Giovedì, 13 Luglio 2006 17:48

Il cliente e il suo habitat

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L'osservazione degli aspetti ambientali, architettonici, di arredamento relativi all'abitazione del cliente, possono rivelarsi utili indicatori delle abitudini e dello stile di vita di chi vi abita?

La disposizione e l'orientamento della persona nello spazio possono agire sulla trattativa di compravendita di un immobile?

La risposta è sì.

"La casa è la terza pelle dell'uomo e della donna" è la definizione che viene utilizzata - soprattutto dai bioarchitetti - per sintetizzare quanto l'habitat "rifletta" il carattere di chi lo abita e l'intensità del rapporto che la persona ha con il luogo dove vive e con gli oggetti che lo rendono conforme alle proprie esigenze.

L'ingresso di una persona "esterna" comporta, sia per l'ospite e sia per l'ospitato, affrontare i minuti iniziali dell'incontro cercando di superare sensazioni diverse per ciascun individuo, imbarazzo, gradimento, disagio, emozione, sorpresa, diffidenza e così via.
Il più delle volte tutto si risolve per il meglio, ma posso esservi dei casi in cui il tentativo di "arginare" o tenere celata la reazione che ci può suscitare l'interlocutore o il luogo dove ci troviamo distrae l'attenzione dal motivo della visita e quindi dall'obiettivo che ci siamo posti/e.

Penso all'Urp e agli uffici pubblici, a uno sportello di banca-assicurazione, alla visita presso il domicilio del potenziale cliente per l'offerta di un servizio o la vendita di un prodotto, nelle trattative di acquisizione che precedono la formalizzazione del contratto con il promittente venditore.

Oltre ai criteri della bioarchitettura (una scienza nata in Germania nei primi decenni del secolo scorso, che viene oggi applicata in tutto il mondo da architetti e arredatori attenti al benessere e alla salute delle persone nel rispetto dell'ambiente) esiste una disciplina, il Feng shui che può aiutare chi svolge la sua attività recandosi presso il cliente.
In primo luogo perché fornisce strumenti di lettura e interpretazione del contesto esterno e delle caratteristiche architettoniche e di arredo, in secondo luogo perché facilita l'identificazione del luogo migliore ove, potendo scegliere, è bene collocarsi quando ci si trova all'interno di una stanza (come vedremo poi).
Entrambi gli aspetti concorrono a limitare i rischi che derivano dal subire l'influenza - del tutto naturale - dell'istinto e, quindi, di preferire o discriminare le situazioni invece di coglierne l'essenza.

Osservare il contesto esterno all'abitazione fornisce molteplici informazioni che è buona norma non dare per scontate.

La residenza signorile.
Se vi sono fiori alle finestre, le facciate sono in ordine, l'atrio è luminoso e accogliente, non si rillevano malfunzionamenti degli impianti o danneggiamenti, beneƒ Ma se è in evidente stato di abbandono o trascuratezzaƒ oppure ha dei lavori in corso?
Il suggerimento è quello di verificare "diplomaticamente" le ragioni perché "spese straordinarie" costano quindi, non affrontarle potrebbe voler dire che lo status non corrisponde alle aspettative, così come trovarsi a dover sostenere delle spese importanti potrebbe essere causa di indecisione o disattenzione verso la proposta di un nuovo investimento.

Gli aspetti critici
La vicinanza a elettrodotti, ferrovie, antenne, ospedali, macelli, fabbriche, fonti di inquinamento (acustico, atmosferico, luminoso, ecc.) comporta un'attenzione particolare verso lo stato di salute del potenziale cliente e dei vicini suggerendo, ad esempio, di indagare, magari prendendo spunto da una notizia di cronaca, sulla presenza di patologie particolari (nervose e fisiche).
Che l'ambiente incida profondamente sulla salute delle persone è ormai ampiamente dimostrato (anche da ricerche condotte dalle compagnie di assicurazione) così come si sta facendo strada l'idea che le persone che rispettano l'ambiente e praticano discipline olistiche (secondo una recente indagine del Censis circa il 20% della popolazione italiana) hanno un tasso di rischio di malattia e incidenti minori rispetto alla media, sono maggiormente sensibili ai temi della prevenzione, più ottimisti verso il futuro e inclini a ricorrere a forme di tutela e conservazione del loro livello di vita in età avanzata.

