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arrow Sto imparando a lavorare per vivere, non il contrario.


Sto imparando a lavorare per vivere, non il contrario. PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 novembre 2004
Gentile Redazione di managerzen.it e Amici Lettori. Vi scrivo per raccontarmi la mia storia...

...perche' credo questo sito e la sua Comunita' siano in grado di capire e apprezzare quello che sto, con grande fatica, cercando di realizzare della mia vita

Mi chiamo Steven e sono un Italo-Irlandese cresciuto in Australia

Fin da piccolo ho sentito il bisogno di affermarmi rispetto agli altri, le mie radici e il fatto di essere emigrante in Australia a 11 anni non furono facili realta' da accettare all'epoca, la mancanza di solidi punti di riferimento e una situazione familiare ed economica tutt'altro che rosee mi hanno sempre fatto sentire l'"outsider", il diverso, ovunque fossi

Crearmi amicizie crescendo in una famiglia sempre in movimento agli antipodi del mondo creo' in me il bisogno di cercare la mia identita' nelle maniere piu' disparate, e spesso questa ricerca fu piu' deleteria che positiva

Droga, musica alternativa, ideali senza sostanza, una ribellione al mondo e al Sistema che in fondo era solo una fuga da me stesso e la frequentazione di compagnie tuttaltro che raccomandabili durante la mia adolescenza mi portarono a trovare nell'"underground" un'identita' basata sulla disonesta', la non chiarezza, l'irresponsabilita', l'assenza di rispetto verso me stesso e verso gli altri. Certamente non un'identita' e uno stile di vita che mi avrebbero portato lontano!

Realta' spesso difficili da affrontare senza gli strumenti che nel tempo acquisi' dopo un periodo presso una comunita' terapeutica e l'aiuto (che forse mi ha salvato la vita) di persone molto positive nelle mia vita mi hanno pero' portato a rimettermi con il tempo completamente in discussione e intraprendere un cammino di auto-aiuto. Dopotutto, diceva sempre mia madre, "gli amici sono la famiglia che scegliamo di avere"

Tutto questo per premettere al fatto che oggi vivo il lavoro come uno strumento per migliorare la mia vita, e non come la gabbia imposta da una Societa' dai valori etici a dir poco discutibili

Il lavoro e' un'attivita' che occupa la maggior parte del Ns tempo per molti anni, piu' della vita sociale, del sonno o di qualsiasi altro aspetto della Ns esistenza

Ma quando iniziai a lavorare a 16 anni dopo essermi allontanato dalla mia famiglia in una situazione di grande disagio e incomprensioni sentivo dentro di me il bisogno di affermarmi in qualcosa che mi piacesse, e mi avvicinai al giornalismo musicale

Ma il mio stile di vita mi porto' a perdere questo lavoro, e allora, bisognoso di liquidi guadagnati in maniere tutt'altro che oneste, vissi anni di grande confusione cercando di far convivere la mia tossicodipendenza con una posizione di venditore porta a porta, spacciatore occasionale, studente a tempo perso e collaboratore del Governo Australiano in qualita' di Presidente dell'Organizzazione Giovani Italiani all'Estero. Avevo tre lavori dopo la nascita di mio figlio quando avevo 18 anni, e cercavo comunque di portare avanti gli studi vivendo in situazioni abitative precarie e frequentando comunque compagnie come gia' detto, "poco raccomandabili". Questo non per giudicare gli altri, ma per prendere atto che vi sono momenti nella nostra vita quando ci rendiamo conto che dentro di noi sta avvenendo un cambiamento, e se questo cambiamento non avviene anche in quelli che circondano, e' forse ora di prendere le distanze e dare a loro il tempo di raggiungere le consapevolezze che il nostro percorso di vita ci ha portato ad apprezzare

La nascita di mio figlio fu l'inizio della fine del mio disagio, non ero piu' solo responsabile di me stesso ma avrei per il resto della mia vita avuto una persona, carne della mia carne e sangue del mio sangue, a cui sentivo la profonda responsabilita' di offrire qualcosa di meglio rispetto a quello che la vita avevo riserbato a me

