Giovedì, 13 Luglio 2006 17:46

Intervista a Howard Choy

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Progettare con il Feng shui

"Per un architetto, progettare con il Feng shui è come, per un pilota, viaggiare su un auto con il carburante più potente".
Un'analogia, una metafora, una frase a effetto? Di sicuro stupisce il confronto tra un'arte e un meccanismo tecnologico tant'é vero che "conoscere la metodologia non è lo stesso di praticare con arte".
No, non sono in una fase di ispirazione poetica e le frasi "tra virgolette" non sono le mie ma di Howard Choy, un maestro cinese di Feng shui.
Cinese di nascita ma australiano di adozione tanto da aver sentito parlare per la prima volta di Feng shui durante un viaggio di lavoro dopo la laurea, dunque verso i trent'anni.
"Mio padre era colto e non poteva ammettere che si parlasse di qualcosa che secondo lui era poco più di una leggenda popolare. Poi abbiamo lasciato la Cina quando ero ancora troppo giovane per avere una vita autonoma o che mi desse occasione di avvicinarmi all'argomento anche per via del fatto che quelli erano gli anni della rivoluzione cinese e dunque della messa al bando del Feng shui".
Ho incontrato Howard al corso organizzato dall'Istituto Ricci di Bologna e non potevo non approfittare dell'occasione per risolvere il dilemma, che mi affligge da un po' di tempo, sulla traducibilità del Feng shui nella vita attuale. Ovviamente, per lui che il cinese lo conosce, il problema non si pone. Ma io continuo a pensare che sia più che altro perché è, appunto, un architetto. In realtà è tante altre cose: maestro di Tai Chi e Qigong, scrittore, insegnante, anzi "comunicatore" e consulente Feng shui.
Ho visto alcuni suoi lavori sul suo sito e mi è sembrato di percorrere una storia in cui, man mano che scorrevano le immagini e passavano gli anni, si rendevano sempre più visibili ed evidenti le influenze dei suoi studi e l'applicazione delle sue conoscenze sul Feng shui.
Parla inglese, ovviamente, ma con una ritmica diversa da quella dei madrelingua e a domanda risponde con leggera laconicità, dunque è difficile riportare, senza alterare o interpretare le frasi, il risultato dell'intervista.
Ritmica e musicalità sono utilizzati da Howard come metafora della differenza tra lo spazio vuoto dei cinesi e il concetto occidentale che privilegia il contenitore "la musica occidentale è una sequenza di note staccate, quella orientale è data dalla vibrazione che unisce diversi toni". E per definire l'importanza degli accenti cromatici "l'uso simbolico del colore è come il TI-nnnn-G di una posata di metallo su un bicchiere di cristallo".
Per definire meglio in cosa consiste l'analisi Feng shui inventa una piramide in cui assegna ai tre vertici della base un parametro, così che la loro combinazione produca il significato da attribuire al vertice (che a sua volta può diventare elemento di base combinabile con gli altri), in modo da privilegiare aspetti diversi di una stessa manifestazione fino a giungere alla risposta più esaustiva, alla soluzione più idonea: al centro della piramide (noi diremmo al centro del problema).
"L'esperto Feng shui trova soluzioni che siano efficaci anche a chi non lo conosce. L'edificio, il suo orientamento, diventano la porta di accesso per leggere l'energia del sito, ciò che gli dà senso e direzione. Adattereste un'isola al vostro schema ideale di costruzione se questo rispondesse - ad esempio - a un Mandala o ad un'altra forma rispondente o corrispondente a un simbolo religioso? Radereste al suolo un isola per farla aderire al vostro modello progettuale?"
Già! Bella domanda...
"Tangibile e intangibile: il progetto che nasce dall'idea - dunque intangibile - è tangibile, ma viene accolto da chi lo fruisce intangibilmente. E' l'energia nascosta che crea la forma".
E' vero, ma molto tangibili sono le forme stravaganti che gli architetti moderni propinano in lungo e in largo...
"Uno spazio disegnato con originalità dura poco. E' scomodo. E' adatto per luoghi di breve soggiorno. Provate a svolgere le vostre azioni stando inclinati su un lato, come vi sentireste? Per concludere, diciamo che il Feng shui è come chiedere un parere sul vostro lavoro a un amico. Vi aiuta a ricavare consigli e aprirvi ad aspetti che non avreste notato".
Un ultima domanda: l'abbandono delle antiche credenze e pratiche in Cina è concausa del nascere delle recenti, allarmanti e crescenti patologie che provengono dall'oriente? E cosa ha a che fare il Feng shui di oggi con quello originario?
"Non posso rispondere per la prima parte. Sono invece convinto che nonostante la commercializzazione, il business, gli eventi storici, il Feng shui sopravviverà anche a questo particolare momento grazie a un approccio onesto, umile e positivo". 
Letto 7502 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39