Martedì, 27 Novembre 2007 11:46

Intelligenza emotiva e controllo di gestione In evidenza

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Ernesto Visentin
Un articolo di Ernesto Visentin (consulente di direzione aziendale e counsellor) sull'intelligenza emotiva e strumenti di pianificazione e controllo di gestione.

Intelligenza emotiva, strumenti

di pianificazione e controllo di gestione


di Ernesto Visentin


Ernesto VisentinNel 1995, quando Goleman ha divulgato il concetto di “Intelligenza Emotiva” (IE) anche come fattore determinante per il successo in campo economico e degli affari, è stata una piccola rivoluzione culturale. Si è scritto molto sulla IE, eppure non si sono ancora sperimentati strumenti di Gestione aziendale che integrino espressamente la loro intrinseca logica razionale con l’IE.
Scopo di questo articolo è offrire un punto di vista differente rispetto ad alcuni strumenti di Pianificazione e Controllo di Gestione (P&C), grazie a un approccio fondato sulla IE. Imprenditorie “manager” potrebbero impiegare tali strumenti “arricchiti” per migliorare le loro competenze e quelle delle imprese che guidano.

Il primo tentativo di definizione di IE è stato fatto da Salovey e Mayer nel 1990; l’IE è “la capacità di monitorare sentimenti ed emozioni proprie e di altri, di discriminare fra queste e usare le informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni”. Appare evidente che la virtù principale dell’IE consiste nella capacità personale di accogliere e comprendere le proprie ed altrui emozioni, al fine di migliorare le proprie decisioni, le proprie azioni e capacità relazionali. Migliori decisioni, migliori azioni e migliori relazioni interpersonali sono in grado di produrre migliori risultati. Se questo concetto è valido per le persone, può esserlo altrettanto per le aziende e le organizzazioni. Allora, è necessario un approccio che integri pensiero razionale ed IE.

Concretamente, poi, utilizzare l’IE significa, ad esempio, collegare ogni segnale, misura, azione, comportamento, obiettivo, al corrispondente stato emotivo che ne emerge. Ogni emozione, d’altro canto, permette ai manager di capire meglio che tipo di influenza ha su di loro, in senso profondo, quel determinato segnale o simbolo. Integrare gli approcci consente di ottenere il meglio da entrambe le modalità di pensiero. La razionalità aiuta le persone a conoscere la realtà, il mondo esterno, e a orientarvisi. Infatti, il pensiero razionale può essere ben utilizzato, ad esempio, per definire un insieme di opportunità e selezionare la migliore. Le emozioni, d’altro canto, sorgono ineluttabilmente dalle decisioni, dalle azioni intraprese e dai risultati conseguenti. Così, se si accolgono le emozioni che scaturiscono da una decisione, da un'azione o da un risultato e se si ascoltano, si può capire non solo perchè ci si sente soddisfatti o insoddisfatti, ma su quali leve agire per attuare un vero e profondo cambiamento. Questo “meccanismo di consapevolezza” è molto efficace per ogni essere umano: le emozioni sono fondamentali per influenzare il comportamento e, conseguentemente, le prestazioni. L’IE può arricchire, ad esempio, gli strumenti di P&C come la “Carta degli Intenti Strategici”, la “Balanced ScoreCard” e il “Sistema di Reporting”.

La “Carta degli Intenti Strategici” consente all’Alta Direzione di definire obiettivi qualitativi a medio / lungo termine, quali la visione e la missione d’impresa. L’IE può esser utile nel momento in cui i manager accolgono le emozioni scaturite dagli obiettivi. Timore o coraggio? Forza o debolezza? Benessere o malessere? Sentimenti di sfida o di prudenza? Per i manager, collegare alle relative cause le sensazioni che emergono dalle domande, può migliorare notevolmente il loro processo decisionale.

Ciò può essere fatto:
- riformulando i loro obiettivi sulla base delle loro reali sensazioni o
-  tenendo conto delle eventuali “resistenze emotive” che devono essere accolte, comprese e trasformate in punti di forza.

La “Balanced ScoreCard” è costituita da in un insieme di misure, obiettivi strategici, che definiscono la strategia e la traducono in azione. La BSC è composta da quattro prospettive: Economico-finanziaria, del Cliente, dei Processi interni e di Apprendimento & sviluppo. Per ogni prospettiva, i manager possono valutare quale emozione può rendere gli obiettivi più facili da perseguire. Ancora, i manager possono riconoscere le emozioni collegate ad ogni obiettivo ed utilizzarle. Se le emozioni sono positive, possono utilizzarle immediatamente per rinforzare le azioni verso gli obiettivi. Se le emozioni sono negative, devono prima essere accolte, profondamente comprese e trasformate in opportunità di vero, profondo cambiamento e sviluppo.

Il Sistema di Reporting può aiutare l’Alta Direzione a capire più profondamente i risultati economici e come si sono ottenuti. Alcune domande tipiche sono: quali obiettivi sono stati raggiunti? E come? Cosa rende soddisfatti? Ci sono motivi di insoddisfazione? Come mai? Quali emozioni emergono da un confronto intelligente ed onesto su: strategia > obiettivi > comportamenti / azioni delle persone > risultati?

Dare risposta a queste domande consente ai manager di:
1. apprezzare tutti i passi positivi compiuti da loro stessi e dall’organizzazione,
2. definire gli obiettivi finali e intermedi più adatti e le azioni per raggiungerli,
3. aumentare, conseguentemente, le probabilità di successo nell’immediato futuro.

Naturalmente, è possibile che il lavoro di sostentamento di un siffatto sistema sia percepito come difficilmente sostenibile ed oneroso, almeno nel medio-lungo periodo. Tuttavia, per i manager e le imprese, questa è una grande opportunità per comprendere meglio le dinamiche su “decisioni / azioni / risultati”, guidate dalle emozioni. Flessibilità e proattività possono essere generate più facilmente proprio grazie all’integrazione della logica razionale con l’IE. Le emozioni erano l’anello mancante, il ponte di comunicazione fra il mondo esteriore e quello interiore di persone e imprese. Capire le emozioni rende tutti i comportamenti e, con essi, le attività economiche, meno incerti e difficili da gestire. E se fosse una nuova fonte di vantaggio competitivo?


Letto 14403 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39