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Seconda puntata - Secondo capitolo PDF Stampa E-mail
giovedì 13 luglio 2006


Le mie frequenti visite e stravaganti richieste hanno attirato l'attenzione del direttore della biblioteca che vuole assolutamente saperne di più sul Feng shui. Ci accordiamo per una 'visita guidata' durante la quale mi racconta che su quella collina, nel luogo dove adesso c'è la biblioteca, sorgeva un monastero e forse, prima ancora, una chiesa celtica che nei pressi aveva una fonte sorgiva dalle proprietà miracolose. Lo seguo con attenzione annotando ogni parola così da poter successivamente approfondire ogni particolare.

Tornati nel suo ufficio mi procura tutto quello che può servire a un'analisi delle origini del luogo. Mi sento come il geomante che indaga per individuare i punti energetici su cui edificare ma invece che aggirarmi tra gli alberi, i prati e i ruscelli, mi stavo a malapena orientando tra antichi papiri e consunte riproduzioni di quella che doveva essere quella collina prima di essere invasa e ricoperta dal cemento.

Mettendo insieme più tavole fu possibile disegnare la geografia del sito dove emergevano chiaramente Drago, Tigre, Tartaruga e, ai piedi della collina, dove adesso cƒera una delle piazze principali da cui partono molte vie nelle diverse direzioni, la Fenice sotto forma di una baia marina in cui probabilmente la sorgente andava a fluire.
Ma la scoperta più sorprendente fu quando notammo che l'attuale baricentro dellƒedificio era in perfetta coincidenza con lƒabside della cappella del precedente monastero e che quel punto veniva illuminato dalla luce del sole grazie a una finestra rotonda posta nel soffitto sovrastante.
Ne seguì una lunga conversazione sull'esistenza di relazioni (a mio parere molto più che occasionali coincidenze), tra i criteri che identificano i luoghi sacri in Occidente come nella lontana Cina anche in tempi relativamente vicini, mentre non restava che verificare che lƒorientamento dell'ingresso principale della costruzione fosse effettivamente quello indicato dalle piante.
Ne approfittai per controllare con la bussola anche gli altri affacci, sempre seguita dal direttore che insisteva per avere maggiori informazioni sul funzionamento dei Quattro Animali Celesti.
Ero proprio in crisi perché, come spesso accade con le cose cinesi, anche il funzionamento di Tartaruga, Drago, Tigre e Fenice è complesso da spiegare. Innanzi tutto varia a seconda che lo spazio esaminato sia letto dall'esterno oppure dallƒinterno. Ad esempio, guardando una casa dal suo principale affaccio esterno avremo sempre di fronte a noi la Fenice, alla nostra sinistra il Drago, alla nostra destra la Tigre e, infine, la Tartaruga dove è posto il retro, ma una volta all'interno lo schema si ribalta e indipendentemente dall'orientamento geografico e dai riferimenti esterni, saremo in una posizione tale per cui alle nostre spalle avremo sempre la Tartaruga, davanti a noi la Fenice, alla nostra sinistra il Drago e alla nostra destra la Tigre!
Alla fine concordiamo che applicare nella vita questa impostazione ci consente di orientare al meglio noi stessi nello spazio perché essendo noi figure a tutto tondo, percepiamo lo spazio e le energie da tutti i lati del nostro corpo quindi, se aderiamo al modello che ci dice che se abbiamo una buona Tartaruga (protezione) alle nostre spalle ci sentiamo più sicuri, se ci alleniamo a realizzare questa condizione, ben presto saremo in grado di riconoscere la precarietà di una posizione oppure, nel senso di incertezza che alle volte avvertiamo in un luogo, la sensazione, appunto, di avere 'le spalle scoperte'.

Lƒidea mi ha messo di buon umore e decido di finire la giornata passeggiando per la città a riconoscere ciascuno dei Quattro Animali Celesti nascosti nella forma delle nuvole, degli alberi e del terreno e mentre il mio sguardo corre sui crinali delle colline per ripulirli dal cemento e identificarne le forme, la nebbia che mi aveva fino a quel punto circondato assume le forme più fantasiose di Draghi, Tigri, Tartarughe, Guerrieri e Fenici in una allegoria fantasmagorica di espressioni a volte gaie a volte violente altre volte appesantite dal ricordo degli eventi a cui avevano assistito o che li aveva nel tempo soffocati e imbrigliati.
La sera arrivo a casa stanchissima, mi addormento sui disegni e sogno.
Ero in un posto che non ricordo di aver realmente conosciuto e parlavo a un gruppo di persone disposte in circolo intorno a me.
Ricordo che per allentare lƒemozione cercavo appoggio nel tavolo alle mie spalle su cui erano posti un vaso di fiori, un incenso acceso, dei pennarelli, della carta e una lavagna luminosa, alla mia destra una parete con al centro una fontanella da cui seguitava a uscire gorgogliando un piccolo getto dƒacqua e su un lato una grande porta scorrevole, alla sinistra una parete con tre finestre e di fronte, cioè alle spalle del gruppo, una parete con delle sedie verdi ordinatamente appilate.
Il pavimento era di legno e quando mi muovevo scricchiolava, dal soffitto scendevano quattro lampadari a forma di boccia di vetro opaco.
Ricordo di avere detto esattamente queste parole:

ƒCosì come ogni strumento musicale esprime una medesima nota con un carattere che possiamo definire 'proprio' così i Cinque Elementi conferiscono alla materia, alle forme, alla funzione a esse assegnata dallƒuomo e dalla donna, agli esseri e agli spazi naturali e costruiti un 'proprio' carattere. In analogia con la metafora musicale possiamo dire che lƒinsieme delle sonorità espresse da unƒorchestra corrisponde in qualche misura alla commistione, alla relazione, allƒinterazione dei Cinque Elementi in una sinfonia che si definisce armonica quando la melodia è eseguita con la giusta successione dei diversi strumenti e disarmonica quando al contrario gli orchestrali procedono in forma disordinata. Il direttore dƒorchestra è lƒelemento moderatore, colui che riconosce, segnala e controlla i diversi componenti dellƒorchestra, la sinfonia è il risultato e cioè è il prodotto che prende il nome di Qi quando trasportiamo la metafora allƒinterno del funzionamento dei Cinque Elementi e cioè in quella che si può dire la teoria centrale del Feng shui"


Continua
 
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