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Elaborare l'esperienza PDF Stampa E-mail
mercoledì 24 novembre 2004
La sorgente scaturiva dalla roccia e, poiché non c'erano canali in muratura che ne pilotassero lo scorrimento, si apriva da sé una strada, seguendo la pendenza…

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Fu Sheila che ci regalò l'idea dei Centri d'Elaborazione dell'Esperienza. Figlia di un diplomatico egiziano e di una nobile indù, era una donna del deserto, per altro bellissima e appassionata. Fin da piccola era avvezza a mescolare elementi di diverse culture e a trarne considerazioni del tutto personali.


L'avevo incontrata alla Libera Università di Alcatraz una sera di fine maggio. Parlavamo all'aperto, camminando lentamente lungo i viali tra i lecci. Sheila mi spiegava il suo punto di vista.

Le culture, tutte, sono miniere preziose perché hanno afferrato intuizioni importanti sulla vita umana. Le culture sono destinate ad integrarsi fra loro come le percezioni di diversi individui, quando riescono a liberare le loro intuizioni dalla scorza in cui sono state incapsulate. Altrimenti si oppongono e dividono.
La base per quest'integrazione creativa è una grande libertà di spirito e questa può essere conquistata e irradiata soltanto da individui che osano.


Piaceva a Sheila l'idea degli ontonauti perché vi vedeva essenzialmente un processo di conquista della propria libertà di spirito.

Per Sheila il punto consisteva nel fatto che, con tutta questa cultura addosso, noi stentavamo a fare davvero esperienza, perché la forza d'inerzia ci spingeva a interpretare ogni cosa che ci capitasse, ogni problema e ogni sfida, ogni evento esterno ed interiore, dal lavoro all'amore, nei termini della cultura.

Ma c'è nell'evoluzione umana qualcosa che va sempre più avanti dei confini raggiunti. Qualcosa che dev'essere esplorato con un linguaggio nuovo. Un linguaggio che dev'essere inventato. Oltre questa frontiera inventare e scoprire sono la stessa cosa.

Sheila rimaneva calma nel fare queste considerazioni, ma i suoi occhi profondi tradivano l'eccitazione intensa di chi sta suonando la propria musica con la corda Più sensibile dell'anima.

Bisognerebbe creare delle palestre dove le persone vengono incoraggiate a liberarsi del vecchio linguaggio e delle vecchie teorie, ad osservare senza parole i fatti e gli eventi, e a dirli liberi da ogni convenzione, con linguaggio personale, fresco, poetico…

Sheila sorrideva e muoveva le mani in maniera aperta, in ampi gesti circolari.

Vedi - diceva - se uno di noi prova un certo disagio, una sofferenza, oppure anche se è eccitato per un incontro, per un evento…, ci vengono subito in mente le categorie di qualche dottrina, di qualche scienza, … la psicologia, l'economia, la sociologia… Ed è in conformità a queste categorie che fissiamo e definiamo la situazione. In questo modo i giochi son già fatti. La condanna e la profezia che si autorealizza è già in atto. Si decide con questo semplice atto cos'è possibile e cos'è impossibile. E poi si agisce di conseguenza.

Ma, in questo modo, non si va avanti.
Per andare avanti è necessario credere che quello che è impossibile sia possibile. Cioè liberare il possibile dalle vecchie categorie e dai vecchi schemi. Ma per farlo, bisogna ritornare a sperimentare le cose senza parole e scienza. Ritornare all'esperienza diretta. Riscoprire la fluidità e la ricchezza creativa di ogni evento. E coltivarlo con un nuovo linguaggio. E' la libertà del linguaggio poetico che da sempre si scioglie dai vincoli del vocabolario e dell'enciclopedia. Il possibile ha bisogno di poeti e di mistici


Quella sera, lungo il viale che attraversava il bosco di lecci, nacque l'idea di un Centro per l'Elaborazione dell'Esperienza. Quasi tutti gli ontonauti sono passati per questo training. Fondamentalmente in questi centri si disimpara quello che si è imparato e si apprende ad esprimere con un linguaggio libero e personale quello che sta avvenendo.
Noi lo consideriamo un passaggio fondamentale per la creatività in tutti i campi.



Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: eugenio.guarini@eugenioguarini.it
 
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