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A cura di Eugenio Guarini
arrow Amore e Analisi creativa


Amore e Analisi creativa PDF Stampa E-mail
lunedì 21 giugno 2004
Riflettiamoci un momento. Per bene - in altre parole da persone innamorate e ricambiate. Come nel gioco degli angeli.
Abbiamo la cultura della creatività.


eugenio.jpgSta facendo passi da gigante e si diffonde dappertutto come un virus influenzale. Benissimo! Uno dei punti chiave del pensiero creativo è l'Analisi Creativa del problema (o della situazione, se preferite). Il suo obiettivo (ciò che desidera) è vedere la situazione (o il problema) in modo nuovo. Quello vecchio c'infila in un vicolo cieco (cul de sac!) e non sappiamo come uscirne.

Quello nuovo dovrebbe consentirci di uscirne, risolvere: una trovata, qualcosa che ci permetta di sfuggire alla trappola e di imboccare il sentiero del successo.

Una volta Federica (di ManagerZen) mi ha chiesto: ma cosa c'entrano le tue considerazioni sull'amore con l'impresa creativa? Bella domanda.
Illuminazione: la vita è un'impresa, l'amore è un'impresa, il lavoro è un'impresa, la crescita è un'impresa, l'apprendimento è un'impresa. La felicità è un'impresa. Dunque? C'è qualcosa di comune in questi diversi aspetti dell'impresa?

Ritorniamo all'Analisi Creativa del Problema.
Noi riconosciamo che un'Analisi del problema è Creativa perché ora vediamo quello che prima non vedevamo. Prima era un cul de sac. Ora è una situazione promettente in movimento. Ci sono lì dentro tutti i semi per gli alberi alla cui ombra godremo il fresco del successo. (Si chiama "successo" - notatelo - perché "succede").

Cerchiamo di capire cosa ha consentito l'avvento di questa nuova visione delle cose. Il punto è qui. Vero?

Eccolo il racconto.
Prima (quando c'era il problema) le cose, l'esistente, ci sembravano minacce. Mancava questo, quell'altro non succedeva, e per di più, un fantasma minaccioso ci puntava il dito contro.
Ma noi non abbiamo ceduto alla paura. Ci siamo collegati con la fonte (che vuol dire?). Abbiamo incominciato ad accettare ciò che c'è. Questo, abbiamo detto è un dono della vita, un'occasione. Dentro deve avere un messaggio, un'opportunità. E, da gente che ne aveva paura, o che l'odiava - delle volte è così - siamo diventati gente che accoglieva e vi si abbandonava e, uscendo dai propri limiti, amava quello che accade.

Dal momento in cui abbiamo incominciato ad amare, le cose si sono addolcite e noi abbiamo deciso che l'analisi non era una semplice registrazione di un dato di fatto. Ma era il dono di un plus valore al dato di fatto. Glielo abbiamo voluto donare noi, questo plus valore. È la legge dell'amore: dona. Non solo alle persone, ma anche al dato di fatto.

Allora abbiamo capito che l'analisi creativa della situazione era un dono del nostro amore. Volevamo che l'analisi fosse un regalare alla situazione la possibilità di crescere, di svilupparsi, d'essere feconda, di credere in se stessa, di accettarsi, di aver fiducia, di partorire il frutto di una lunga tensione. E - meglio di un'ecografia - abbiamo visto nella pancia dell'esistente il bimbo che sta per nascere. E d'ora in poi ci prenderemo cura di questo bambino.
Eccolo avvenuto il miracolo: la situazione non è più quello che era prima, dove mancava questo, mancava quello e c'era il rischio di… ora è un ventre gravido, magari nel dolore - ma ormai non più. Ed è bello fare da levatrice a ciò che sta per nascere.

Tesi conclusiva e riassuntiva: l'analisi creativa è un atto d'amore nei confronti della situazione (quello che prima era un problema). Non è una semplice registrazione di ciò che c'è, ma il dono a ciò che c'è di ciò che può diventare.
Anche il pulcini non crescono senza il calore del corpo della madre.

Giro di boa. I pennarelli colorati.

Mi sono ritrovato a pensare a quanto devo alle mie penne colorate per il parto delle belle idee che mi vengono tutti i giorni. E poi, alla luce del giorno, ai pavimenti del mio studio, che ho lavati e carezzati, e al tavolo bianco, e alle immagini delle riviste che ritaglio a fiuto e incollo in collage sul mio rotolo di carta, e al computer, al pinzimonio di cui mi sono cibato, ai panni della cucina lavati e stesi…

Non la faccio lunga. Quanto tutte queste entità che mi stanno attorno hanno contribuito alla nascita dei pensieri di cui vado tanto fiero?

Insomma ho capito che quando compio un'azione, non sono solo io che la faccio, c'è un mondo intero d'entità - e di persone, cavolo - che la fa con me, all'unisono, in meravigliosa armonia. Si potrebbe anche affermare che non faccio una cosa, ma che il mio fare si limita a nutrire l'armonia in un sistema sinergico (l'ho detta la parolaccia!) in cui tanti altri onorevoli protagonisti gioiscono con me. E il risultato è di tutti.

Cos'ha contribuito a questo?
Il passaggio dal risentimento, dalla lotta, dal conflitto, dalla paura… all'amore per quel che c'è, per chi c'è, per le cose che ci sono, per gli eventi che accadono.

Gli antichi greci pensarono la Verità come ciò che è.
L'amore per la Verità (la Filo - Sofia) come amore per ciò che è.

Il primo passo della Filosofia è Amore per ciò che c'è. Per ciò che avviene.
Sbagliano - credo, questa sera - coloro che pensano che la Verità sia in contrasto con ciò che c'è. (Hegel non assicurava che tutto ciò che è reale è razionale?). Sbagliano perché questa posizione è odio per ciò che c'è.
Ciò che c'è è ciò che è, ciò che è vero - ma a patto di guardarlo con amore.
E' il calore della chioccia che fa crescere i pulcini.



Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: eugenio.guarini@eugenioguarini.it
 
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