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Schizo è meglio di Eugenio Guarini PDF Stampa E-mail
Thursday 18 December 2003
Che giornata!
Aria tersa, sole esplosivo, e ora la luna piena, col suo incantesimo, sparata nel cielo, quasi una magia. Che voglia di chiarezza e luminosità nella testa e nell’azione! Com’è energica la creatività della natura!

eugenio.jpgRespiri aria frizzante e ti vien voglia di mettere in chiaro.

Mi sto domandando se ho imparato qualcosa nelle vicende della mia avventura. So che è un’operazione presuntuosa. Ma comunque va fatta. Sapendo che è come uno schizzo, un abbozzo. Mi sto riferendo alla pittura.

Come filosofo so che ci si divide facilmente tra idealisti e realisti. E anche la storia della filosofia lo mostra. I primi scelgono i sogni. I secondi, le cose.

Penso che sto rifiutando questa scelta.

Rifiuto che si debba andare o di qua o di là.

Cos’ho imparato? Cosa ho deciso di imparare?

La luna è piena, tonda nel cielo.

E l’aria frizzante chiede parole secche, radicali.

Credere nei propri sogni è la prima cosa. E i sogni sono i desideri. Niente di più, niente di meno. Te li trovi addosso e sono te. Puoi formularli facilmente. Senza censure. Sono i tuoi sogni. Sei tu stesso che brama.

Credere nei sogni è essere convinto che li puoi realizzare.

Le cose saranno esattamente i tuoi sogni. Le cose daranno corpo ad essi.

Questa è follia – dice il realismo.

Tutti là fuori sembrano realisti. Fino alla forma estrema che è pessimismo, cinismo, sberleffo. Il realista è un sognatore che ha deciso che i sogni sono balle. Illusioni, li chiama. E si sforza di sognare solo quello che le cose gli consentono. Un po’ poco. Ma qualcuno ha fortuna. Tante cose, i soldi, e il successo. O così pare.

E poi ci sono i sognatori che diventano angeli. Magari con i fiori di Bach, una bella dottrina New Age, o le opere di qualche guru.

Mi sto rendendo conto che rifiuto questa spaccatura. Rigetto questa separazione tra illusi e materialisti.

La chiamerò – la mia filosofia – schizofrenia consapevole e controllata. Che cazzo di definizione!

Schizofrenia, dicevo. Come essere due persone. Avere una doppia vita. Muoversi su due binari paralleli.

C’è la dimensione dove tu alimenti la tua anima. I sogni. Tutti. Non c’è alcuna differenza tra sogni di impresa e sogni d’amore. Quello che sogni in entrambi i casi va creduto. Lo sai che il riscontro, la prova del nove, non sono i risultati. Ma solo come ti senti. Credere nei tuoi sogni ti fa sentire bene, meglio, molto meglio che ucciderli come bambini nella vasca da bagno. Quando riesci a avere fiducia nei tuoi sogni ti senti semplicemente bene. Sei tu. E lo sai. I sogni, comunque si rappresentino sopra lo schermo della tua anima, sono te, e solo credendo in essi tu credi in te.

E poi c’è la dimensione delle cose. Dove i sogni vogliono albergare. Dove i sogni aspirano a partorire. E questa dimensione è altra. Gli eventi dipendono da altro. Altre potenze devono muoversi per realizzare il tuo quadro. E tu non le controlli. Il gioco è tutto qui.

C’è il mistero.

Il realismo afferma che non c’è mistero. Le cose vanno in questo modo e i tuoi sogni sono impossibili. I realisti ridimensionano la loro sete di sogno. L’ho detto: cercano di adattarsi a sognare solo quello che le cose consentono. Il realismo è un sogno in formato ridotto.

Un sogno con libertà vigilata. Dalla sua ha la forza dei polpastrelli.

Ma il folle schizofrenico di cui sto parlando non si lascia ingabbiare.

Crede nel sogno che va oltre i risultati. E vuole risultati da toccare. Non smette di sognare. Non dà ai risultati tutto il peso che essi pretendono di avere. Le cose dicono no? Non gli lascia l’ultima parola.

C’è una grossa luna nel cielo, stasera.

Folle e magica, a un tempo.

È come un buco nell’orizzonte.

L’apertura di un tunnel.

Verso cosa?

 

Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: eugenio.guarini@tin.it

 
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