Giovedì, 13 Luglio 2006 17:50

Intervista ad Anna Maria Marrocco

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La lettura del territorio urbano con il Feng shui
E' noto che il Feng shui sia in massima parte applicato all'interno degli edifici, qualsiasi sia la loro destinazione d'uso, non solo perché contribuisce a rendere più vivibili gli ambienti costruiti ma anche perché e infrequente trovare un committente che richieda la progettazione a nuovo e disponga del terreno idoneo ad applicarne totalmente i criteri.
Tuttavia, applicare l'analisi Feng shui al territorio urbano e a quello circostante può rivelarsi utile sia a promuovere una cultura orientata al benessere e al rispetto per l'ambiente e sia a identificare e potenziare gli aspetti legati alla percezione e alla fruizione della città da parte dei cittadini e dei turisti.
In questo senso il Feng shui può interessare i manager delle amministrazioni locali, assessori al traffico, all'urbanistica, ai servizi oltre che agli architetti, agli ingegneri del paesaggio, agli urbanisti.


Managerzen ha raccolto il parere dell'architetto Anna Maria Marrocco, presidente di www.naturaearchitettura.org, che si occupa da molti anni di progettazione bioedile, ambientale e Feng shui, per avere qualche dettaglio sull'applicazione di queste discipline in ambito urbano.
"La Toscana è una delle regioni che più si avvicinano ai requisiti richiesti dal Feng Shui; è il luogo dove vento e acqua hanno modellato un paesaggio morbido e pieno di sfumature, dove l'uomo ha saputo costruire in sintonia con l'ambiente, complici il clima favorevole e la ricchezza dei suoli. Firenze, in particolare, risponde, con la sua collocazione sul territorio, ai principi fondamentali della protezione e controllo. Così la città risulta abbracciata e protetta dalle colline retrostanti, e controlla il territorio davanti a sé con l'apertura sulla piana di Sesto. Il fiume alla sua sinistra costituisce la via più potente di ingresso dell'energia nella città ed il suo senso di scorrimento yang, pur creando movimento, non permette all'energia di fermarsi, favorisce quindi gli scambi e non la produzione, crea ricchezza, ma sempre legata a un'economia basata sul turismo e sull'innovazione".


Un contesto ideale, che appare però nascosto dagli insediamenti ad alta densità abitativa. Che fare, dunque? Abbattere i quartieri periferici e le strutture "negative"?
"Molti quartieri periferici come l'Isolotto e Sorgane, sono nati con caratteristiche tali che al loro interno la presenza di un "Centro" identificabile come luogo di incontro della comunità locale (da non confondere con un centro commerciale!), sia ben localizzato, così da permettere al "Qi" di raccogliersi in esso e di scorrere nelle varie direzioni ed attività. Ma quelli dove manca una vera progettazione dell'impianto urbano, come Novoli e Le Piagge, devono essere riqualificati con l'istituzione di aree a verde, piazze, arredi, fontane, servizi efficienti, e prevedendo anche la ristrutturazione, in certi casi la demolizione, degli edifici "malati" di deprivazione sensoriale ed altamente energivori".


Lo speciale architettura ideato dal Corriere di Firenze abbina per la prima volta il parere di importanti architetti (Adolfo Natalini, Vittorio Maschietto, Lapo Binazzi, Paolo Poli, Oriella Ferrini, Vittorio Savi) a quello di un assessore all'urbanistica (Gianni Biagi) e di un esperto Feng shui. Segno che questa disciplina può davvero fornire utili consigli e soluzioni urbanistiche?
"La Progettazione basata sul confronto con i soggetti interessati dagli interventi sul territorio, può portare a ridisegnare intere parti di città: dai percorsi pedonali, agli spazi verdi, alla riqualificazione di piazze come luoghi di incontro, al riuso di aree dismesse ed edifici inutilizzati, agli edifici scolastici e agli spazi specializzati (reparti ospedalieri, residenze assistite, ecc). Il mio sogno è che l'intervento dell'uomo sul territorio, attraverso la sua Architettura, ritorni ad essere in sintonia con i principi della grande tradizione costruttiva del passato, nel rispetto delle risorse naturali, del contesto ambientale e delle esigenze umane. Dopo più di un secolo di sfruttamento intensivo e non più sostenibile del territorio, l'Occidente sviluppa la consapevolezza che l'uomo non è il solo padrone delle risorse naturali e che questo modello di sviluppo non è infinito. In questo senso il Feng Shui, con la sua visione ecologica del mondo ed il suo tradizionale rispetto per la natura, può aiutarci a coniugare lo sviluppo dell'uomo in armonia con il cielo e la terra".

Per leggere il testo integrale dell'intervento vai a www.architettomarrocco.it
Letto 7777 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39