Un racconto Feng shui (2° puntata 28 gen. 2006)
"Quello che s'à da fà, quando s'à
da fa... S'addà fà!"
Ho vissuto spesso i lunghi giorni, spesso intere settimane,
che normalmente intercorrono tra la demolizione e la ricostruzione
degli spazi interni, ma la diversità direi, l'anomalia
di Accomodata rendono "inedita" questa ultima
esperienza.
Docile nell'accettare una procedura assolutamente necessaria
nel feng shui, rinunciò subito a seguire il mio
consiglio di tornare a visitare quello che sarebbe diventato
il suo studio non prima di un paio di mesi e, puntualmente,
ogni giorno arrivava in cantiere, quasi sentisse il bisogno
di constatare il parallelismo tra l'accumularsi delle
macerie e il sorgere in lei di una condizione emotiva
e psichica altrettanto distruttiva quanto necessaria.
Decisa ad affrontare con coraggio e con forza quello che
spesso e in diverse occasioni viene affermato per spiegare
che nel feng shui, come nella bioarchitettura, gli spazi
edificati, siano come la terza pelle dell'uomo e della
donna che li abitano.
Seduta tra le macerie Accomodata mi offre un dolce a base
di cachi e rum e mi racconta del suo passato e di come
immagina il futuro. Il passato simboleggiato dalla sua
pietra rosa che immagina collocata nell'area che vuole
destinare al relax, alla pausa dalle fatiche della vita.
Il futuro, che desidera rappresentare simbolicamente con
un ritrovamento che per giorni ricerca tra i detriti che,
solo dopo il suo scandaglio e la sua selezione, possono
venire caricati verso la discarica.
Alle foto nitide di uno spazio perfettamente rifinito
si sostituiscono quelle di una "realtà"
scarna e sfocata in cerca di identità. L'ascolto
e penso a quello spazio in cui l'area della conoscenza
è estranea, esclusa.
In lei nessun desiderio di memoria, di conferma, di salvataggio del suo passato... Solo rinascita, ripartenza, novità, in sintesi: accoglienza al futuro.
Ogni mio pensiero era anticipato dalle sue visioni, inutili
gli appelli metaforici all'analogia tra ristrutturazione
edile e ristrutturazione emotiva. Accomodata rifiuta la
verbalizzazione e la concettualizzazione della condizione
umana.
A me non restava che assistere, accompagnare e, ora che
i lavori hanno superato una fase sempre triste e difficile
da descrivere, testimoniare i giorni che durante quella
fase furono sempre di pioggia nonostante la stagione estiva.
Poi finalmente il sole e la soddisfazione di Accomodata
quando vede appoggiati sul pavimento quelli che per tutti,
allora come ora, sono semplicemente due grossi macigni
di pietra locale, il cosiddetto oro nero ovvero la dolce,
robusta e al tempo stesso duttile ardesia ... Ma a luglio
non ci sono cachi sugli alberi! Eppure li ho visti e assaggiati
i frutti di Accomodata!
Magicamente trasportati nelle stagioni, tanto che il
futuro sembrava riuscire a essere nello stesso tempo
la riproduzione fotografica del passato e la rassicurazione
estetica, tattile, gustativa, olfattiva, uditiva ed
emotiva di un evento vissuto nel qui ed ora.
Darsi tempo, nel feng shui è fondamentale.
Seguire i tempi naturali lo è altrettanto.
A volte succede che i tempi si mescolano, si smarriscono,
si ripetono, si dimenticano. Anni e anni di vita cancellati
dal calendario, anche di quello degli anni ancora a
venire.
Cambiare casa necessita di svolgere due processi mentali
opposti tra loro. Ricercare il nuovo e abbandonare tutto
quanto fino a ieri ci vestiva e ci proteggeva.
Sapere da dove si parte e capire dove si vuole arrivare.
Più il cambiamento è drastico e più
si sviluppa il conflitto tra le parti che necessitano
una nuova stabilità e quelle che propendono per
la conservazione.
Accomodata non voleva grandi cambiamenti nella sua vita
quanto cambiare il modo in cui fare le cose da fare
e voleva farlo seguendo l'arte raffinatissima del feng
shui.