Venerdì, 28 Febbraio 2003 00:00

Impresa e creatività

Scritto da  ManagerZen
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Queste parole hanno un gusto intenso per me. Quanto a gusto sono imparentate con i tartufi di cioccolato della Trevisan di cui sono ghiotto. Saranno anche parole dette e ridette. Le trovi dappertutto, oggi. Fa niente, per me conservano un gusto eccitante.

eugenio.jpgSono un richiamo che mi fa alzare gli occhi, e mi batte in testa. Sono diventate parole mie, con le bollicine.
I giornali locali intuirono che la querelle avrebbe portato ad un sicuro aumento delle vendite e si misero al mio fianco con slancio generoso. Si sollevò un vespaio nel paese e in tutto il circondario. Risultò subito chiaro che la gente teneva decisamente per me.

Sosteneva che avevo avuto il coraggio di fare ciò che tutti avrebbero desiderato, senza averlo mai osato.
Quando poi il pretore mandò uno schieramento di carabinieri a isolare una manifestazione pacifica (Un fiore per Guarini) degli studenti nel cortile della scuola, perché i giornalisti non potessero parlare con loro, fu il culmine. La figura pubblica del mio accusatore cadde nella polvere.
Lui mi fece sapere che desiderava che chiedessi di essere interrogato nuovamente. Ci fu l’interrogatorio e lui fu abile a cambiarmi capo di imputazione, paradossalmente ingigantito. Passavo così dalla sua giurisdizione a quella della procura della Repubblica di Torino. Erano trascorsi tre mesi di fuoco da quel sabato in cui avevo ricevuto l’avviso di garanzia.
Alla procura della Repubblica di Torino fui scagionato (il reato non sussiste) dopo mezz’ora di interrogatorio. Ritornavo vincitore, e con una popolarità di cui godo ancora oggi i benefici.

Beh, mi sono un po’ intortato. Ma lo scopo non è quello.
Ci sono delle storie nella tua biografia in cui ti sei comportato in maniera vincente, dando prova di estro, intuizione, creatività e coraggio. Fossero anche avventure dell’infanzia, valle a rivisitare. Rivivile ed esaminale per capire qual è la strategia tua, congeniale, per affrontare creativamente la tua impresa. E per avere successo.
A volte ci affidiamo troppo ai manuali, o ai guru, alla dottrina e alla teoria. Probabilmente la fonte più feconda della tua creatività nell’affrontare problemi sta nella tua biografia. Cerca dentro la tua storia il tuo maestro principale. E non prendermi troppo sul serio quando pontifico.

Per me i concetti, le idee, e le parole con cui si rendono visibili, hanno un valore misurabile in termine di gusto. Credo che inconsciamente misuro la verità di un’idea con un criterio papillare. Più ha gusto, più è vera. E a questo punto, della logica me ne importa poco.
Una parola gustosa evoca in me esperienze intense e significative. Di quelle vissute. E, successivamente, spalanca i miei occhi all’esplorazione del possibile (si tratta di avventure future).
Oggi faccio l’artista e “creatività” e “impresa” sono pane quotidiano nel modo in cui esprimo a parole quello che vivo. In passato ho fatto l’insegnante di filosofia nei licei. Allora era più dura, perché avevo padroni e controllori. E programmi ed esami di maturità. Insomma venivo giudicato a stretto contatto di gomito. Però creatività e avventura trovavano i loro spazi, rischiosi forse ma eccitanti, anche in quella geografia.

Vi racconto questa. Che è gustosa.
Insegnavo in un liceo di provincia, ambiente piuttosto retrivo, allora. Al pomeriggio, per stare vicino a una ragazza di cui mi ero innamorato, l’accompagnavo a un corso di statistica all’università. Sono arrivato solo alla statistica descrittiva, dove si fanno disegnini, barre e torte, per rappresentare una tabella di dati. Più in là non ho avuto il coraggio. C’era troppa matematica per il mio stomaco. Però i disegnini mi piacevano. E mi venne un’idea gustosa.

Attenti! Era il 1981, e nel mio liceo e nel paese dove risiedevo vigeva il principio che l’insegnante era l’autorità sacra, insindacabile. Bene. L’idea era di tirare su una sorta di indagine di opinione. Avrei chiesto agli studenti di tutto il liceo di dare un voto (da uno a tre, equivalente a scarso, medio, buono) ai loro insegnanti su quattro voci: competenza, capacità didattica, metodi di valutazione e rapporti umani. Avrei raccolto i risultati in tabelline e poi mi sarei divertito a disegnare in base al punteggio la statura dei singoli insegnanti, voce per voce. Naturalmente non ho chiesto l’autorizzazione al consiglio di istituto perché il no era scontato.
Così feci. Nel giro di un paio di mesi l’indagine era compiuta e nei miei fogli le tabelle erano trasformate in ideogrammi gustosissimi. E stavo riflettendo che cosa farne quando mi arrivano i carabinieri all’uscita della scuola con quella che oggi si chiama “comunicazione giudiziaria”. Il capo di imputazione era un articolo del codice penale, di quelli detti a fisarmonica, dove si ventilava che avevo fatto qualcosa per danneggiare la reputazione dei miei colleghi. Il promotore dell’inchiesta era il pretore locale e l’articolo del codice penale era di sua competenza. In altri termini, lui era l’inquirente e lui era il giudice. Detto in maniera più diretta: ero fottuto. Ecco il destino segnato: condanna penale assicurata, a cui successivamente l’amministrazione (provveditorato) avrebbe fatto seguire il licenziamento.

Non venite a dirmi che oggi quello di chiedere a dipendenti e utenti una valutazione dei formatori e degli operatori è prassi consolidata. Allora e lì non era affatto così.
Fu indubbiamente un bene che mi rendessi conto che ormai la partita era persa. Altrimenti non mi sarei deciso a giocare il tutto per tutto. Sul piano giudiziario non avevo scampo. Ma intuii che c’era un terreno su cui potevo battermi con la speranza di cavarne fuori qualcosa di buono.
Conoscevo il pretore in questione e sapevo che ci teneva molto alla sua immagine pubblica. Allora buttai tutto sui mass media, come si direbbe in un telefilm. Mi trasformai in ventiquattrore in un ufficio stampa attivissimo. Mi ispiravo nello stile d’azione al protagonista di un telefilm che stavo seguendo con interesse. Al pubblico spiegavo che misurarsi con l’opinione che gli studenti avevano sull’insegnamento impartito e sul clima scolastico non poteva che essere stimolante a un istituto di formazione che volesse rinnovarsi e migliorare il servizio.

 

Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 5339 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39