In
uno dei miei seminari sulle relazioni interpersonali, che
avevo intitolato "Avere il coraggio di stabilire un contatto",
avevo chiesto ai partecipanti di provare a dedicarsi al loro
lavoro anima e corpo per un'intera settimana. Chiesi loro
di agire "come se" da ogni loro gesto potesse scaturire
un importante e significativo cambiamento in tutto l'ambiente
circostante. Durante quella settimana avrebbero dovuto continuare
a porsi una domanda chiave:
"Se
qui io contassi davvero qualcosa,
come mi comporterei? "
Avrebbero
dovuto agire sulla base delle risposte che trovavano un giorno
dopo l'altro. Peggy, che lavorava in un'agenzia di pubbliche
relazioni, non ne voleva sapere.
Odiava quel lavoro e lo avrebbe mollato non appena ne avesse
trovato uno migliore. Per lei ogni giornata di lavoro era
un autentico calvario: continuava a fissare l'orologio, senza
aspettare altro che le le ore scivolassero via a una a una.
Nonostante il suo scetticismo, finì per accettare quel
test; in fondo si trattava soltanto di una settimana. Avrebbe
provato a dedicarsi a quel lavoro "facendo finta"
che la sua presenza in quell'azienda avesse davvero senso.
Quando
Peggy si ripresentò al nostro incontro, la settimana
seguente, non potevo credere alla differenza nel suo livello
di energia. Con tono entusiasta, ci raccontò cosa le
era successo.
"Per prima cosa ho deciso di ravvivare un po' l'ufficio,
che era piuttosto lugubre, con qualche piante e con un paio
di poster. Poi ho incominciato a dedicare più attenzione
alle persone con cui stavo lavorando. Quando qualcuno si dimostrava
scontento, chiedevo subito se ci fosse qualcosa che potevo
fare per lui, o quale fosse il motivo del suo disagio. Ogni
volta che uscivo per il caffè, chiedevo agli altri
se avessero bisogno di qualcosa. Ho preso anche l'abitudine
di complimentarmi con i colleghi. Ho persino invitato due
persone a pranzo. Parlando con il mio capo ho espresso la
mia ammirazione per uno dei colleghi (di solito penso solo
a vendere bene me stessa!)".
Peggy
si era anche chiesta in che modo potesse migliorare la sua
efficienza: "Innanzi tutto ho deciso di non lamentarmi
più del mio lavoro.. Anzi, mi sono resa conto di essere
una bella rompiscatole! Ho deciso di prendere io stessa l'iniziativa,
e ho persino proposto qualche buona idea, che ho già
cominciato a far fruttare". Peggy avevi infatti preso
a fare una lista delle cose che voleva portare a termine durante
la sua giornata lavorativa, organizzandosi in modo da realizzare
i suoi buoni propositi. "E' stato sorprendente scoprire
quante cose potevo fare, semplicemente concentrandomi sul
mio lavoro!", continuò nel suo racconto. "Inoltre,
grazie a quel coinvolgimento, le giornate sono passate tutte
in un baleno. Sulla mia scrivania ho sistemato un monito:"Se
qui io contassi davvero qualcosa, come mi comporterei adesso?".
Ogni volta che ricominciavo ad annoiarmi, c'era quella scritta
che mi ricordava di impegnarmi al meglio. Mi ha aiutata moltissimo".
Che
cambiamento in una sola settimana! E tutto grazie ad una semplice
frase! Quelle parole avevano aiutato Peggy a sentirsi connessa
alle persone che condividevano con lei l'ambiente di lavoro,
e a sentirsi parte della sua stessa impresa. Ormai non importava
più che Peggy decidesse di lasciare o no quell'impiego,
perchè in ogni caso aveva imparato a trasformare la
sua perczione dell'esperienza lavorativa.