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The dark side of the net

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The dark side of the net: ovvero, chi ha paura dei media persuasivi? Articolo di Maria Moreni pubblicato su Corriereinformazione.it.


dark-side-maria-moreni.jpgIn questo ultimo anno in Italia stiamo assistendo ad un pullulare di iniziative, tutte interessantissime, legate alla creazione di start up nell'ambito della digital economy ed i festival e gli incontri per addetti a lavori e non si sono moltiplicati in modo esponenziale.

Ho avuto il piacere di partecipare sia in qualità di speacher che in qualità di partecipante a quelle più significative e a fronte del susseguirsi di dibattiti inerenti allo sviluppo del mercato ho visto che poco o niente ha riguardato gli aspetti del “lato oscuro delle tecnologie persuasive” e meno che mai si è discusso della responsabilità sociale delle imprese persuasive.

Nel mio ultimo speech alla Social Media Week, di fronte ad una platea di addetti ai lavori, quando ho chiesto se qualcuno dei presenti sapesse cosa fosse la captologia e se fosse a conoscenza del fatto che la tecnologia può influenzare le nostre idee e scelte, nessuno dei presenti ha alzato la mano e se la psicologia del web è ignota agli addetti ai lavori, immaginiamo quanto ne possono sapere i webnauti.




Coglierò l'opportunità che mi è offerta da Corriere Informazione per parlarvi del dark side of the web.
Nel 1990 il prof BJ Fogg, docente e ricercatore dell'università di Stanford coniò il termine CAPTOLOGIA che significa Computer as persuasive technologies e dimostrò come la tecnologia e gli strumenti informatici interattivi siano progettati per modificare gli atteggiamenti, le idee, le scelte, i comportamenti delle persone.
L'importanza di questo argomento era tale da richiedere l'istituzione di un apposito laboratorio dedicato, infatti è dal 1996 che il dott Fogg dirige lo Stanford University persuasive technology Lab, dove ha scientificamente dimostrato senza se e senza ma, che i computer e le tecnologie multimediali possono farci cambiare modo di pensare e modo di comportarci SENZA CHE CE NE ACCORGIAMO.

Con l'avvento dei social media ci sono nuovi modi ancora più pervasivi di indirizzare idee, scelte , opinioni e da poco tempo esistono veri e propri corsi e manuali per diventare un operatore tecnologico persuasivo efficace, come dimostrato nel libro di Susan Weinschenk Neuro Web Design, l'inconscio ci guida nel web, edito da Apogeo.
La relazione umana con la tecnologia è vero che è entusiasmante , ma porta con se dei retroscena oscuri, perché l'abuso e la sovraesposizione agli stimoli provoca conseguenze con le quali la società si deve confrontare, che vanno dalla net dipendenza ,e nei casi più gravi, allo sviluppo di patologie ossessivo compulsive con potenziali derive nella schizofrenia, nell'alienazione e nella sociopatia.

Questo è scientificamente dimostrato da studi internazionali e dall'attività svolta dalla fine del 2009 dall'ambulatorio per le net dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma.
http://www.policlinicogemelli.it/area/?s=348&hw=5&id=3019

Se ancora non siete convinti dell'urgenza della questione, sappiate che anche in Parlamento si inizia a discutere della questione
http://parlamentosalute.osservatorioistituzioni.it/comments/542-federico-tonioni-policlinico-gemelli

Da anni l'Associazione Physeon è impegnata nel promuovere e diffondere la responsabilità sociale nelle imprese persuasive: nel 2007 abbiamo iniziato con il cluster dello Showbusiness, siamo quindi passati alla Televisione e Cinema tra il 2009 ed oggi e il 2011 sarà l'anno del settore IT.
Abbiamo sottoposto all'attenzione dei Consumatori un problema etico sconosciuto e non più procrastinabile e stiamo completando la costituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare scientifico internazionale, per sottoporre la questione dell'istituzione formale di un protocollo di responsabilità sociale delle imprese persuasive al Parlamento Europeo, dato che nessuno si è posto ancora questo obiettivo in modo chiaro, nemmeno l'America patria della net economy.
Nell'era della digital economy ci dobbiamo interrogare su nuovi fattori che impattano notevolmente sulla società civile e sui consumatori, sulla qualità della vita, sulla libertà di scelta individuale, sulla salute psicofisica degli stessi, in particolare sulle giovani generazioni.

A questo punto esorto i lettori a partecipare a questa iniziativa rispondendo a queste domande:

1. e' giusto che chi svolge un'attività persuasiva ad alto impatto, non si assuma responsabilità sociali esplicite?

2. le società persuasive, sono consapevoli del fatto che hanno responsabilità sociali e il vero impatto della loro attività sull'esperienza umana altrui?

3. i consumatori sono consciamente consapevoli della situazione e correttamente informati sull'utilizzo responsabile di delle tecnologie persuasive a tutto tondo?

4. le centrali educative ed i genitori sono consci ed adeguatamente informati circa queste problematiche?

5. Le imprese persuasive hanno le stesse responsabilità sociali delle altre o data la loro influenza sull'individuo e sulla salute ne dovrebbero avere ulteriori, più specifiche e chiare?

Mai come adesso è urgente organizzare una tavola rotonda esecutiva con gli “operatori persuasivi a tutto tondo”, per affrontare con serenità e senza criminalizzare il settore, con l'onestà intellettuale necessaria per affrontare con consapevolezza l'evoluzione della società civile, la libertà e la salute fisica e psichica dell'individuo nella net society, specie per quanto attiene l'impatto sui nativi digitali.


Articolo di Maria Moreni
Fonte | CorriereInformazione.it