Cara Redazione, ho scoperto da poco questo sito e devo dire che mi piace molto.
La mia storia? Eccola qui.
Finalmente il 7/4/2003 mi sono laureata in Lingue con 110 e lode ma... ormai ho 31 anni! Ho lavorato sempre perchè mia madre, vedova, ha dovuto tirar su me e mio fratello da sola. Per avere qualche soldino in tasca ho cominciato come baby sitter e dando ripetizioni. Il primo anno di Università è andato bene, poi ho cominciato a dar sempre meno esami (per quanto, in realtà, poi riuscivo sempre a prendere i miei bei 30). Non sapevo di esser malata di quel male che non si vede attraverso nessuna lastra ma che fa lo stesso un sacco di danni: la depressione. Ho continuato comunque ad andare avanti e sono partita per la Spagna nel 1997 per nove mesi con il programma Erasmus. Tornata nella mia città ho accettato di lavorare per una cooperativa per la quale ho svolto vari incarichi part - time, dalla guida turistica all'operatrice di call-centre. Intanto il tempo passava, io cercavo di affrancarmi in tutti i modi dalla cooperativa (che sfruttava e sfrutta i suoi dipendenti) in cui erano pessimi sia i rapporti umani che lo stipendio. Ho preso qualche mese di aspettativa per frequentare un Master gratuito della Camera di Commercio (che non mi è servito a niente in quanto troppo teorico) e poi ho lavorato part-time per una società biomedica in cui il mobbing era all'ordine del giorno. Me ne sono andata ed ho ripreso il mio vecchio lavoro nella cooperativa. Nel frattempo (dopo anni)ho sconfitto la malattia. Dopo vari curricula inviati mi hanno proposto un contratto interinale con le Poste e ho detto a me stessa: "Ma sì.. tentiamo! Tutto pur di andarmene da quel posto!". Non che lì alle Poste facessi chi sa che: operatrice telefonica (il mio destino?!?) ma almeno l'ambiente umano era accettabile. Dopo pochissimo ho trovato il mio attuale lavoro come segretaria in una ONG (organizz.non governativa) e mi sono laureata. Alla mia età di solito si ha una carriera avviata: io,invece, son qui con un contratto di collaborazione che non mi garantisce un futuro, a rispondere a l telefono con una laurea fresca che già langue in un cassetto. Cerco di vedere sempre il bello, anche nelle migliaia di fotocopie che devo fare ogni giorno ma, credetemi, anche se non amo piangermi addosso, qualche volta i pensieri volgono davvero al brutto! Il fatto è che mi piacciono mille cose: le cure naturali,le lingue straniere,l'arte (ah!dimenticavo di dirvi che ho anche preso il patentino di guida turistica: mi è costato un anno e mezzo di studio intenso... e anche quello giace in un cassetto con la laurea). Ma poi non riesco a trasformare nulla in un lavoro soddisfacente. Il lavoro di segretaria rispecchia in parte questa generalizzazione che c'è nella mia testa: infatti si fa un po' di tutto e un po' di niente. Qualche volta, visto che abbiamo contatti con l'estero, mi capita anche di usare il mio amato spagnolo. Anche qui, però,fa capolino la tristezza: lo parlavo così bene e ora mi accorgo che pian piano, parola a parola, lo sto perdendo.
Che fare? Un corso di consolidamento delle lingue studiate? Ci sono i madrelingua che mi batteranno sempre su tutti i fronti (ho provato anche con le agenzie di traduzione: ormai per lavorare nel campo bisogna sapere minimo minimo lo swahili!!!); un corso d'informatica? Ottimo per lavorare meglio in segreteria, e poi? Cambiare del tutto genere e darmi allo studio delle erbe che tanto amo? Riprendere in mano il patentino di guida? E' un lavoro più spoetizzante di come lo si immagina normalmente. Insomma.... voglio rimboccarmi le maniche ma non so da che parte cominciare. E nel frattempo il tempo passa ed io non mi sento qualificata per far nulla di più di quel che faccio. Non mi piace, infatti, vantare conoscenze che non ho e devo dire, per esempio, che pur conoscendo abbastanza bene l'inglese rispetto alla media, non sono abbastanza brava da sostenere una conversazione come ci si aspetterebbe da una laureata. Non ho pretese di far chissà quale carriera, nè di guadagnare chissà quanto, ma con i 1000 Euro del mio stipendio, effettivamente, non vado da nessuna parte visto il costo della vita in una metropoli come quella in cui vivo. A questo va aggiunto il fatto che lavoro dalle 9 alle 18 in una città dove per spostarsi da un capo all'altro s'impiegano 2 ore e mezza!
