Inizi di marzo - inizi di aprile
Esagramma n° 11 - Tai
La Pace, La Prosperità
Nella sequenza del Calendario, dopo il 19 L’Avvicinamento, riferito ai primi inizi del risveglio primaverile, viene l’esagramma 11 Tài La Prosperità, La Pace, Il Pervadere, esagramma cardinale che viene riferito al periodo intorno all’equinozio - da aequus, uguale, e nox, notte - di Primavera; infatti, alle date dei due equinozi, di Primavera il 21 marzo e di Autunno il 23 settembre, il giorno e la notte sono uguali in tutti i luoghi della Terra. E’ importante ricordare che, per i cinesi, la stagione primaverile è già cominciata con il giorno del capodanno cinese (questo 2007 è l’anno del Maiale). Nella tradizione di quel popolo e di quella terra, infatti, gli equinozi e i solstizi non rappresentano l’inizio ma il centro delle stagioni, il loro culmine.
significato dell'esagramma Tai
L’ideogramma Tài, può significare: grande, potente, supremo, esteso, abbondante, prospero, fastoso, prodigo; anche permeare, arrivare dappertutto, diffondersi, comunicare.
E’ formato da due parti. Sotto, una variante del segno dell’acqua che evoca soprattutto caratteristiche di fluidità e fecondità (attenzione: questa non è la stessa metafora dell’acqua del trigramma Kan). Sopra, una persona dentro l’acqua che si serve delle sue due mani per coltivare il suo riso nell’acqua che scorre ed in totale armonia con l’ambiente, grazie all’incontro di Cielo e Terra. La prosperità della risaia dipende dal lavoro nell’acqua di questa persona, in modo deciso e perseverante. Da questo incontro, che racconta della fluidità primaverile, l’ideogramma complessivamente prende il suo senso principale di grande, supremo. E’ bene ricordare, a tale proposito, che Tai, in Cina orientale, era la più importante delle cinque montagne sacre. Essa si trova al centro di un vasto altopiano molto fertile e viene tuttora riconosciuta come uno dei rari posti dove il Cielo e la Terra si toccano, sono in relazione.
Il Responso Strategico.
Qian e Kun sono i due trigrammi componenti la figura. Il cielo sotto e la terra sopra sono in relazione: la direzione della Terra, infatti, è verso il basso e quella del Cielo verso l’alto. In questo esagramma queste due forze primordiali si incontrano e si uniscono in modo fecondo, c’è scambio ed equilibrio tra yin e yang. L’energia potente della natura (simboleggiata dal cielo), che in inverno si è accumulata nelle radici (dentro la terra), inizia la sua ascesa verso i rami spogli degli alberi e, salendo, si rende patente proprio all’equinozio, attraverso lo schiudersi delle gemme ed il fiorire dei bulbi.
Per quanto concerne le singole linee, viste nel loro complesso rispetto all’esagramma del mese precedente, si può notare che le linee yang, salendo dal basso e mettendo tutto in movimento, raggiungono ormai la metà della figura. Esse, entrando in contatto ed armonizzandosi con le linee e la forza yin sopra di loro, danno l’idea di grande fecondità e lasciano intravedere la loro ulteriore crescita, quella che porterà poi all’estate. Se c’è armonia e contatto, c’è anche comunicazione ed espansione ed allora ogni cosa è pronta per essere fatta al momento opportuno e nel posto giusto.
Il Responso. L'esagramma Tài ci dice che disponiamo di un grande potenziale armonico di espansione e comunicazione in tutte le direzioni e ci invita pertanto ad attuare la cosa giusta perché è anche il momento giusto per farla accadere e per poi farla durare.
Vivere, simbolicamente dentro di noi, una situazione primaverile significa mettersi in accordo con questo movimento possente che sta avanzando e comportarsi in modo da accompagnarlo e favorirlo mentre cresce, senza necessariamente volerne controllare e prevedere (come è abitudine per noi occidentali) i frutti che porterà.
La crescita e la diffusione armoniose avvengono in tante direzioni diverse.
Godiamoci dunque questa fase della Natura perché, per rivedere e rivivere lo spettacolo primaverile che ci offre, dovremo aspettare l’anno prossimo: non è forse questo un buon motivo per apprezzarlo per quello che è, un momento di vita carico di progetti e speranze?
