Lunedì, 24 Novembre 2003 00:00

Impresa desideri e meccaniche celesti

Scritto da  ManagerZen
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Pensieri d'avventura.
Delle filosofie e dei credi, delle dottrine e dei sistemi di verità ormai non mi fido più.
Non sono diverso dagli altri.

eugenio.jpgAnch'io ho provato a vivere secondo fedi e dottrine ricevute.
Come studente di filosofia le provavo una dopo l'altra come una donna prova i vestiti al negozio per sentire con ci sta dentro.

E sono ancora pronto a provare quello che mi incuriosisce e che mi viene proposto. Qualcosa di nuovo che prometta acqua per la mia sete.

Il fatto è che della metafisica ho capito che non so niente. Sono congetture che cercano di soddisfare il desiderio (o fronteggiare la paura) che possiamo riscontrare fino a un certo punto - insufficiente. Nel senso che quello che pare confermare una metafisica, passata l'eccitazione del momento, potrebbe essere spiegato in tanti altri modi.

C'è qualcosa che sembra più accessibile alla mia conoscenza e alla parola: i miei desideri.

Questi si muovono con chiarezza dentro l'area della mia presa di coscienza. Posso in qualsiasi momento fare una lista di ciò che desidero. E posso anche indicare ciò che desidero da lungo tempo, in maniera continuativa e in modo sempre vivace.


In fondo, il mio progetto di vita (che parola grossa!) è la vita stessa dei miei desideri che mi spingono a pensare e ad agire in una certa direzione. Per arrivare là. E quando ho incontrato difficoltà e sfide, questi desideri hanno saputo ricreare le condizioni affinché non mi deprimessi e abbandonassi, ricreassi le mie energie e cercassi attivamente opportunità e azioni efficaci per continuare il viaggio.

Cerco di stare attento a quello che succede quando faccio qualcosa, quando succede qualcosa, quando non succede nulla. Cerco di imparare quello che mi aiuta a ritrovare fiducia energia calma interiore intelligenza slancio… per potermene servire all'occorrenza.

Ho conosciuto a lungo e in profondità quella che chiamiamo depressione e ho cercato continuamente vie d'uscita, ma anche vie d'apprendimento. Perché il dolore, la tristezza, la depressione sono territorio comune dell'esperienza umana e ciò che ci consente di entrare in comunicazione con gli altri, molto più che lo slancio la felicità e il successo. Ho capito anche che la tristezza il dolore e la depressione, come la rabbia, possono essere utilizzati per fare e per uscire dalle situazioni che ci imprigionano. E ho cercato di far tesoro di quello che ho provato per potermene servire al momento opportuno.

In queste battaglie mi ha sempre soccorso l'allineamento al desiderio.

Io spesso lo chiamo sogno. E parlo della fedeltà ai propri sogni come a qualcosa che ha una forza potente nell'avventura della vita.

Poiché la realizzazione dei propri sogni non avviene senza muovere un dito e spesso ci si trova di fronti a schiaffi della vita (persone che ostacolano o non rispondono, eventi che fanno precipitare a terra le nostre sorti, eventi desiderati che non si verificano mai…), ho sostenuto sempre - a me a agli amici - che bisogna avere il coraggio di credere ai propri sogni malgrado i risultati immediati. Che insomma vale la pena di tenere duro anche per un lungo periodo. Lungo quanto? Quanto è necessario che sia.

Ho anche avanzato la convinzione che questi periodi di prova, se affrontati con dignità e coraggio, ci rafforzano e ci fanno sviluppare delle doti fondamentali, quelle stesse doti che ci fanno andare fieri di noi e ci fanno apprezzare dagli altri.

Ho cercato di imparare a gestire la mia vita interiore in maniera da renderla meno vulnerabile dagli eventi esterni, ma non ho mai creduto che questo bastasse a dare una felicità piena. L'equilibrio interiore, la consapevolezza e la forza d'animo aprono la strada al fare, all'azione e alla realizzazione di una condizione oggettiva che risponda e realizzi i propri desideri. Voglio essere sobrio, essenziale per quanto riguarda i miei bisogni personali, e anche ribelle nei confronti delle pressioni persuasive che vengono da fuori. Ma non voglio rinchiudermi un una saggezza angelica autosufficiente. Ho passione per il corpo, la materia e la buccia della terra. I miei sogni vogliono creare delle cose là fuori e ottenere risultati sulla scena del mondo.

I desideri sono dei facili oggetti di osservazione. E quello che capita quando agiamo può essere osservato e considerato con intelligenza, lucidità e flessibilità mentale. Le metafisiche no. Posso fare come se le cose stessero in un certo modo, se questo mi aiuta a recuperare energia slancio e fiducia, ma non mi abbandonerò ciecamente ad una dottrina. Posso pregare dio, immaginare che mi aiuti, credere che mi aiuterà - e lo faccio continuamente - ma resto consapevole che non so assolutamente che cosa sia dio e come funzioni e come agisca e perfino se ha senso dire che esista.

 

Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 9607 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39