Lunedì, 23 Ottobre 2006 12:14

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La sera è un bel momento per parlare con gli amici della propria visione. Per sondare gli spazi oscuri che portano al futuro.

Visionari


La sera. Penso che la sera è un momento giusto. Magari dopo cena. Si pensa a quello che è successo. Lo si racconta agli amici. Se ne discute il senso. Ma gli amici veri sono quelli messi insieme dalla visione condivisa. E allora si va oltre i fatti. Si pesca nel futuro.

Si parlava dell’impresa creativa e di altro. Perché non si tratta solo del lavoro, ma della vita. Comunque, un paio di questi amici ci tengono all’idea dell’impresa creativa. E il discorso scivola da quelle parti.

Risultava subito chiaro che non si trattava di trovare operazioni di marketing con effetti speciali. Loro volevano molto di più. Uno di questi fa il costruttore, lui aveva da sempre una passione per la casa. Lui diceva che ci sono i vincoli, i costi, insomma l’esistente. Ma c’è altro. Lui diceva: c’è la visione.

Io gli avevo appena parlato del bosco, della mia esperienza nel bosco. La chiamavo architettura boschiva. E lui se ne esce in questo modo:

Ecco, forse quel tuo lavoro nel bosco ti consente di capire meglio cosa significa abitare, che cosa significa casa. Il luogo in cui stai, in cui lavori, in cui pensi, in cui incontri gli amici, in cui mangi, in cui ascolti il tuo profondo…
Tu puoi capire, grazie all’esperienza del bosco, dove stai bene, dove succede qualcosa alle tue energie, tu puoi capire che lì è all’opera una visione. Immagino che tu pensi ad una casa nel bosco, oppure a una casa bosco. Una casa in cui le pareti sono colori, quadri, musica, piante e fiori.

Insomma, l’ambiente in cui vivi e lavori, può essere qualcosa di meglio dell’alloggio scatoletta, della stanza ospedale fabbrica, dove senti venir meno lo slancio che si coniuga col tuo desiderio di vita.
Io, come costruttore, sento molto questa esperienza casa, questa esperienza abitare.
Qui non si tratta di trovare una brillante idea per vendere quello che fai, che si fa, che si può fare. Si tratta di inventare un’abitazione che risponda e interpreti questa visione.

L’impresa creativa si muove sulla base di una visione che oltrepassa il presente ed esplora il possibile, il futuro possibile. E certamente ha bisogno di constatare in qualche modo che è in sintonia con i tempi, con lo spirito del tempo, insomma con i desideri profondi che emergono nella gente.
E soprattutto ha bisogno di trovare un collegamento con le energie del mondo per innestare il processo di creazione. Perché il futuro intravisto nella visione venga ad essere.

Il nucleo dell’impresa creativa è questo. La visione. Che tu trovi dentro te stesso, scavando nel profondo. Una visione che si collega col futuro più che con l’esistente. E la creatività consiste proprio nel trovare la strada che consenta al futuro di avvenire.

La sera è un bel momento per parlare con gli amici della propria visione. Per sondare gli spazi oscuri che portano al futuro.
È chiaro che bisogna chiudere la televisione. È chiaro che bisogna aprire il cuore.
È anche chiaro che non c’è niente di più gustoso che questa amicizia conviviale in cui noi siamo e possiamo essere noi stessi senza problemi.


Eugenio Guarini
338.320 70 62
www.eugenioguarini.it
Letto 14357 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39
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