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L'Impresa - Maggio/Giugno 2006 PDF Stampa E-mail
lunedì 15 maggio 2006
Zen Consulting?!?


 
Zen Consulting?!?



di Marco Granelli (rubrica Irriverisco)
Tratto da L'Impresa (inserto Meta) - Maggio/Giugno 2006
Rivista dei Consulenti di Management
Vai a www.apcoitalia.it per leggere tutto il numero di Meta pubblicato su L'Impresa di maggio-giugno






Se avete letto il libro (giustamente di grande successo) di Sebastiano Zanolli La grande differenza (www.lagrandedifferenza.it), ne sarete certamente rimasti colpiti. Anche se avete conosciuto Alcatraz (www.alcatraz.it) sarete probabilmente rimasti impressionati (intendo la Libera Università di Alcatraz diretta da Jacopo Fo, non certo la prigione). Se siete entrati in contatto con queste esperienze, avrete scoperto come esse siano collegate a un “luogo” che lascerà di sicuro il segno: www.managerzen.it. Unire professionalità e qualità della vita, responsabilità sociale e cultura imprenditoriale, non è affatto facile. Per questo ho chiesto alla ideatrice, nonché direttrice, di ManagerZen, Federica Ghetti, di venire qui a spiegarcelo. A te Federica…


“Già, non è facile. In primo luogo perché non esistono ricette pronte… niente del tipo one minute zen, insomma! Ma qualcosa si può dire. La riflessione di base è che se il lavoro è vissuto come malessere e frustrazione, non potrà che portare quale risultato altro malessere e frustrazione (disparità, illusione, inquinamento, bruttezza). L’associazione ManagerZen è nata con la convinzione che sia possibile lavorare divertendosi, magari insieme agli amici, esprimendo il proprio potenziale, inseguendo i propri sogni, in modo da produrre benessere e bellezza per sé, per gli altri e per la comunità intera: per dirla con Serge Latouche, stiamo tentando di decolonizzare l’immaginario” che reputa possibile solo un’economia selvaggia, prevaricatrice, violenta, che
sfrutta uomini e risorse naturali.


Ma visto che le rivoluzioni sono faticose (roba da uomini ed eserciti), noi partiamo dalle piccole cose che possono aiutare persone e imprese a lavorare meglio fin da subito. La prima buona notizia è che abbiamo un sacco di risorse inesplorate e inutilizzate: talento, creatività, intuito, immaginazione, emozioni. L’emisfero destro del cervello, trascurato da secoli, aspetta di essere riscoperto per lavorare felicemente insieme a quello sinistro: razionalità e risorse intuitive possono andare d’accordo e raddoppiare le nostre performance, con maggiori risultati per l’organizzazione e più soddisfazione e godimento personale!
Lavorare come automi non serve più: l’informatica e l’elettronica lo fanno al posto nostro. Possiamo recuperare il pensiero creativo e tutte le qualità umane non riproducibili dalla tecnologia e utilizzarle professionalmente nel bizzarro scenario del nuovo millennio.


Se lo stress imperversa, impariamo a meditare e ad automassaggiarci. Se il pessimismo paralizza l’azienda, sconfiggiamolo con una sessione di gruppo di “yoga della risata”. Se il futuro è incerto, alleniamo l’intuito, la capacità di visione, l’immaginazione creativa, per imparare a “leggere tra le righe” e a “captare” nuove
strade. Se la frenesia ci rende distratti e confusi, impariamo con lo zen a concentrarci, a essere presenti a noi stessi e ai nostri singoli gesti, e a compiere più lentamente e con maggiore efficacia e chiarezza i nostri compiti. Se le relazioni di lavoro sono un disastro, scopriamo l’empatia, la comunicazione attraverso il corpo, la fiducia in noi e negli altri. Se l’impresa chiede nuove idee, liberiamo i nostri talenti creativi esplorando, giocando e liberandoci dai tabù! Se i mercati sono in continuo e imprevedibile cambiamento e, come dice Zygmunt Bauman, “la modernità è liquida”, alleniamoci con il watsu in acqua calda a seguire, senza resistere, il flusso delle cose …”.






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L’intento dell’associazione culturale ManagerZen è quello di attivare una riflessione da parte di imprenditori, manager e professionisti sulla possibilità di conciliare profitto, benessere, valori umani e creatività, sviluppando e diffondendo una nuova cultura d’impresa e una nuova etica del lavoro. Opera a livello nazionale attraverso il portale Web e una newsletter settimanale inviata a oltre 6.500 iscritti. Coordina il network dei soci, organizza corsi di formazione e meeting per manager e aziende, propone eventi e incontri a Milano e a Roma con le testimonianze di manager e imprese. A luglio 2005 ha collaborato con IOè srl alla realizzazione di “Ethics in business”, in cui il Dalai Lama ha incontrato a Rimini le imprese italiane (www.iosonoqui.com). Tra le collaborazioni più significative quelle con la Libera Università di Alcatraz di Jacopo Fo, il Network Adriano Olivetti, l’associazione Castalia – fondata da Paolo Vergnani per diffondere il teatro d’impresa – e l’associazione Createca di Hubert Jaoui.

 

 
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