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Il Feng shui nell'attività formativa PDF Stampa E-mail
venerdì 14 luglio 2006


Schema per la disposizione d'aula, la gestione del gruppo e quella dello stress (del docente)...


E' buona norma verificare preventivamente l'aula scelta per la formazione, la conferenza o l'incontro con un gruppo abbastanza folto di persone così da evitare di trovarsi impreparati o impreparate a fronteggiare grandi e piccoli inconvenienti.

Sono infatti moltissimi i fattori ambientali e architettonici che possono incidere sulla concentrazione di chi parla e di chi ascolta: dal rimbombo della voce in ambienti con soffitti molto alti all'assorbimento acustico dei materiali e degli arredi, dagli effetti di controluce accecante dati dalle finestre poste alle spalle di chi parla (o di chi ascolta) a una errata regolazione della temperatura della stanza, dalla presenza di barriere architettoniche e visive alla disposizione della platea e così via...

Ogni ambiente ha poi delle caratteristiche specifiche che ce lo fanno piacere o che ci creano disagio al punto di compromettere la nostra prestazione o il nostro apprendimento.

Il Feng shui consiglia quindi per prima cosa di verificare la possibilità di disporsi in modo conforme al proprio orientamento personale (se non è possibile meglio disporre chi parla con la nuca a Nord - favorisce la concentrazione - e chi ascolta con la nuca a Sud - tiene sveglia l'attenzione) e di prendere contatto con i diversi orientamenti in modo da 'famigliarizzare' con lo spazio e costruire punti di riferimento per una 'ri-carica energetica' durante le lunghe ore di aula (o conferenza).

A chi parla in pubblico in un luogo chiuso il Feng shui consiglia di disporsi in modo da avere alle spalle una parete senza porte, finestre o spigoli, il controllo della porta o delle porte di accesso e la percezione della qualità del suolo.

L'identificazione dei punti di intersezione (detti nodi geo-patogeni) dei reticolati che producono i campi elettromagnetici naturali può infatti risultare utile sia in caso di caduta di energia che in quello sovraeccitamento o nervosismo non solo di chi parla ma anche di chi ascolta.

Più spesso di quanto molti possano immaginare, interruzioni, atteggiamenti critici, insofferenza, disattenzione, azioni di disturbo, distrazione, sonnolenza da parte della platea o degli studenti sono dovuti proprio alla casualità di trovarsi in una zona 'geopatogena' oppure sotto la 'minaccia' di un trave del soffitto o l'aggressione dello spigolo vivo di un mobile, di un muro o di una costruzione esterna che sia visibile per la persona o il gruppo.

Ecco allora che invece di esasperarsi con polemiche che rischiano di trascendere o di disperarsi per i tentativi falliti di spegnere gli sbadigli è meglio concedersi una pausa e successivamente proporre attività, esercizi, esperienze che comportino lo scambio di posto e una diversa sistemazione dei 'soggetti problematici' (una breve permanenza in ambiti perturbati non arreca alcun danno!).

E se ancora non basta... provate a calcolare l'energia dominante della persona e a collocarla 'di forza' nell'ambito governato dall'elemento capace di contenerne o stimolarne l'energia (vedi Cinque elementi).
 
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