Questo per dire che nella vita tutto, davvero, succede per una ragione, e pur essendo ancora lontano dalla realta' che vivo oggi e al tempo ancora immischiato nel mondo della micro-criminalita' e dell'abuso di sostanze nacque in me il desiderio di cercare un altro modo di vivere, di costruirmi una realta' positiva perche' la mia realta' di allora aveva due finali soltanto: la morte o la galera! E fin tanto che ero solo a questo mondo il pensiero non mi preoccupava, ma la nascita di mio figlio mi fece riconsiderare se questo era quello che volevo, o se forse c'era qualcosa di meglio, un futuro concreto e piu' roseo per il quale lottare. Mi resi conto che c'era ancora tutto un mondo da esplorare! Un seme di speranza era stato piantato e con duro lavoro e tanta umilta' ero determinato almeno a tentare di costruirmi questa realta' diversa, di maggiore speranza e con finalita' umanitarie ed oneste piuttosto che votate all'appagamento dei miei discutibili bisogni

Per una persona come me fidarsi degli altri, accettare di avere un problema e avere il coraggio di chiedere aiuto furono un passo traumatico e umiliante.

Ero la classica persona che non chiede mai aiuto, a cui tutto va sempre bene e se non ci sono soldi, ci se li procura. In qualsiasi maniera...

La svolta venne quando mio padre decise di tornare in Italia e lasciai mio figlio con sua madre in Australia. Segui' un altro periodo molto traumatico e i problemi che mi portavo dentro, il mondo al quale ero abituato, continuavano a richiamarmi alle sostanze e all'immagine che mi ero creato di me stesso

Fu l'ennesimo arresto, all'inizio di quest'anno, seguito da un periodo in una Comunita' Terapeutica per il Recupero di Persone con Problemi di Tossicodipenza a portarmi, con grande dolore e grande fatica, a lasciar andare lentamente la corazza che mi ero creato per ritrovare una persona amica che viveva dentro di me, soffocata dalla prove della vita ma determinata a sbocciare e cercare altre maniere di vivere, di essere, di capire

Ora oggi non dico di essere fuori pericolo, anzi!

Il richiamo delle sostanze e il desiderio di tornare alla vita di strada sono sempre in agguato

Solo un confronto constante con me stesso, una visione etica e positiva della vita e l'avvicinamento alla meditazione e ad abitudini alimentari e di vita sane e oneste, l'accettazione del mio passato per quello che e' stato e la convinzione che posso fare tutto cio' che voglio purche' lo desideri davvero mi consentono di affrontare le sfide della vita in maniera onesta, chiara, meditata, responsabile e rispettosa anzitutto di me stesso e dei miei sentimenti e dei miei sogni e bisogni, che spesso vediamo come realta' astratte quando invece sono proprio quelli i segnali chiari e inconfondibili di quale sara' la prossima mossa vincente se uno a aperto a recepirli e ha il coraggio di ascoltare il proprio cuore e la propria coscienza

Gli altri, le amicizie positive che ho cercato di costruire e che so mi seguiranno nel bene e nel male fin tanto che continuero' a lottare per un futuro migliore, sono un punto di riferimento sicuro che era venuto a mancare durante la mia formazione adolescenziale e la vita in strada. Persone che confermano la mia convinzione che gli angeli nel mondo esistono davvero, ma bisogna essere aperti mente e corpo a vederli, apprezzarli, cogliere i loro segnali e lottare per tenerli vicini

Ora ho 22 anni, lavoro come assistente nel campo della comunicazione, ho un buon stipendio, una realta' positiva che mi consente di realizzare i tanti sogni che il vero io che avevo soffocato ha sempre avuto, inizio a fare volontariato per Emergency, e a breve riprendero' gli studi in Filosofia a distanza presso un'Universita' Australiana dopo aver ridato gli esami finali del College per guadagnare un punteggio piu’ alto nella Graduatoria Nazionale (al tempo dei miei studi ero concrentrato su altro e certamente non alla mia istruzione!)

In conclusione voglio solo reiterare che nella vita il passato e' esattamente quello: passato

Non credo a coloro che dicono che non rimpiangono nulla del loro passato. Credo che nella vita, che in fondo altro non e' che un viaggio meraviglioso con un'unica certezza, la sua fine, la maturazione e la crescita consista nel rivedere il proprio passato con una visione critica sempre nuova e imparare dai propri errori. Negare l'esistenza di questi vuol dire non aver ancora acquisito gli strumenti necessari a confrontarsi con se stessi e capire che gli errori non sono punti neri nel nostro cammino, ma trampolini di lancio verso nuove scelte e nuove avventure

In chiusura, cito un detto di mia madre che mi accompagna in ogni mia scelta:

"You cannot walk 40 miles in one day, but you can one mile a day for forty days"

Ed e' il viaggio il vero premio della nostra esistenza

Ma questa, dopotutto, e' solo la mia umile opinione e una storia come tante altre

Con affetto
Steven
 
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