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Venerdì, 14 Aprile 2006 09:00

Mauro Casadio Farolfi: la visione comunitaria

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Scopriamo i soci di ManagerZen: Annalisa Fassetta intervista Mauro Casadio Farolfi
Laureato in Scienze Politiche, da 25 anni è consulente nel settore della comunicazione e organizzazione di eventi.






Fondatore dell’Associazione Città dell'Uomo di Imola e partner del progetto Auroville, in India. Da un anno è socio di ManagerZen.


Da diverso tempo segui un percorso interiore di crescita. C’è un momento nella tua vita che ha dato origine a tale ricerca?

" Le do’ un consiglio: é bene che si faccia operare entro tre o sei mesi al massimo, lei quel soffio al cuore l’ha trascurato".
Questa la sentenza del cardiochirurgo dopo una breve visita. Avevo da poco superato i trent’anni, ero sposato da qualche tempo e mi avviavo ad una nuova e promettente attività professionale.
Una diagnosi che mi mise davanti ad una situazione inaspettata. Fu questo che mi spinse ad accelerare un percorso interiore, già in atto.
Era l'esigenza di impegnarsi in un lavoro di ricerca, di dare risposte a domande che avevano a che fare con il senso della mia stessa esistenza. E’ una ricerca tuttora in corso, che richiede una forte determinazione per mettere quotidianamente in discussione molti aspetti della mia vita.
La ricerca significa anche cercare l'assenza di conflitto nel sentimento di esistere. Un percorso che continua, fra difficoltà di ogni genere, dovute anche alla constatazione che tutto quello che ci capita non dipende solo da noi.
Il percorso spirituale è prioritario nella mia vita e tanto l’aspetto sentimentale quanto quello professionale ne sono continuamente pervasi.


Questa ricerca ti ha condotto a visitare Auroville: la città nel sud dell’India, nata con lo scopo di realizzare l’unità umana, dove uomini e donne di tutti i paesi dovrebbero vivere in pace ed armonia, al di sopra di ogni credo religioso e politico. Cosa hai trovato in questa città?

Auroville è un ponte tra Oriente ed Occidente. E’ anticipatrice di molte fasi evolutive dei nostri tempi, ma è anche una scommessa sociale ed urbanistica.
Si affrontano, non senza alcune contraddizioni, le sfide dell’eco-compatibilità, della gestione urbana, dell’educazione delle nuove generazioni e dell’applicazione di un nuovo modello di sviluppo economico e relazionale che mira ad una crescita equilibrata del nostro pianeta.
Ad Auroville ho sentito una tensione evolutiva che presuppone nei residenti, ma anche nei turisti piu’ attenti, una sincera aspirazione all’unità umana. E’ un luogo dove poter affrontare con serenità e condividere con altri il richiamo incessante di un processo evolutivo interiore che rappresenta la nostra vera indole. Per me costituisce la motivazione a recarmi periodicamente in quest’angolo del sud indiano.


Tu sei uno dei Soci fondatori dell’Associazione Culturale "Città dell'Uomo" di Imola. Quali sono i principi a cui si ispira?

Il nostro progetto trae ispirazione dal pensiero di Adriano Olivetti, l’imprenditore piemontese che intese l’azienda come centro di una comunità, un’unione di uomini, di lavoro e di cultura.

Anche la valorizzazione delle specificità territoriali, cioè la difesa della cultura e della tradizione del territorio, aspetto importante dell’opera di Olivetti , viene fortemente promossa dalla nostra associazione.

La Città dell’Uomo si fonda sul presupposto che il dialogo tra diverse culture è un elemento di crescita. Penso che il confronto debba nascere dalla conoscenza delle caratteristiche storiche, culturali ed economiche dello stesso territorio di Imola in cui la nostra azione si svolge.

Per questo l’Associazione organizza conferenze, produce pubblicazioni, promuove manifestazioni artistiche e dibattiti pubblici.


Possiamo individuare affinità tra Auroville e la Città dell’Uomo?

