Martedì, 18 Ottobre 2005 00:00

Anche altre ipotesi

Scritto da  ManagerZen
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Naturalmente, ci scioglievamo per il calore. Le facce erano irrorate di sudore e le magliette appiccicate addosso, vistosamente bagnate. E poi c'erano le sensazioni del calore, e anche le immagini del calore, che si fondevano tra loro.


eugenio.jpgQuelle della vita privata, individuale, e quelle del lavoro, e quelle dell'andamento dei tempi, per uno strano effetto calorico, tendevano a mescolarsi, a fare lega. Non si sapeva più di cosa si stava parlando. Erano tutt'uno.
Ci voleva uno sforzo di volontà per dire "Io". Alcuni aspetti della gestione personale dell'esistenza sembravano spinti all'eccesso.

Tra questi, ritrovare il centro e la direzione. Protestare contro l'inerzia. Continuare ad essere un "Io", checché ne dicessero i mistici orientali.

Magda aveva la responsabilità del personale di un'azienda che vendeva vestiario. Era molto apprezzata per la serietà con cui affrontava il suo lavoro. Non consentiva al suo dibattito interiore di interferire con l'efficienza. Ma era tutt'altro che dogmatica e attribuiva grande importanza alla discussione delle ipotesi di fondo. Allora si chiamavano "schemi mentali".
Aveva ordinato prosciutto e melone e accettato il vino bianco scelto dai commensali, Traminer aromatico, a temperatura giusta, cioè freddissimo.
Parlava con verve…

- È vero, viviamo nella civiltà dell'immagine, come si dice. Il che vuol dire, per molti, investire il più possibile nel teatrino delle maschere e dei simboli, nella speranza di sedurre l'inconscio e l'immaginario della gente per vendere pigiami, o schiume da barba…
Ma ci sono anche altre ipotesi, per esempio puntare all'immagine come epifania di un valore che si è raggiunto davvero, nella persona e nella produzione.

E poi ci sono altri interrogativi inquietanti. Per esempio, qui da noi, nei paesi in cui si sta bene, possiamo ancora sperare nel vantaggio della tecnologia? E se il lavoro, altrove costa molto meno, pensiamo di resistere alla concorrenza con misure protezionistiche?
Non vi sembra che sarebbe il caso di un grande sforzo creativo, uscendo dalle abitudini e inventando un ruolo nuovo, diverso, fondato su talenti che abbiamo veramente e su opportunità che vanno scoperte ex novo?

In una situazione come questa si dovrebbe poter contare su una moltitudine di persone vivaci, creative, che pensano davvero, capaci di esplorare il possibile, liberi dalla zavorra di secolari modi di piagnisteo.
Della gente veramente giovane, con la forza e il coraggio dell'esploratore. Pronta a correre il rischio di innovare e dedita a coltivare le proprie potenzialità in maniera indipendente dal chiacchiericcio generalizzato.
Non credete che bisognerebbe ritrovare il contatto con la creazione di cultura vera? Fatta da gente che pensa in libertà, e che osa fare altre ipotesi?

Nella calura della sera, sia avvertiva come l'imminenza di una grande catastrofe, a cui andavamo incontro non preparati, perché troppo affezionati alle nostre piacevoli abitudini, ai comfort, alle camicette firmate, agli aperitivi, all'aria condizionata…
Ci sentivamo addosso la sindrome della rana lessa. Incapaci di reagire perché impercettibilmente e gradualmente addormentati dai nostri stessi comfort, senza nerbo intellettuale, senza ossatura di passione, intorpiditi dalle nostre stesse telenovelas.

Sudata in faccia, ma con lo sguardo chiaro e disteso, ben vestita, ma senza formalità, Magda ci dava l'esempio di una mente vivace, fresca anche sotto il calore estivo, energica anche se l'inerzia della fusione portava al collasso…



Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Letto 15931 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39