Mercoledì, 03 Maggio 2006 00:00

Il culto della differenza

Scritto da  ManagerZen
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libro1.gifUn brano tratto da "La creatività amore della vita" di H. Jaoui che capita a proposito...
"il dio in noi può crescere solo arricchendosi degli dèi differenti che sono negli altri"



Il dio in noi può crescere...


...solo arricchendosi degli dèi differenti che sono negli altri. Scoprire la differenza dell'altro, significa scoprire l'infinità delle differenze che si portano in se. Rispettare e coltivare la differenza, è il mezzo per raggiungere l'unità veritiera, non per riduzione o amputazione, ma per "complementarietà".
Possiamo percepire qualcosa solo attraverso un controcampo che la faccia risaltare: la differenziazione è dunque la condizione per l'identificazione. Allo stesso tempo, una sorta di perversione biologica, politica e psicologica ci fa trovare il più grande conforto nel rifiuto della differenza. È di fronte allo specchio di noi stessi che ci sentiamo più a nostro agio. Chi si somiglia si piglia, si dice. Famiglia, patria, clan, squadra, club, chiesa sono luoghi e persone con le quali comunicare tranquillamente in prossimità e identità".

Quello che è differente è quello che percepiamo come strano, straniero, barbaro.

"Non è come noi dunque è contro di noi. Il suo essere a parte ci minaccia; la sua esistenza stessa è percepita come una sfida all'equilibrio della nostra vita.

Questa reazione spontanea, la più frequente e - perchè non riconoscerlo - universale (chi tra noi non ha mai provato più di una volta il piacere del "ritroviamoci tra noi" o, al contrario, non ha fatto una smorfia d'irritazione davanti all'arrivo di un intruso?), questa reazione troppo umana è anti-divina.
Se non siamo altro che noi stessi, e ci nutriamo solo di ciò che ci assomiglia, l'endogamia ci reificherà, ci mineralizzerà.


La differenza ci arricchisce:

  • ci alimenta di materie allogene che, per definizione, non possediamo;

  • ci aiuta a scoprire, a risvegliare in noi stessi, delle zone crepuscolari che abbiamo relegato per non conformismo;

  • soprattutto, ci costringe a uscire da noi stessi, a constatare che portiamo in noi un altro, molteplici altri e che essere veramente se stessi significa vivere completamente tutti gli io che noi portiamo."


    La creatività amore della vita
    di Hubert Jaoui

  • Letto 9051 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39