Indubbiamente ci sono elementi che accomunano le due esperienze.
In entrambi i progetti è presente una forte aspirazione comunitaria: l’idea che gli uomini possano condividere aspetti della vita economica, sociale e spirituale.

C’è anche un’esigenza di elevazione della quotidianità: la nostra attività lavorativa, e non solo, puo’ sembrare ripetitiva e banale, ma non lo è se vissuta con intensità e attenzione.

Inoltre, in entrambe le esperienze sono presenti elementi di concretezza ed utopia.

Ma ci sono anche profonde differenze.
Ad Auroville, per esempio, il concetto di proprietà privata non esiste, mentre è presente nel pensiero di Olivetti e nella Città dell’Uomo di Imola.

Un’altra diversità è la dimensione dell’azienda.
Ad Auroville sono di piccole o medie dimensioni. Al contrario, nella Città dell’Uomo l’azienda è un elemento forte, centrale, catalizzatore della comunità e, pertanto, puo’ anche assumere dimensioni significative.


Questa frase è presente in un tuo articolo su Auroville (vedi pdf a fondo pagina): “Non è con la ragione che si riesce a varcare i limiti della razionalità”. Che cosa significa per te?

Secondo Sri Aurobindo la razionalità è un aspetto particolare, ma importante e utile della coscienza mentale. Esistono livelli superiori che la razionalità non può raggiungere, ma che la coscienza mentale può riflettere. "Sarà anche possibile per la mente non essere più limitata dall'intelletto per divenire una sorta di gnosi mentale, un luminoso riprodursi della Verità... I livelli del Sovramentale, dell'Intuizione, della Mente Illuminata, di quello che ho chiamato Mente Superiore... si potranno riflettere in una mente umana resa più elevata...".

La ragione può essere un ostacolo nell'accedere alla sovra-razionalità: "Quando saremo passati al di là dell'essere istruiti avremo la Conoscenza. La ragione era l'aiuto, la ragione è l'ostacolo... Trasforma la ragione in intuizione coerente, lascia che tutto in te sia luce..." o anche "Un'impavida volontà di conoscenza osava cancellare le linee di sicurezza che la Ragione traccia e che fermano il volo della Mente e il tuffo dell'anima nell'Infinito."
E' importante osservare che per Sri Aurobindo la sovra-razionalità non è da confondersi con l'irrazionalità, anzi molte volte essa si mostra ancora più "ragionevole", essendo spesso origine di scoperte scientifiche o intuizioni filosofiche.
Per dirla nei termini della Psicologia Transpersonale (che molto deve proprio a Sri Aurobindo) non c'è alcuna confusione tra ciò che è prima della razionalità e ciò che è oltre, tra infra-razionale e sovra-razionale, come invece si può osservare in un certo New Age che, invece, ha proposto un semplice rifiuto della razionalità a favore dell'emotività o dell'istinto.


Cosa ti aspetti dalla tua ricerca interiore?

La mia aspirazione è vivere in uno stato di serenità, di libertà e di felicità, che non può realizzarsi se non attraverso la trasformazione di se stessi. Questo processo, a sua volta, permette la trasformazione del mondo che ci circonda.


Con quali aspettative ti sei avvicinato a ManagerZen?

Nella vostra associazione ho individuato un luogo dove le persone, per diverse esigenze, desiderano vivere il lavoro in modo sempre più vicino ai valori etici universali.
Un progetto dove la centralità è data alle persone, alle loro idee, alla loro creatività e alla loro diversità. L ’azienda è più umana e più in armonia con l'ambiente e lo sviluppo sociale.


Cosa potrebbe fare di piu’ ManagerZen?

L'associazione svolge un buon lavoro di informazione sulle varie iniziative editoriali e sugli eventi, a livello nazionale, che possono essere di interesse comune alla rete di persone che gravita intorno a ManagerZen. E' opportuno continuare su questa strada.

 

a cura di Annalisa Fassetta

Letto 13096 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39