Lunedì, 19 Ottobre 2009 11:04

Il Nobel per l'economia va a Elinor Ostrom e Oliver Williamson In evidenza

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La studiosa ha ricevuto il prestigioso premio insieme a Oliver E. Williamson per la loro ricerca sull'organizzazione della cooperazione nella governance economica (da IlSole24Ore.com)


Il Nobel per l'economia va a Elinor Ostrom e Oliver Williamson
nobel-economia.jpgNon era mai successo prima, nella storia dei Nobel, che nello stesso anno cinque donne ricevessero il prestigioso premio. Un record che si aggiunge ad un'altra novità: per la prima volta da quando è nato il Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences, noto come Nobel per l'economia, il riconoscimento è stato assegnato ad una donna, la statunitense Elinor Ostrom, 76 anni, insignita insieme al connazionale Oliver E. Williamson, 77 anni.

Elinor Ostrom va così ad aggiungersi alle altre quattro "laureate" dall'Accademia reale di Svezia nel 2009: Ada E. Yonath, premio Nobel per la chimica, Elizabeth H. Blackburn e Carol W. Greider, Nobel per la medicina insieme allo statunitense Jack W. Szostak e Herta Müller, Nobel per la letteratura.

La storia del Nobel al femminile comincia con Marie Curie, premiata per la fisica nel 1903, insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel. Marie Curie, a cui è stato assegnato anche il Nobel per la chimica nel 1911, è l'unica donna ad aver ricevuto più di un riconoscimento.
In tutto sono state 40 le donne che hanno vinto il Nobel: primeggiano la Letteratura e la Pace, con 12 riconoscimenti ciascuno, seguono la Medicina, con 10 premi, la Chimica, con 4, la Fisica con 2 e, dal 2009, l'Economia, con 1. Cinque anni fa, nel 2004, erano state tre le donne premiate, un record battuto quest'anno e appunto coronato dal premio alla Ostrom.

La studiosa ha ricevuto il prestigioso Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences insieme a Oliver E. Williamson per la loro ricerca sull'organizzazione della cooperazione nella governance economica.

Nata nel 1933, la Ostrom insegna all'Università dell'Indiana. E' quasi coetanea dell'altro economista premiato:Oliver E. Williamson, nato nel 1932, che invece insegna a Berkeley, Università della California.
Elinor Ostrom è stata premiata, si legge nella motivazione del premio, «per la sua analisi della governance in economia, in modo particolare del bene collettivo»; Williamson «per la sua analisi della governance in economia, in modo particolare dei limiti delle imprese».

L'estensione del premio Nobel alla scienza economica risale al 1969, su iniziativa della banca centrale della Svezia, tanto che la denominazione ufficiale dell'onorificenza è "The Sveriges Riksbank Prize in Economic Sciences". A Ostrom e Williamson spetta un premio di 1,4 milioni di dollari (980.000 euro) che dovranno spartirsi.

Fonte | Il Sole 24 Ore


Innovazione dal basso
di Elinor Ostrom
elinor-ostrom.jpgPer sbloccare il potenziale umano serve un'apertura del settore pubblico e di quello privato che incoraggi la soluzione dei problemi da parte dei singoli individui in tutti gli aspetti dell'esistenza. In materia di fornitura e produzione di beni privati - beni relativamente facili da impacchettare e senza grosse esternalità - sappiamo che creare un mercato aperto e competitivo conduce a un incremento degli investimenti e dell'innovazione e a una diminuzione dei prezzi per i consumatori. L'imprenditorialità gioca un ruolo chiave nel settore privato, perché scopre metodi per mettere insieme fattori produttivi eterogenei in modi nuovi e complementari, data la disponibilità di risorse e tecnologia. Nel settore privato, la ricerca del profitto è la spinta trainante per gli imprenditori privati.

La fornitura di beni pubblici esige istituzioni diverse da un mercato aperto e competitivo. Sono necessarie istituzioni che incoraggino l'azione collettiva e scoraggino il free-riding. Anche il mercato non è un'istituzione affidabile se mancano regole sulla proprietà, tribunali e polizia.
Il linguaggio usato da molti analisti divide il ricco mondo delle istituzioni in una dicotomia improduttiva di "mercato" contro "Stato". Mentre i mercati sono considerati ambiti pubblici e aperti, dove individui e aziende competono tra loro, il settore pubblico viene raffigurato come una gerarchia verticistica con poco spazio per la soluzione dei problemi, se non da parte dei funzionari pubblici di grado più alto. Per sbloccare il potenziale umano, dobbiamo sbloccare il nostro modo di concepire gli assetti istituzionali non di mercato. Dobbiamo aprire il settore pubblico all'imprenditorialità e all'innovazione.

Considerando che i benefici dei beni pubblici e delle risorse comuni sono sparpagliati all'interno di una comunità, molti studiosi ignorano la possibilità che imprenditori pubblici locali inventino metodi efficaci per la coproduzione di questi beni e servizi essenziali. Per altro verso, molti studiosi mettono l'accento sulla necessità di leadership nel settore pubblico.
Gli studi approfonditi che abbiamo condotto sulla fornitura di servizi nei centri urbani e delle risorse comuni hanno ripetutamente riscontrato comunità di individui, nelle aree urbane e rurali, che si sono autorganizzati per fornire e coprodurre servizi locali di livello sorprendentemente buono considerando le limitazioni con cui devono fare i conti. Molti analisti politici partono dal presupposto che, senza importanti risorse esterne e pianificazione dell'alto, è impossibile fornire beni pubblici e risorse comuni sostenibili. Un simile presupposto assoluto è sbagliato. Se è vero che è sempre difficile trovare metodi efficaci per fornire questi servizi, gli imprenditori pubblici che lavorano a stretto contatto con i cittadini spesso trovano nuovi modi di mettere insieme i servizi, usando un mix di talenti e risorse locali.

L'idea preconcetta che i locali non possano occuparsi dei problemi del settore pubblico ha portato in tutto il mondo all'adozione di leggi che assegnano la responsabilità dei servizi pubblici locali a enormi dipartimenti amministrativi dello Stato, spesso non provvisti delle risorse per portare a termine il loro compito. Non è così che si è sviluppata l'Europa.
La legislazione contemporanea, che attribuisce ai governi regionali o nazionali la responsabilità dei beni pubblici e delle risorse comuni a livello locale, sottrae ai cittadini l'autorità di risolvere problemi che sono differenti da una località all'altra. Dobbiamo sbloccare le loro capacità e metterli nelle condizioni di essere riconosciuti come cittadini e funzionari pubblici locali con il potere e l'autorità di prendere misure per risolvere problemi locali. Dobbiamo concepire il settore pubblico come un sistema policentrico, e non come una gerarchia monocentrica.

Tratto da «Unlocking Public Entrepreneurship and Public Economies» (2005)
(Traduzione di Fabio Galimberti)


Fonte | Il Sole 24 Ore

Letto 15590 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Ottobre 2012 18:32