Lunedì, 26 Maggio 2003 00:00

Il Wishfull Thinking

Scritto da  ManagerZen
Vota questo articolo
(0 Voti)
Andiamo subito al punto.
Molte mattine (anche di seguito) si fa una grande fatica a rientrare in carreggiata. Abbiamo letto nei libri dei grandi guru della spiritualità che possiamo prendere nelle nostre mani il nostro destino.

eugenio.jpgA leggerlo era più facile!
Potremo scrivere un saggio di un migliaio di pagine sviluppando quella nostra percezione dello stato delle cose che riassumiamo concisamente quando diciamo al primo amico che ci telefona: "E' proprio dura!".
A volte sembra tragicomico, come quella notizia sui giornali: Grande umorista di fama mondiale si suicida gettandosi dal dodicesimo piano.

Titoli di scatola: L'ultima battuta!
Ma alla fine, …ritorniamo all'inizio
E l'inizio è che tocca a noi, in qualunque situazione oggettiva e di stato d'animo siamo, assumerci la responsabilità della nostra vita. E questo vale anche se siamo immersi in un oceano di tristezza. Anzi, proprio adesso vale.

E in questa situazione che si misura la potenza del sogno e del desiderio.
E' in questa situazione che si spinge sul pedale della follia della fede.
Qui non si tratta di essere realisti.
Il realismo dei momenti neri è sempre una pila di cattive notizie.
Una pila di cattive notizie invita ad abbassare il tiro. Ad accontentarsi a livello di ambizioni e di obiettivi. Se abbassi i tuoi desideri ti viene il fiato corto e se respiri poco ti mancano gli slanci.
Non si tratta neanche di essere trionfalisti. Se le cose andassere bene faremo bene a celebrare nella danza e a sparare grosso come il pescatore che torna a casa con la cesta piena, come il bambino che ha vinto la partita, come l'innamorato che è ricambiato… Perché no?
Noi vediamo lucidamente che la situazione è una pozzanghera di fiele e che siamo seduti nella nostra orina.
Lo vediamo bene e con estrema lucidità.
Semplicemente voltiamo la testa da un'altra parte, per vedere qualcosa d'altro.
Decidiamo di voltare la testa da un'altra parte.
E' un'azione intenzionale.

E guardiamo i nostri sogni. Ci fermiamo, ci ricaviamo uno spazio e un tempo, dove mettiamo a fuoco i nostri sogni più profondi. Noi li proiettiamo davanti ai nostri occhi. Senza economia. Proprio tutto. Tutto quello che, succedendo, ci dà la sensazione dell'abbondanza, del successo, della riuscita. Tutto quello che di fatto, realmente, sinceramente desideriamo.
All'inizio questa operazione può far bruciare ancora di più il cuore.
Può far stridere la ferita sanguinolenta.
Ma poi, poco a poco, il fascino che i nostri sogni hanno per noi ci riconquista.
La felicità che essi incorporano ed esprimono ci raggiunge. E comincia a nutrirci.
Il primo effetto del Wishfull Thinking - come chiamano questo pensiero - è proprio di metterci a contatto con i nostri sogni. E questo allarga i polmoni, riporta il respiro, rimette in moto le energie.
E' il momento di riconquistare la fede totale e senza dubbi nella verità diq uesti sogni.
E' un gesto che appare totalmente irrazionale, ingiustificato.
Infatti. La sua giustificazione o razionalità verrà a posteriori.
Non ha alcuna razionalità a priori. E' un folle atto di fede.
Ma già questo folle atto di fede, figlio forse della disperazione, trasforma il tuo modo di essere, di sentire e di vedere.
Crea uno sguardo nuovo con il quale ritornare alle cose, alla situazione, agli eventi.
Questo sguardo nuovo vede ora ciò che prima non vedeva.
Vede in quegli eventi che prima ci facevano morire, in quelle situazione che sembravano - ed erano - bastonate e delusioni, vi vede ora passi in avanti nella direzione del sogno, perfino opportunità promettenti.
Lo sguardo nuovo itnravede e disegna itinerari possibili tra le macerie della crisi.
Dove c'erano ostruzioni, vede gradini.
Dove c'erano antri oscuri, intravede tunnel e gallerie.

Allora il viaggio si rimette in moto.
E la realtà, le cose, non tarderanno a mostrare il loro gradimento.
Si vedranno incanti e sorprese.
E, a sera, saremo ing rado di raccontare la giornata in modo diverso di come civ eniva al mattino. Vi vedremo la storia di una conquista, di una vittoria, il superamento di una prova.
E sarà questo che diremo agli amici, ai compagni di strada.
Perché la stima di noi stessi, ils enso della nostra dignità, saranno cresciuti.
Avremmo fatto l'incanto creativo.

Se sei capace di operare questo rinnovamento di te, in quelle mattine in cui ti svegli in un mare di merda, sei dotato della creatività più grande che si possa immaginare.
Neanche se sapessi tutto De Bono a memoria varresti tanto.
Nemmeno se conoscessi più di duemila tecniche di pensiero laterale, saresti tanto creativo.

 

Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 11229 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39