Il Tao Te Ching (Dao De Jing) nella “stanza n°64” (Laozi – Einaudi 2004) dice:
Facile è trattar con ciò che è calmo e in pace,
Idear le cose prima che dian segno,
...
Ordine stabilisci quando il disordine ancora non è comparso.
Quell’albero il cui tronco stenti ad abbracciare, da un butto finissimo è cresciuto,
Quella torre di nove piani, da un canestro di terra è sorta,.
I Ching del ManagerZen
Il potenziale di situazione
Il manager si trova in un momento di effervescenza e di positività reciproca con il suoi referenti, sia in linea orizzontale che verticale, e le potenzialità possono svilupparsi nei due sensi di bottom-up e up-bottom. La gratificazione è resa possibile: naturalmente sia verso sé che verso l’altro da sé! I fattori portanti per lui, in questo momento, devono essere: tolleranza, creatività e mutua fiducia. I rapporti sociali e professionali del manager (oltre che la sua vita di coppia) attraversano una fase di equilibrio, sulla quale – proprio per questo – bisogna vegliare consapevolmente (alcune delle linee mobili, infatti, celano dei pericoli). Come in tutti i momenti fecondi anche questo chiede di essere benignamente sfruttato per le grandi potenzialità che cela in tutte le direzioni.
Il cibo del ManagerZen
Il carburante dell’efficacia
E’ importante sempre ricordare che noi ci alimentiamo, non solo con le sostanze nutrienti contenute nel cibo (proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali), ma ci nutriamo anche degli aspetti energetici e simbolici di cui i diversi cibi sono portatori. E dobbiamo pure ricordare, in conseguenza, che i sintomi delle malattie non sono solo un richiamo del passato da abbattere come un ostacolo o una piaga da cicatrizzare, ma una memoria da ritrovare, un invito rivolto al futuro ed a porci la domanda: “Cosa mi sta chiedendo? – A cosa m’invita? – Verso dove mi vuol condurre?” La malattia, in altri termini, è una “responsabilità” nel senso etimologico del termine, cioè una “respons-ability”, un’abilità nel dare le risposte appropriate!
E’ da poco finito il Carnevale, l’ultimo periodo utile prima della Quaresima per rimpinzarsi di zuccheri (vino e dolciumi) e carne (che vanno tanto bene insieme). Si compiono le ultime trasgressioni alimentari prima di provvedere alle pulizie primaverili del corpo ( e non solo della casa).
La primavera è il periodo del digiuno per lo stretto legame esistente tra quest’organo e lo sviluppo spirituale dell’uomo. La stagione è infatti una tappa religiosa dell’anno che affonda le sue radici persino nelle feste pagane e precristiane, perché l’uomo ha da sempre sentito il bisogno di purificarsi in primavera per rendersi più leggero in previsione dell’estate, e non solo esteriormente!
Ecco dunque il significato anche pratico, oltre che penitenziale/spirituale, della Quaresima (etimologia da quadragesima, quaranta giorni, quattro domeniche prima di Pasqua a far tempo dal Mercoledì delle Ceneri (quest’anno il primo marzo). Dunque il Carnevale è “carnem levare” (latino tardo-medievale) perché la carne, ricordiamolo, è soprattutto “grasso” (saturo) prima ancora che proteine (come risulta dalla definizione di “martedì grasso”, appunto!) Mangiarne tanta tutti i giorni fa davvero male: adesso è dunque il momento in cui ci dobbiamo disintossicare. Il fegato è l’organo che deve gestire tutte le sostanze in eccesso e piene di tossine, come l’alcol, la cioccolata, la nicotina, la caffeina o l’aspirina che dir si voglia.
In M.T.C. la PRIMAVERA è collegata all’elemento LEGNO (albero-vento) e, nel corpo, agli organi del fegato e della vescicola biliare (cistifellea).
Le caratteristiche dell’energia Legno sono equivalenti a quelle del Vento, come soffio di vita animatore e fecondatore; legno e vento, infatti, hanno in comune l’energia ascendente, la penetrazione, l’avanzamento/indietreggiamento, la trasmissione, lo scambio. Nella filosofia greca l’elemento analogo era quello dell’ARIA, che, spingendosi con energia costante ascendente, diventa VENTO.
