Mercoledì, 08 Ottobre 2003 12:01

Tassonomia dei giochi

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Tassonomia dei giochi


E' possibile classificare i giochi? E' utile? Ne vale la pena?

La tassonomia è la scienza delle classificazioni. Viene dal greco "taxis" (disposizione, ordine) e "nomos" (regola).
Tutte le classificazioni sono arbitrarie e rischiano di costringere una realtà continua e mutevole in categorie rigide e separate l'una dall'altra. Quindi non vanno prese troppo sul serio (un po' come le ideologie).
Tuttavia sono utili a organizzare e gestire cose molteplici e diverse, passando da una conoscenza sequenziale e paratattica, ad una conoscenza strutturale e sintattica (ancora la nostra "taxis"!).


I giochi sembrano attività piuttosto omogenee, e lo sono come grande categoria opposta al lavoro. Ma fra il gioco dell'oca e la morra cinese, il poker e gli scacchi, il filetto o tris e la roulette, che relazione c'è? Quali sono gli elementi comuni e quelli distintivi?
La tassonomia ci aiuta a rispondere a queste domande.


La scienza della tassonomia è molto radicata nella cultura orientale, specialmente in quella indiana. Ai cinesi piaceva un po' meno, perché la praticità confuciana non li portava a perdere tempo con sottili classificazioni e complicati elenchi, ma li spingeva a tener conto di testi operativi molto sintetici, come i 36 stratagemmi di guerra. Quella occidentale è sorta con Aristotele, nel IV sec. a.C., autore della prima classificazione scientifica delle specie viventi, che raggruppava quasi cinquecento specie animali in otto "grandi generi", e di una prima e meno felice classificazione delle piante; il suo discepolo Teofrasto ha tentato la prima classificazione del regno minerale.
Carlo Linneo - nome italianizzato di Carl von Linné (Råshult 1707 - Uppsala 1778) - è il naturalista svedese che sviluppò la nomenclatura binomiale per la classificazione sistematica e gerarchica degli organismi viventi. Nel 1735 pubblica il Systema naturae, in cui espone per la prima volta i suoi criteri di classificazione tassonomica.
Dmitrij Ivanovic Mendeleev, (Tobolsk, Siberia 1834 - San Pietroburgo 1907), chimico russo, nel 1869 pubblica la Tavola periodica degli elementi chimici.
Oggi tutte le grandi biblioteche usano il sistema CDD, o Catalogazione decimale Dewey. Lo schema Dewey venne pubblicato per la prima volta nel 1876 dal bibliotecario americano dell'Amherst College (Massachusetts) Melvil Louis Kossuth Dewey (1851-1931), che dice: "Classificare una raccolta di oggetti o di concetti significa collocare insieme in 'classi' quegli oggetti e quei concetti che posiedono certe caratteristiche comuni e separarne gli oggetti o concetti che non possiedono tali caratteristiche."
Gregor Johann Mendel, (Hyn ice, Moravia 1822 - Brno 1884), monaco e biologo, ha classificato i processi genetici con le sue famose tavole che hanno gettato le basi della moderna teoria dell'ereditarietà.


I giochi possono essere raggruppati e classificati secondo criteri diversi: fortuna/abilità, gioco singolo/gioco di squadra, simulazione/competizione, dentro casa/all'aperto, e così via.
Una buona classificazione dovrebbe costruire uno schema in cui sia possibile inserire tutti i giochi esistenti. Se lo schema è molto generico l'impresa è più facile, ma meno interessante. Se lo schema è molto specifico rischia di diventare troppo complicato o di escludere giochi che non rientrano nella sua struttura.
Uno schema abbastanza semplice ed elegante è quello di Rapaport. I giochi sono a due persone (scherma) o a più persone (calcio). A informazione incompleta (poker) o a informazione completa (scacchi, dove il giocatore bianco vede che cosa sta facendo il giocatore nero). A somma zero o a somma diversa da zero. Nel primo caso se A vince qualcosa, la stessa cosa viene perduta da B; se A vince 10, B perde 10, quindi la somma +10 -10 = 0. Se invece sia A che B vincono qualcosa la somma è diversa da zero. Pugilato e calcio sono giochi a somma zero. Più vince l'uno, più perde l'altro. Suonare o danzare sono giochi a somma diversa da zero, perché se A danza bene anche B danza meglio. Questi giochi sono altrimenti detti win/lose o win/win. Una buona negoziazione dovrebbe essere condotta sul filo del gioco win win. Un dirigente che vuole far fare qualcosa ai suoi collaboratori deve condurre un gioco win win.
E' piuttosto difficile trasformare un gioco win/lose in un win/win. Occorre trasformare l'alternativa fra premio e punizione in un tornaconto comune. "Se non fai questo, ti punisco (perdi)" deve diventare "Se fai questo, tu vinci e io vinco insieme con te". Naturalmente bisogna saper scoprire il win della controparte, proporle qualcosa che essa possa veramente ritenere vantaggiosa per sé.
Fra gli altri tipi di classificazioni mi piace ricordare quella molto semplice di Piaget, che parte da tre grandi categorie: giochi di esercizio (del corpo e della mente), giochi simbolici, giochi di regole.
Suggestiva è la classificazione di Caillois in giochi di competizione (lotta, corsa, pugilato, scacchi), di fortuna (scommesse, roulette, lotterie), di simulacro (bambole, giochi di ruolo, teatro), di vertigine (giostra, altalena, valzer, free climbing, acrobazie).


Un tipo di gioco molto utile alla formazione e al management è il gioco di simulazione, ovvero la riproduzione simbolica e semplificata di realtà complesse. Il gioco di simulazione si basa su un modello (simulation), sull'assunzione di ruoli (role) sottoposti a regole (game).
Giacomantonio, Cecchini e Taylor classificano i giochi di simulazione in giochi di ruolo, giochi strategici, fantasy games, giochi d'ambiente, animazioni.
Una bella sintesi delle tassonomie dei giochi si trova in http://www.giostra.it/, ed è opera di Stefano Giusti, un sociologo che studia e crea giochi formativi.

Letto 13819 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2012 15:39