La cura per i dettagli infinitesimali è una
fissazione maniacale nella cultura cinese che ci è
stata tramandata dalla civiltà di oltre tremila
anni fa.
I principi generali sono intrecciati analogicamente
tra loro in quanto notevolmente facilitati dall'espressione
del segno grafico invece di quello della parola.
All'inizio il feng shui sembra come quando si fanno
due discorsi contemporaneamente o più pensieri
o più azioni, tutto nello stesso istante.
A casa di Accomodata, manca solo il caminetto, ma c'è
tempo... è ancora primavera.
..."Rispetto alla porzione della proprietà,
la percezione dell'orientamento e quello della bussola
possono non coincidere?".
"Ogni volta che lo spazio costruito si dispone
diversamente dall'orientamento in cui le pareti siano
parallele o perpendicolari all'asse nord-sud"
"Casa mia...?"
"Blu per il nord, rosso per il sud, giallo per
nord-est e sud-ovest, verde per est e sud-est, grigio
per ovest e nord-ovest. Spalle a nord le finestre sulla
parete rossa guardano a sud. Sembrerebbe. Guarda la
seconda figura. L'ottagono al centro. Lo vedi il nord?"
"Quello blu?"
"Giusto! La bussola svela che il nord è
32* ruotato rispetto alle pareti. Se fosse una persona,
potrei dire che ti sta guardando di tre quarti..."
"... Sinistra...:-) che diceva Flaubert? Quando
si guarda la verità solo di profilo o di tre
quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che
sanno guardarla in faccia".
"Apre da est a nord-ovest... direi che può
considerarsi "una persona" aperta e simpatica:-)"
"... o magari sei troppo buona, ma che fatica il
nord sotto!"
Tutto il feng shui si guarda dal sotto in sù.
Dal piccolo al grande. Ogni cosa. Del resto le immagini
che vengono memorizzate sono sempre come se si guardasse
un film, cioè sono davanti a noi. Se osservassimo
la realtà da vicino, con il viso appiccicato
alle pareti come potremmo farci un'idea del contesto
generale, delle proporzioni, del contenuto e delle forme?
Il feng shui allena a guardare come da seduti su una
poltrona con un alto schienale e comodi braccioli. Dietro
lo schienale è come se vi fosse un cartello come
quello delle sedie dei registi ma invece di esserci
scritto regista c'è il nord. Questo abito mentale
fa sì che l'uomo e la donna siano o diventino
la porta di accesso alla lettura del paesaggio e di
quanto vi si trova.
Ora se devi disegnare una stanza
prima ricostruisci l'immagine e di norma questa visualizzazione
mette il soggetto/spettatore all'inizio, cioè
in basso, e poi a salire le pareti laterali e davanti,
cioè in alto, la parete più lontana.
Dovendo
disegnare una nazione si applica lo stesso principio.
Se vieni dal mare metti in basso la Sicilia, se arrivi
dai monti metti in basso le Alpi. Ma se vuoi rispettare
l'orientamento reale dell'Italia sei tu che devi cambiare
posizione e scegliere la visuale come se l'accesso fossero
appunto le Alpi che si trovano a nord. Dunque nella
vita disponiamo di indicazioni che derivano dagli orientamenti
reali degli spazi oppure dalla percezione degli orientamenti
relativi al luogo, al tempo, alla persona.
La relatività è data da ciò che intercetta il percorso
del sole. Una finestra a est riceve luce all'alba, ma
la presenza di un palazzo o di un monte in quella direzione
faranno ritardare l'arrivo della luce e viceversa nel
percorso che porta al tramonto. Allo stesso modo, avere
il mare di fronte per un ligure non porta necessariamente
al dato di fatto di guardare a sud.
Le direzioni che
si prendono nella vita sono altro da quelle che la vita
decide di prendere. Possiamo incedere, inciampare, zig-zag-are,
come vogliamo. Possiamo seguire o ignorare i consigli
che ci indicano le direzioni favorevoli e le discriminano
da quelle meno favorevoli. Nelle culture antiche questa
libertà era più limitata. Al pari delle
piante e degli animali, l'essere umano aveva maggiori
cognizioni e dimestichezza degli orientamenti.
Sembra
oggi che le stagioni si siano perse perchè l'uomo
e la donna non hanno interesse e attenzione per le direzioni
e gli orientamenti naturali preferendo a questi quelli
solo relativi: denaro, successo, ecc. ecc. Invece ciascuno
ha un suo posto ben orientato nel mondo e delle direzioni
precise da in-seguire.
In senso geografico ciascuno
risuona con un determinato orientamento e nessuno si
sognerebbe di piantare un cactus al polo nord! Il fatto
che l'uomo e la donna possano muoversi per il pianeta
non dimostra che scegliere l'est, l'ovest, il sud o
il nord sia indifferente alla parte di noi che in maggiore
misura di quella a noi nota è completamente oscura
e silente.
Discorso filosofico? Forse, ma la chimica
sembra dimostrare che non lo sia. Il ferro contenuto
nel sangue umano porta (meglio dire portava) gli individui
a riconoscere con naturalezza il nord che con il suo
magnetismo attira questa sostanza tanto da favorirne
lo scorrimento e consigliare di posizionare la nuca
in quella direzione per un migliore riposo durante la
notte così come facciamo spontaneamente da bambini
anche quando il letto è diversamente orientato.
Da grandi ci si muove, ci si adatta e... ci si ammala.
Da Palermo a Milano passando per il Giappone sarebbe
troppo, ma capita che in altre tipologie di viaggio
ci si trovi a vagare per anni e per chilometri in cerca
di una direzione fortunata in cui smarrire il senso
di disorientamento che è immaginabile ad esempio
per un punto nello spazio dell'intero cosmo.
Invece, direi fortunatamente, siamo "ancorati"
a una gravità che ci dà senso, direzione
e orientamento nello spazio e nel tempo. Tanto vale
tenerne conto. Una volta identificato il nord allarghi
il gioco. Il centro è quello che ciascuno determina
a seconda delle necessità e del soggetto analizzato.
"Sì, vedo la casa piccola piccola, la strada,
il bosco verde in basso e in alto l'uliveto"
"...uhm... sai? Ho deciso per la dispensa"
"Quale? Questa??"
"Perchè no?"
"Ottimo, ma hai presente quanto ci vorrà?"
"Già!"
"Bene, allarghiamo... in alto il mare, sotto la
città e la strada che passando una galleria e
un ponte per scorrere oltre la casa tra gli alberi..."
"Questo conta quando partirò...
"Certamente. Se quel periodo sarà bene andare
a sud-ovest, dovrai essere più prudente se vorrai
andare in un'altra direzione. A proposito, quando parti?"