Mercoledì, 14 Settembre 2005 00:00

Uno sguardo nuovo

Scritto da  ManagerZen
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Dai, ragazzi, prendetemi sulla parola.
Vi ricordate quand'eravate ragazzini? Il gusto con cui giocavate?
Prendetemi sulla parola, esiste davvero.


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C'è uno spazio nuovo, dove non ci sono più tutti quei ragionamenti tormentati. Tutte quelle paure, quel né carne né pesce. Quell'un passo avanti e due indietro…
C'è davvero. Si apre da solo, una volta che abbiate spinto la porta. E vi siate richiusi dietro le spalle tutte quelle pallose, ripetitive abitudini.

Fatelo quel passo - anche se vi sembra una follia. Anche se le voci più care e più vicine, quelle che considerate più autorevoli, vi invitano alla prudenza. Sono tanti anni che avete prudenza. Che ne avete tirato fuori? Siete sempre a lamentarvi che il lavoro non è quello che vorreste, che l'amore è fonte di sofferenze, che l'economia va male e non so quali altri disastri infestano il vostro mondo. Siete ancora a prendervela con chi? perché non sentite la vita scorrere nei vostri polsi con la dovuta pressione.

Ricordate quando eravate ragazzini. Come giocavate di gusto.
Avevate padroni, allora? Avevate delle regole di buona creanza?

Prendetemi sulla parola, tagliate col passato, chiudete quella porta e apritene un'altra. Qui c'è fiducia, giocare, fare, inventare, seguire i sogni, andare con l'astronave nel mondo della vostra fantascienza.

Qui avete capito che avete già tutto quello che vi serve per sognare l'immensità. E per procedere audacemente nei territori del vostro desiderio. Non vi manca niente, potete vivere nella gratitudine l'avventura dell'invenzione di un mondo magnifico.

Non ci sono più quei tormentati pensieri che vi avvitano nel pozzo profondo del nulla di fatto. Qui respirate e correte e fate magie con le mani. E vi coricate sognando. E vi svegliate con la gioia di giocare.

Voi ce l'avete un sogno. Inutile che me la raccontiate. Ce l'avete dentro di voi. Voi siete un sogno. Avete smesso di sognare solo per paura che fosse illusione. Perché vi hanno raccontato una brutta storia, fatta male, su come funzionano le cose.

Ascoltate quella voce. C'è! Non me la raccontate.
Proprio voi che piangete più a dirotto, lo sapete.

Ora, prendetemi sulla parola. C'è uno sguardo nuovo.
Vi attende. Spalancate quella porta e chiudete quell'altra, alle spalle.




Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Letto 9641 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39