Lo spazio interno
Anche gli ambienti interni e i loro arredi forniscono utili indicazioni sulla persona, ma la prima cosa da osservare è se i locali sono ordinati o se vi sono accumuli disordinati di oggetti abbandonati, accatastati, rottiƒ Può sembrare incomprensibile, eppure il "clutter" (così si chiama il disordine nel Feng shui) segnala una criticità nella vita della persona (insicurezza, ambiguità, provvisorietà).
- Se la prima stanza che si vede entrando è il salotto, beneƒ Al contrario, se si tratta del bagno, occorre fare il massimo sforzo per evitare che l'attenzione dell'ospite "fugga via".
- Se l'occhio cade per primo in cucina - o se è il locale scelto per l'incontro - utilizzare argomenti e riferimenti alla gastronomia e ai sensi potrebbe rivelarsi un'ottima strategia per "rompere il ghiaccio".
- Un arredamento antico, la presenza di molte foto "d'epoca", fiori secchi, cimeli denotano una personalità "nostalgica" rivolta al passato più che al futuro, mentre armi, trofei di caccia, forme acuminate e colori aggressivi sono di norma molto graditi a personalità forti, sanguigne, decise.

In ultimo, una raccomandazione che vale sempre, qualsiasi sia l'interlocutore e qualsiasi sia il contesto:
- Se volete ottenere le migliori condizioni per rendere eccellente la vostra prestazione scegliete il posto a sedere più lontano dalla porta di accesso della stanza in cui vi trovate facendo però in modo di vederla (quindi facendo disporre l'altra persona con le spalle alla porta) ed evitate che chi vi sta di fronte sia in controluce.
Se vi sentite distratti o deconcentrati disponetevi in modo da avere la nuca a Nord, mentre se volete accrescere l'eloquio e la fantasia rivolgetela a Est. La situazione necessita di calma e state per perdere la pazienza? Provate a disporvi con la nuca a Ovest oppure a Sud se vi sentite stanchi o "sovrastati".


Il Feng shui, che significa vento e acqua, nasce nella Cina di circa tremila anni fa e arriva in Italia, nei primi anni '90, sull'onda del successo ottenuto negli Usa e nei paesi del nord Europa. E' una disciplina basata sulle relazioni tra lo spazio (naturale o archiettonico) e l'essere umano e pertanto trova ottime applicazioni in ogni contesto della vita.
Tra i principali utilizzatori del Feng shui, in Occidente, troviamo multinazionali, banche e assicurazioni seguite da uomini politici (tra i più importanti Tony Blair, Bill Clinton e il principe Carlo d'Inghilterra), manager (Richard Branson detto Mr. Virgin, Donald Trump e molti altri meno noti) e artisti quali Richard Gere, Madonna, Sting, Boy George, Robert Redford, Rob Lowe, Quentin Tarantino.
Alcuni esempi di realizzazioni moderne sono la sede della multinazionale Chase Asia, la sede della Bank of China di Hong Kong, la Citibank, la Shangai bank, la British Airways di Londra e la Nokia di Helsinki.
Anche in Italia non mancano esempi quali, a Milano, la sede dell'agenzia pubblicitaria Walter Thompson (arch. Mauro Bertamé che ha anche curato l'intevento Feng shui della sede di Cinisello della Royal Insurance), il ristorante Jumé (via Varesina), il Feng Café "Volo" (angolo via B. d'Este via Patellari) oppure la casa del cantante Zucchero in Lunigiana (arch. Tiziano Lera) oltre a innumerevoli abitazioni private, negozi e atelier.
Letto 7144 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39