C.G.Jung dice: “Come il vento penetra morbido in ogni luogo, così esso pervade ogni cosa producendo una ‘realizzazione’”. Basta osservare consapevolmente un prato in primavera per meravigliarsi e stupirsi del pulsare della vita che rinasce in una varietà di movimento e colori, suoni e odori, animali e fiori. Tutto questo lo possiamo, e dobbiamo, sentire anche dentro di noi (“ciò che è dentro è fuori”, diceva Goethe): una nuova brezza, l’alimentarsi di un nuovo soffio vitale, ma anche un impeto di rabbia che autonomamente si alza come vento impetuoso dal ventre per salire verso il torace, fino alla gola e alla testa sotto forma di ira irrefrenabile. All’elemento/energia Legno sono associati la vescicola biliare e il fegato.
Quest’ultimo, infatti, sembra come cresciuto dal basso verso le parti alte dove i suoi lobi fanno pensare ad una pianta. La sua funzione, analogicamente, è quella di andare e venire liberamente senza ostacoli, il più lontano possibile fino alle estremità dei rami e delle radici del corpo umano (attraverso il sangue). Esso permette lo stoccaggio delle sostanze nutrienti e determina la qualità complessiva dell’energia. Gioca un ruolo fondamentale, drenando le tossine, nella disintossicazione del plasma.
Il sangue, che riceve impulso dal Cuore, ha quindi anche l’incarico di trasportare le emozioni; per cui – se il fegato non ha lavorato bene – la qualità delle emozioni e dei sentimenti non sarà buona. Il vento, così come la collera, è un fattore patogeno del fegato perché ne rappresenta il suo elemento di potenza ma, proprio per questo, anche di vulnerabilità. Il fegato non esiste senza collera, ma ha la funzione di controllare e dominare questo improvviso alzarsi di vento interiore per evitare uno squilibrio, che porta poi ad una patologia. Dunque, se ci si sveglia arrabbiati, la mattina, può trattarsi dell’energia del fegato che non può fluire liberamente nella fase ascendente delle prime ore del mattino ed allora si libera di tanto in tanto proprio come fa un vulcano, in maniera esagerata, con scoppi d’ira.
Primavera in cucina: durante la stagione primaverile, con la sua energia ascendente, leggera e rinfrescante, è necessario alleggerire il fegato e quindi smaltire il molto sale, le lunghe cotture, soprattutto al forno, e i tanti grassi, accumulati durante l’inverno allo scopo di meglio sopportare il freddo. E’ necessario diminuire tutto il cibo che ha energia pesante e discendente perché ciò ostacola l’energia polarmente opposta del fegato che invece si deve manifestare completamente in questo periodo dell’anno. Tra i cibi che hanno una energia VENTO/LEGNO, ascendente, figurano soprattutto le verdure a foglie verdi con direzione di crescita verso l’alto come le cime di rapa, la catalogna, i porri, i cipollotti, la bietola, insalate ed erbe di campagna, i porri, le foglie dei ravanelli, etc. Tra i cereali più indicati in questa stagione ci sono: l’orzo innanzitutto (con il suo malto), frumento, segale, avena, bulgur, cous cous. Anche tutti i cibi e le bevande fermentate rientrano in questa tipologia energetica: tra essi bisogna naturalmente sempre scegliere e consumare preferibilmente miso e tempeh.
L’energia Legno è collegata al sapore acido, quindi ci fanno bene particolarmente i crauti, l’aceto di riso, di umeboshi, di mele, il limone, etc. che hanno un effetto sul corpo ascendente e rinfrescante.
Anche tempi e metodi di cottura devono iniziare lentamente a modificarsi rispetto all’inverno: si comincerà quindi a ridurre i tempi ad usare più sovente metodi, oltre alla bollitura, come la cottura a vapore e la scottatura, diminuendo gradualmente i prodotti secchi e da forno, che sono più indicati per i rigori del freddo. Ricordiamoci pure di non mangiare molto tardi la sera e, se capita, di farlo in modo leggerissimo perché e proprio nel corso della notte che il fegato manifesta la sua piena vitalità purificatrice del sangue e non desidera essere impegnato e sovraffaticato più del normale! Per le malattie e i disturbi del fegato, ci si deve prima chiedere sempre perché l’energia che sta ascendendo si fermi per ristagnare in quell’organo: si esagera forse con cibi pesanti? Se questa è la causa, per liberarci della malattia dobbiamo aiutare il corpo ad usare alimenti migliori e, cioè, in questo caso, oltre ai cibi “centrati” come cereali integrali e legumi, tante verdure a foglie verdi, con energia ascendente.
a cura di Andrea Biggio
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