Mi sento abbastanza un fallimento e comincio ad invidiare chi ha una carriera soddisfacente. Vorrei sentirmi più utile. Pensavo anche che il mondo del no-profit, in cui ora lavoro, fosse diverso. Ma in realtà girano stipendi da capogiro come nelle grandi aziende e di solidarietà non se ne vede molta. Basti pensare che quando è scoppiata la guerra in Iraq non gliene è fregato niente a nessuno tranne a una ragazza che ha partecipato alla marcia per la pace, per vedersi pure redarguire da uno dei capi in quanto non autorizzata!!!!!!!!!!!!!!!
Questa è la mia storia. Spero di non avervi annoiato. Se avete dei consigli da darmi...... sono tutta orecchi!
Ciao Simona
che dire..
il tuo percorso non credo sia diverso da quello da tante altre persone: delusioni negli ambienti di lavoro, lavori che non soddisfano ma necessari per sbarcare il lunario , lauree nel cassetto, un po' di confusione sulle reali aspirazioni.. (della serie "cosa farò da grande")
quindi inverti le frasi e piuttosto che: sentirti "solo" una segretaria .. oppure "ormai ho 31 anni"
puoi dire che: hai "solo" 31 anni ..ed "ormai" hai fatto un sacco di esperienze diverse .... e che ora vuoi trovare la tua vera strada!!!
vedi come suona meglio !!
in più hai pure "le palle" perchè sei riuscita a sconfiggere la depressione (scusa il termine, ma ci voleva)
Tra il dire e il fare non è comunque semplice, questo è chiaro, si tratta di mettersi in viaggio.
Con calma e serenità: si tratta di lavorare prima un po' su se stessi per scoprire le reali aspirazioni lasciando un attimo in disparte le conoscenze, gli attestati e le lauree. "Cosa ti farebbe sentire realizzata?" "Cosa significa per te un lavoro utile?" "Il mondo del no profit è vasto... chi vuoi aiutare, cosa ti sta veramente a cuore?"
Non censurarti non scartare ipotesi a priori.. usa la fantasia e l'immaginazione: come ti vedresti?
Al di là del mestiere (lingue, telefono, computer), cosa ti interessa realizzare, in cosa credi?
Dopo viene il mestiere.. ovvero il COME, ma prima è importante scoprire COSA
Quando trovi la tua strada vedrai che tutto ciò che hai fatto finora (dalla baby-sitter alla laurea in lingue) ti tornerà in qualche modo sicuramente utile!!
Puoi leggere libri, partecipare a qualche corso o workshop sull'autostima, sulla creatività.. concentrati su te stessa, sui tuoi sogni e dimenticare in un primo momento la realizzazione pratica. si tratta di "sentire" la propria strada
Sei comunque giovane.. a volte solo più tardi arriva la consapevolezza e la maturità per intraprendere nuovi percorsi.. quindi senza fretta: prenditi tutto il tempo, per "curiosare" "ascoltare" guardarti dentro e attorno... come un gioco di scoperta, come andare in giro al mercato, vai in esplorazione di te stessa e dei tuoi sogni.
A volte la magia avviene da sola: incontri una persona che te ne fa conoscere un'altra che fa una certa attività e da lì nasce uno scambio .. ecc. ecc..
Si tratta di rimanere fiduciosi, aperti ed in ascolto.
Oggi tutto il mondo del lavoro è in totale rivoluzione e anche quella carriera soddisfacente e "sicura" che un po' invidi.. è sempre più un illusione. Il lavoro a tempo indeterminato scompare con un soffio con un'azienda che chiude: è un'illusione.
Oggi occorrono persone che hanno voglia di mettersi in gioco (come te), desiderose di conoscere, imparare, di darsi da fare in prima persona, di inventarsi la propria strada. Non è una strada più facile, non è una strada priva di ostacoli e delusioni (come già sai), ma è una strada alla fine più gratificante che ti porterà alla vera realizzazione personale !
Vai esperimenta divertiti !
e tienici aggiornati :-)
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