Corsi di Ricerca di mercato
 
3 - Libri A
 
 
 
 

Torna alla home
spazio
Perchè MZ
Manifesto Manager Zen
Manifesto Azienda Zen
A proposito di Zen
Dicono di Noi
Contatti
vuoto
Network - Societa' e professionisti
Imprese Associate - Le Aziende che hanno aderito
In partnership con...
conosci i nostri partner
vuoto
Newsletter
Messaggio:
Nome:
Email:


 
 
 
Libro della Settimana

La Scoperta del Giardino della Mente
MzLab / MzArea



Social Network

facebookmz.jpg
linkedinmz.jpg
Le rubriche di MZ
Storytelling
Ho incontrato Managerzen...
Libri
sConsigli di Lettura
Sostenibile
a cura di Un-Guru
Etica&Complessita
Dialoghi a cura di Seeco
Impresa Creativa
A cura di Eugenio Guarini
Trends & Zen
A cura di Domenico Fucigna
Manager Ludens
a cura di di Umberto Santucci
Eventi
Fiere convegni incontri
Articoli
Dalla redazione e dalla community
Idea della Settimana
a cura di Gianni Clocchiati
Una Finestra sul Mondo
a Cura di Gianluca Minieri
Fatti & Misfatti
Aziende brave e cattive
News
Fatti, notizie, curiosità...
Campagne
Aderisci e passaparola
Parliamo di...
Temi vecchi e temi nuovi
Feng-Shui in ufficio
A cura di Teresa Moccagatta
Community
Storie e granelli...
I Ching del mese
a cura di Andrea Biggio
Oroscopo
Discorsi sulle stelle
Strumenti
Archivio Newsletter
sConsigli di Lettura
Login soci


  Home arrow News
Fatti, notizie, curiosità...
arrow Totò, Peppino e il cool hunter


Totò, Peppino e il cool hunter PDF Stampa E-mail
venerdì 19 maggio 2006

fucignahome.jpg

Trends & Zen
di Domenico Fucigna (TEA/TIP)
C’è una bella differenza tra il cool hunter e il trend setter





Totò, Peppino e il cool hunter


C’è una bella differenza tra il cool hunter e il trend setter.

Il cool hunter risponde alla domanda “noio volevàn savuàr…
Una domanda di sapere destrutturata, anche disorientata, allargata a tutto il contesto, all’ambiente in cui ci muoviamo.

Il cool hunter è un cacciatore di novità e, come Totò, di nuovi linguaggi: comunicativi, persuasivi e di rappresentazione. Ha il compito di tenere le antenne accese e i sensi attivati, in modo da cogliere per primo gli ormai arcinoti segnali deboli, i primi segni di una possibile tendenza del mercato, nel momento in cui questi iniziano a manifestarsi.

Il cool hunter si deve trovare nel posto giusto al momento giusto, ovvero nel luogo in cui le nuove cose accadono, nel momento in cui accadono. Deve essere un collettore di stimoli, istintivo, avere abbastanza fiuto da farsi attrarre dalle cose giuste.

Il trend setter risponde alla domanda “per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?”, dà una sbirciata al futuro dell’azienda e contribuisce ad un primo disegno strategico, collabora nella selezione, tra le molte possibili, delle tendenze giuste per lo specifico progetto e per l’azienda nel suo complesso (se glielo chiedono…). Il trend setter indica gli orientamenti più forti e lavora con l’azienda per far convergere le risorse necessarie su una direzione comune. Ha il ruolo del tattico nelle regate: intuire la direzione del vento, scegliere il campo di regata e rispondere alle richieste dello skipper. Ed è questa responsabilità (letteralmente: abilità a rispondere) che sta determinando una certa diffusione di questa figura all’interno degli uffici marketing.

Il trends setter, come il cool hunter, fa uso delle qualità tipiche del manager zen: “l’intuizione, l’immaginazione creativa, legge tra le righe e capta nuove strade”.

Le ricerche classiche, i numeri, sono oggi un po’ meno capaci di descrivere il contesto sempre più fluido in cui ci muoviamo. Abbiamo visto recentemente il flop clamoroso nelle previsioni elettorali. L’approccio positivista è eccessivamente rigido rispetto al territorio della sua indagine.

Quindi: il cool hunter possiede fiuto e una creatività fresca, che gli consentono di correre tanto e raccogliere tanti materiali. Va da sé che si deve trattare di giovani talenti. I cool hunter lavorano, per lo più, nel sistema moda e design: settori e prodotti maturi, nei quali l’innovazione è molto rapida e si concentra sugli aspetti di stile del prodotto e sulla comunicazione.

Il trend setter possiede una creatività esperta, che gli consente di distinguere ciò che va tenuto e ciò che va buttato. Ha un ruolo di “riduttore di complessità": deve riconoscere tra gli elementi emergenti quelli più solidi, ridurre le variabili del processo di innovazione, fino a renderle nuovamente governabili. In questo senso arriva a dare risposte molto pratiche: non solo quali direzioni intraprendere, ma fino a quali valori comunicare, quali parole utilizzare, quali colori e quali immagini.

Il trend setter può intervenire anche all’interno di altri settori, per l'innovazione di prodotto in senso lato: anche in settori come le tlc, i trasporti, l’energia e la politica, laddove i processi e i rischi possono essere ancora più importanti.

"Insomma mi sono capito?"

Argomento del prossimo contributo saranno i risultati del Questionario Europeo, che abbiamo condotto, anche grazie a MZ, ricevendo migliaia di risposte da diversi paesi con contributi extra-europei da Bogotà, Shangai, Tokyo, Sidney e New York. Ci offrirà lo spunto per diverse riflessioni.


 
< Prec.
 
  down  
     
 
 
Ultimi Eventi
 
Ultime News
 
Ultimi Libri Inseriti
 
Foto Meeting MZ

 
 
     
 
© 2012 ManagerZen - Trasforma il tuo lavoro
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.