Giovedì, 05 Giugno 2003 00:00

Come decidere, come programmare?

Scritto da  ManagerZen
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A fronte di tutte queste newsletter sul Wishfull Thinking (detto all'inglese sembra più serio) ho scoperto che le persone che sognano, credono nei sogni, lottano per credere nei sogni sono un visibilio!

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E questo mi fa molto piacere perché mi fa sentire meno scemo nei momenti di tristezza o di disperazione.
È come se lo sapessimo da sempre, l'impresa, l'avventura, il senso dell'esistenza traggono origine dal sogno.



I grandi uomini ce l'hanno anche rivelato espressamente: "Ho un grande sogno…", esordivano nei loro discorsi pubblici. E noi capivamo che il loro sogno era anche il nostro.
Se uno pensa di attingere energia e motivazione dai quattrini, dai riconoscimenti pubblici, dalle etichette che si può appiccicare addosso più di quanta non gliene derivi dal fatto che ha un sogno e di credervi, si sbaglia di grosso. Se dovessi scegliere tra un grosso capitale iniziale e un grande sogno, sceglierei consapevolmente quest'ultimo.
Questo vale per il sogno d'amore come per il sogno politico, il sogno economico, l'impresa. C'è sempre da farsi un culo così - come dicono i miei amici ragazzi - e solo chi ha un grande sogno ha la capacità andare fino in fondo. In tutte le imprese c'è un problema delle risorse energetiche. Nella grande impresa umana la risorsa energetica più potente è avere un sogno e crederci.

"Farsi un culo così" va detto sorridendo. Perché è un'espressione che tende a mettere in luce l'aspetto faticoso dell'impresa e rischia di non lasciare afferrare l'aspetto più importante, che è la gioia di vivere. Avete presente la distinzione tra salute come semplice assenza di sintomi e la salute come pazza scatenata gioia di vivere senza limiti saltando e danzando? Scusatemi se esagero - fa parte dell'affabulazione. Ma è proprio quello che voglio sottolineare: chi ha un grande sogno passa attraverso quella che gli altri chiamano fatica vivendola come pazza scatenata gioia intensa…

Ma - sto riassumendo, come capiscono i miei più fedeli lettori - oltre che a costituire una fonte energetica, un potenziale motivazionale di altissimo voltaggio, un grande sogno offre uno sguardo nuovo. Uno sguardo nuovo vuol dire che si vedono cose che prima non si vedevano, che altri non vedono. E queste cose non si vedono nel cielo dei sogni, ma negli eventi terreni, nelle cose che capitano davvero, di fronte a noi. In buona sostanza, dove prima si vedeva un cul de sac, ora si vedono possibilità, opportunità, pietre di guado.
E' un'esperienza che mi ha sempre impressionato: a seconda dell'umore le cose appaiono diverse. Chissà perché la cultura critica della nostra grande tradizione ha scelto di chiamare "oggettivo", "realistico", solo ciò che vediamo quando siamo privi di sogno? Solo quello che vediamo quando il nostro sguardo è d'umore moscio?

È questo sguardo che consente di analizzare e decidere i propri passi in maniera nuova.
L'innamorato pazzo di desiderio vede nel rampicante che ricopre la parete una linea di appigli che lo porterà nella stanza della sua bella. Chi non è abbastanza innamorato vi vedrà un'ostacolo che rende il desiderio impossibile.
Chi nel viaggio segue una stella, non ha bisogno di una mappa dettagliata del territorio su cui tracciare una rotta precisa in ogni dettaglio.
Noi - oggi ne siamo sempre più convinti - non siamo in grado di prevedere e controllare gli eventi e il funzionamento delle cose, quando queste cose sono la tua storia d'amore, il comportamento del mercato o gli eventi politici…

Non possiamo tracciare su una mappa certa la strada che ci conduce là dove vogliamo arrivare. Noi abbiamo bisogno di una stella da seguire e di uno sguardo capace di leggere nel territorio che ci viene incontro intinerari possibili, détour intelligenti, scorciatoie insperate.
Quando i testi migliori di pensiero creativo parlano di Problem Finding e di Problem Solving, fanno appello all'intelligenza di questo sguardo. E, a questo livello, la creatività consiste nell'abbandonare vecchie credenze, vecchie abitudini e sviluppare un atteggiamento nuovo. Nessuno avrebbe la forza di affrontare questa coversione nel modo di pensare se non avesse un sogno. Chi si stacca volentieri dalle vecchie care certezze se non vede nel cambiamento qualcosa di desiderabile? E come un cambiamento, una conversione, potrebbero essere oggetto di desiderio se non avessimo un grande sogno che ci porta verso qualcosa che (ancora) non esiste?
Trovare il problema, ridefinirlo in maniera nuova e creativa, diventa essenziale. Perché le vecchie abitudini ci portano a formulare i problemi nel vecchio solito modo. E la creatività non è questione di ragionamento (un'argomentazione più sottile, più intelligente, più articolata, più complessa…).

La creatività è questione di percezione. A livello di percezione è già incluso tutto quello che il ragionamento potrà tirarne fuori. Non c'è autore di pensiero creativo che non insista su questo punto fondamentale. Rinnovare la percezione. Non è una faccenda di ragionamento! Ridefinire il problema sulla base di una percezione creativamente rinnovata è già la soluzione del problema.

 

Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Letto 9017 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39