Lunedì, 09 Gennaio 2006 00:00

Il destino della frantumazione

Scritto da  ManagerZen
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La ragione analitica ha un grande potere: divide l’unità nelle sue componenti e può migliorare ognuna delle parti, svilupparle, perfezionarle. Se riesce a rimetterle insieme nello schema intelligente unitario, si è fatto un salto di qualità.

eugenio.jpgAbbiamo un’unità più grande e potente.
È successo con le macchine, gli orologi meccanici, i telai e poi le macchine a motore e così via. Anche il computer a cui sto lavorando è l’insieme funzionale di parti che sono state sviluppate e migliorate tecnologicamente e intelligentemente in maniera separata. Ma è una macchina in cui le parti tecnologicamente sviluppate hanno ritrovato l’unità nel disegno globale.

Lo stesso principio si estende a tutto ciò che si può chiamare progresso.
La ragione analitica scompone, separa, divide, e migliora ogni aspetto separatamente, ma, poi lo reinserisce in un’unità più grande, non perdendo il disegno d’insieme. Ricostruisce un’unità viva.

Non c’è nessun motivo per demonizzare la ragione analitica per il fatto che il suo primo passo è quello di frantumare, di dividere. Il punto decisivo sta nel conservare il disegno d’insieme nel quale le parti trovino il loro posto e realizzare l’unità più grande e più vera.

Qualcosa di analogo a ciò che è successo per le macchine è successo per l’uomo nella sua totalità.
Sono stati separati progressivamente nella storia gli aspetti della sua unità.
La filosofia e le scienze, la mente e il cuore. Le varie discipline tra loro. La tecnologia dalla scienza. La vita individuale e privata dalla vita pubblica. L’economia dalla politica e dall’etica. L’amore e la carriera.

La separazione, la nascita di campi sempre più ristretti di specializzazione, la definizione separata di aree specifiche, è un passo necessario per sviluppare e perfezionare ogni aspetto della vita.
Ma la separazione, la frammentazione, la parcellizzazione, non possono essere la conclusione del processo.

In stato di frammentazione né un giocattolo né la persona, né la società, né l’umanità intera, può funzionare e avere vita vera.
La frammentazione è uno stato di disagio e di inefficienza. I pezzi finiscono per lottare l’uno con l’altro. Ognuno afferma se stesso in opposizione agli altri.

Anche l’animo umano è soggetto, contemporaneamente, allo stesso processo.
Il disagio, la depressione, la rabbia, l’aggressività, sono i sentimenti di una persona frammentata. La mente da una parte, il cuore dall'altra, separatamente. Se la frammentazione diventa il destino, è la malattia, il disagio, la morte.

Solo il processo di ricerca dell’unità globale può portare, nella speranza, alla costruzione di una vita intera, piena, ricca, umana.

Quest’ansia di ricostruire l’unità caratterizza la nostra epoca in tutti gli aspetti: dalla globalizzazione dell’economia e della politica, alla ricostruzione dell’armonia tra civiltà e terra, cultura e natura, dal dialogo e dalla costruzione di un’unità culturale che si appropri delle varie tradizioni e culture specifiche, religioni comprese, all’appassionata ricerca dell’unità in cui possano convivere nella ricchezza del loro sviluppo tutti gli aspetti dell’anima: intelligenza e cuore, natura e cultura, corpo e anima. Quello che oggi va sotto il termine di ricerca di una nuova spiritualità.

Nell’impresa economica stiamo assistendo alla stessa tensione. Se nel passato l’economia si era separata da ogni altra considerazione, etica o estetica, per affinare la sua razionalità – l’epoca in cui valeva il detto “business is business”-, ora assistiamo a una profonda tendenza a ricostruire armonia tra affari, etica ed estetica. L’homo oeconomicus vuole diventare un uomo integrale, la cultura d’impresa vuole diventare cultura umana ricostruita, le risorse umane vogliono diventare uomini e donne che usano umanamente le risorse.

La ricerca del senso è la ricerca dell’armonia tra le parti che si sono sviluppate in stato di separazione. Non mette a capo di nulla demonizzare la ragione analitica. È necessario piuttosto immaginare l’unità e l’armonia, e costruirla, nell’individuo e nel mondo intero.

Se qualcuno dicesse che la forza fondamentale che ci sorregge in questo compito è il coraggio dell’amore, si troverebbe nella migliore tradizione del linguaggio. E io mi sentirei pienamente in sintonia con lui.



Eugenio Guarini, è pittore e autore di una newsletter che riunisce e da voce a molte persone in cerca. Per conoscere le sue opere e ricevere le sue newsletter scrivigli: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 11480 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39