequentatore" del vostro sito e avete già pubblicato una mia e-mail nella sezione "le vostre storie" (Una storia quasi zen...). Questa volta vorrei rispondere idealmente alla e-mail di Simona...
Grazie
Cara Simona,
sono una persona qualunque, non sono un uomo di successo, almeno non nel senso che tipicamente si dà a questa parola, ma ho letto la tua lettera su ManagerZen con grande partecipazione, perché tocca da vicino il mio mondo presente e passato ed ho pensato di condividere con te alcune riflessioni.
Ho quasi 32 anni e faccio il consulente informatico, quello che in America si chiama "Free Lance" e che qui da noi (ma forse anche lì ???) si traduce nell'essere una sorta di precario di lusso che fa un lavoro che lo diverte ma che spesso è alle prese con la mancanza di progetti e con clienti che non possono o non vogliono pagare le fatture (se vuoi puoi dare un'occhiata a "Una storia quasi zen", qualche riga più sotto della tua).
Non sono tagliato per fare l'arrivista rampante, ho capito che preferisco due ore di vita a 100 cavalli in più sulla macchina. In altre parole ho scoperto che per me la cosa importante è il mio mondo, fatto di emozioni, di conoscenza e di esperienze. Ma ho anche imparato che si può essere idealisti a 17 anni ma a 30, quando decidi di comprarti una casa o peggio ancora di tirar su famiglia, tutto può diventare tristemente impossibile e quindi vivo le tue stesse preoccupazioni e ti comprendo pienamente.
Nonostante queste disavventure però ho conquistato negli anni una certa serenità d'animo, un equilibrio dinamico irrequieto ma tangibile di cui sono molto orgoglioso e di questo devo ringraziare la mia passione per le filosofie orientali e in particolare per il taoismo a cui sono molto vicino nello stile di vita.
Non sono certo capace di riassumertelo in due righe, soprattutto considerando che in uno dei libri che più lo rappresentano si dice: "... Il tao che può essere nominato non è il vero Tao...".
Tuttavia il messaggio di fondo che io ci leggo è l'esistenza di un processo cosmico che si evolve al fuori di noi, un processo non malvagio, con il quale possiamo entrare in armonia, senza opporci al suo flusso. Tanto per farti una metafora classica è come se fossi in un fiume impetuoso (e questo è un dato di fatto) e dovessi cercare di sopravvivere, quale strategia pensi che sarebbe più efficace ? Forse nuotare contro corrente ?
Questo non vuol dire accettare passivamente le cose o non agire, ma significa agire con la consapevolezza che il mondo non può essere pilotato dalle nostre azioni (almeno non completamente) e con la forza tranquilla di chi ha la dignità e sa che qualunque cosa succeda nulla gliela potrà togliere.
Non ho ricette della felicità ma credo che un grande impegno, una grande determinazione nel migliorare la nostra vita alla lunga debbano portare dei buoni frutti, perciò non ti abbattere, né a 31 anni né dopo. Sei fortunata ad essere la persona intelligente che sei e a vivere una vita fatta di consapevolezze, o almeno io non baratterei la consapevolezza con il denaro, ma forse sono solo un sognatore troppo cresciuto...
Fabrizio |