| Mobilita' sostenibile? Arriva Jungo |
| Friday 06 October 2006 | |
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Una rivoluzione ‘dal basso’ Jungo (si pronuncia come è scritto!) è un movimento di persone (ad oggi circa 700) che lanciano una sfida estremamente ambiziosa, e cioè che sia possibile ridurre significativamente il traffico nel modo più semplice: l’imbarco ‘a vista’ sulle automobili transitanti! Per loro, la rete stradale è un reticolo di nastri trasportatori potenzialmente pronti all’uso di chiunque ne voglia beneficiare: diffusi ovunque. Così concepita, la mobilità diviene un problema di come sfruttare una risorsa incredibilmente sottoutilizzata, consistente appunto in tutte le automobili che viaggiano con 3-4 posti vuoti. E’ noto che l’indice di riempimento in Italia è solo il 24% del disponibile (1,2 passeggeri per auto). Tutti quelli che riescono a inorridirsi alla vista del fiume di auto vuote che ingombrano le nostre strade, e che vorrebbero fare concretamente qualcosa per il protocollo di Kioto, troveranno davvero interessante questa nuova e inedita strategia della mobilità. Uno studio di fattibilità tecnica ed economica ne afferma l’efficienza pratica e la sostenibilità anche senza fondi pubblici.
L’associazione che sta promuovendo “Jungo” avverte che, come per tutte le reti, l’efficienza del sistema implica una massa critica di utenti, e quindi Jungo potrà partire solo dopo raggiunto un certo grado di ‘inculturazione’.
Da un punto di vista meramente meccanicistico, se tutti si facessero l’autostop reciprocamente (sfruttando il concetto di ‘nastro trasportatore’ di cui si è detto), si ridurrebbe il numero delle auto fino all’80%. Sul piano pratico c’è però un problema: è risaputo che l’autostop funziona solo in una marginalità di casi. a) paura dell’altro; b) convenienza economica unilaterale (il vantaggio è solo del passeggero)
La terza remora, il timore di un “tempo di attesa troppo lungo”, è solo la conseguenza diretta delle altre due!
b) convenienza economica bi-laterale , e non uni-laterale. Solo se rispetta questi due fondamentali “vincoli costruttivi”, Jungo può pretendere di “fabbricare” una modalità di spostamento diffusa e potenzialmente di massa (tolte le remore, rimangono la simpatia, il divertimento, il risparmio globale…). Facendolo, da’ risposta al problema posto nel titolo, di trasformare il traffico in una risorsa individualmente sfruttabile.
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Enrico Gorini, ideatore e presidente di Jungo sarà ad Alcatraz il 21 e 22 ottobre per presentare ai soci ManagerZen questo intrigante progetto
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