L’avvicinarsi delle vacanze estive rappresenta una buona occasione per affrontare il tema della sostenibilità rispetto al turismo.
Si tratta di un tema di cui si parla molto ma rispetto al quale si fa ancora poco. La consapevolezza è che anche questa riflessione, infondo, rappresenta un ulteriore contributo di parole, che inizia proprio con una precisazione sulla terminologia. Spesso si parla indifferentemente di turismo responsabile e sostenibile, ma occorrerebbe effettuare una distinzione.
Il turismo responsabile rappresenta una modalità di viaggiare che prevede l’attenzione e il rispetto dei luoghi e delle popolazioni con le quali si entra in contatto, con l’obiettivo di non recare danno o innescare processi di cambiamento culturale e occidentalizzazione/modernizzazione dei paesi visitati.
In Italia esiste un movimento del turismo responsabile, che ha dato luogo ad associazioni di operatori e turisti, che unisce all’esperienza del viaggio quella del volontariato e che, attraverso organizzazioni non profit, prevede l’organizzazione di pacchetti di viaggio in cui l’elemento principale è la conoscenza e l’aiuto alle comunità e che in genere ha come meta i paesi più poveri.
Il turismo responsabile così inteso rappresenta un’esperienza tutto sommato ancora di nicchia, che si slega dalle logiche dei grandi numeri. Si tratta inoltre di un’esperienza selettiva, che ha come obiettivo quello di contribuire, attraverso il turismo, allo sviluppo e alla creazione di reddito per gli operatori locali. Una critica infatti mossa agli operatori internazionali è quella di utilizzare le risorse dei paesi in cui operano, ma di non distribuire la ricchezza creata dal turismo a livello locale e quindi di non contribuire effettivamente allo sviluppo di quelle regioni e di quelle popolazioni.
Come già detto si tratta di un fenomeno di piccoli numeri, seppur in crescita, che però potrebbe contribuire a un dibattito più allargato sugli impatti del turismo in paesi poveri, con culture e tradizioni diverse.
Quando si parla di turismo sostenibile si fa riferimento all’intero comparto; si tratta cioè di coniugare la sostenibilità economica, sociale e ambientale sia rispetto alla normale pianificazione delle vacanze (domanda) che rispetto alla gestione dell’offerta turistica e, in Italia, significa allargare la riflessione al turismo culturale e religioso.
In base a questa prospettiva il tema della sostenibilità e della responsabilità sociale e ambientale di impresa, va applicata al turismo così come a tutti gli altri mercati.
Il turismo però, molto più che altri settori, basa la sua ragione d’essere su risorse scarse, non riproducibili ed estremamente fragili. Inoltre si scontra con l’esigenza di salvaguardare le risorse ambientali, culturali, storiche e naturali a favore delle generazioni future e di essere al contempo fruibile oggi anche da grandi numeri.
Basti pensare, a titolo di esempio, a quanto sia positivo e importante organizzare eventi quali i concerti gratuiti in luoghi come il Colosseo, occorre però anche riflettere sugli impatti che queste attività hanno sull’attrazione e sulla sua sostenibilità futura.
Alcune associazioni di promozione turistica si stanno già ponendo il problema di quali sono i carichi che i luoghi di attrazione storica e naturale possono sopportare e hanno cominciato a pianificare un utilizzo e accesso consapevole e la stessa Organizzazione Mondiale del Turismo spinge a calcolare l’impronta ecologica delle destinazioni turistiche per verificare la loro capacità di carico senza comprometterne le caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socio-culturali e senza ridurre la soddisfazione del turista.
Per gli operatori del settore, quella della sostenibilità, rappresenta non solo un’occasione di salvaguardia ma anche un’opportunità per differenziarsi e quindi competere. Anche qui la sfida è quella di uscire dalle esperienze di nicchia di turismo “eco e bio”.
Per chi si accinge a partire invece la raccomandazione è quella di viaggiare in maniera informata e consapevole. Sul sito dell’Associazione Italiana del Turismo Responsabile www.aitr.org è disponibile la carta del viaggiatore responsabile che può servire come riferimento e motivo di riflessione per fare delle “buone” vacanze.
Antonella Tagliabue
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